Bologna, torna la Biennale di Fotografia dell'Industria e del Lavoro
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Bologna. "Foto/Industria" ritorna con la terza edizione della Biennale più importante al mondo, dedicata alla fotografia dell'industria e del lavoro. La mostra, che chiuderà i battenti il 19 novembre prossimo, è stata organizzata dalla Fondazione MAST, Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia. In collaborazione con il comune di Bologna, sotto l'egida di François Hébel, direttore del celebre e internazionale festival di fotografia "Les Rencontres" ad Arles, la fiera si sviluppa secondo un passaggio graduale. Attraverso ben quattordici siti storici del centro cittadino, la Biennale si sposta verso un ambiente più tecnologico e innovativo, giungendo fino alla sede espositiva del MAST. Il centro, nato per favorire lo sviluppo imprenditoriale e creativo di comunità giovanili, si pone come obiettivo quello di trasformare l'aridità del suolo in terreno fertile per una crescita proficua dell'economia del Paese. Per siffatta ragione il MAST è sempre molto attivo nelle nuove iniziative e in tutti quei progetti che mirano ad un progressivo sviluppo sociale, oltre che economico. In tal senso la Biennale di Bologna nasce con un piede al presente e lo sguardo rivolto al futuro, prendendo come punto di riferimento un lavoro prettamente identitario. Originalità e realtà sono le due variabili su cui fanno leva i quattordici artisti, che coadiuveranno la propria passione per l'arte del fotografare nell'allestimento di una mostra quanto mai realistica alla mercé del pubblico. Sarà un'esperienza totalmente interattiva, che tenterà di avvicinare il suo pubblico alla realità più cruda e demistificata del vivere quotidiano nel mondo del lavoro. Gli artisti cercheranno con le loro opere di creare un ponte di collegamento tra la società e l'individuo, abbracciando un approccio finemente poetico per rappresentare una realtà non troppo lontana dal nostro mondo. Il carattere provocatorio e grottesco sarà alla base del composito sistema a mosaico previsto dalla Biennale. Una mistura di fotografie, immagini in motion e video, illustrerà con grande impatto visivo la veloce mutazione contro la quale si sta imbattendo, impetuoso, il nostro mondo. Utensili, macchinari, lavoratori saranno oggetto di riflessione di questa profonda rassegna fotografica. Ci sarà la possibilità di ammirare gli scatti di personaggi importanti che si dedicano con passione e dedizione all'arte della foto.
 
All'interno del centro polifunzionale del MAST saranno aperti al pubblico gli spazi ove sono esposte le immagini del grande esploratore Thomas Ruff, per poi passare al più antico Museo Archeologico ove saranno esposti ben quaranta scatti di circa tre metri di larghezza di Josef Koudelka, noto ai più per essere stato uno dei primi ad immortalare la città di Praga, invasa dai carri armati russi nel 1968. Le sue fotografie ritraggono momenti emotivamente forti, che segnano la drastica trasformazione del paesaggio, costretto ad abbandonare il suo verde vivido, per passare al grigio delle nuove macchine industriali. La Pinacoteca di Bologna, in occasione della Biennale, ospiterà la mostra "Landscapes of American Power: Fotografie dalla Collezione Walther". Grazie alla forza dichiarativa ed espressiva, di cui le foto godono, è attestato il cambiamento repentino che ha spinto all'edificazione di un'intera città mineraria, lì dove sorgevano le imponenti montagne del Kentucky orientale. Questo dato ci è noto grazie al sostanziale contributo dell'anonimo artista, che tra il 1917 e il 1920 ha realizzato un album fotografico "The Making of Lynch" e che in seguito Mitch Epstein, sulla stessa linea d'onda, ha sviluppato, mettendo in luce le dannose conseguenze che inevitabilmente derivano da una società così industrializzata come quella del Nord America. Al Museo di Palazzo Poggi sarà trasmesso il "film noir" fotografico, vale a dire una serie di frame in movimento che attesterà la devastante trasformazione paesaggistica di Tokyo, a cura di Yukichi Watabe, il primo giapponese al quale fu concesso di affiancare la polizia per documentare un'indagine dallo sfondo delittuoso. Al Museo della Musica corrono i colori della bandiera inglese, in sostengo di una mostra curata da John Myers e dedicata al problema del "black country". I suoi scatti sono finalizzati alla denuncia di un paese che un tempo primeggiava per le sue industrie metalmeccaniche ed oggi assiste al progressivo sfacelo della manifattura, per lasciare il posto a poveri impianti di vendite al dettaglio. La Fondazione del Monte è invasa, invece, dall'amara e spregiudicata ironia, che caratterizza gli scatti di Lee Friedlander, molto vicina allo studio dei processi e dei rapporti lavorativi all'interno delle fabbriche. Lo svedese Mårten Lange porta la tecnologia e il progresso scientifico al Centro di Ricerca Musicale | Teatro San Leonardo con due serie fotografiche: "Machina" traele sue immagini dai laboratori di ricerca di fisica nucleare e "Mechanism", incentrata sugli aspetti di scienza e società urbana. Fiction e documentario animeranno le sale del MAMbo, ove sarà messo in onda il "Futuro passato" di Vincent Fournier, che esplora l'immaginazione come fosse una realtà parallela, all'insegna di un viaggio tra le utopie del XX e XXI secolo.
 
L'Avanguardia russa segna le opere di Aleksandr Rodčenko a Casa Saraceni, imprimendo grande ritmo e dinamismo ai suoi fotomontaggi, mentre a Spazio Carbonesi l'artista Mathieu Bernard-Reymond trasforma gli scatti dei siti adibiti alla produzione energetica in immagini astratte. Palazzo Boncompagni si tinge del giallo legato al cosmonauta sovietico, scomparso durante una missione spaziale; di questo caso se ne occuperà con i suoi scatti il catalano Joan Fontcuberta. Gli italiani Michele Borzoni a Palazzo Pepoli Campogrande, Mimmo Jodice a Santa Maria della Vita e Carlo Valsecchi all'Ex Ospedale dei Bastardini cercano di delineare il panorama lavorativo che segna il nostro Paese oggi, ma in particolare che svilisce il meridione con immagini forti, incentrate sull'illegalità del lavoro/sfruttamento minorile tra le vie di Napoli. Il programma prevede anche una ricca serie di incontri, workshop e visite guidate al seguito degli stessi artisti, che renderanno l'esperienza totalmente immersiva.
 
   
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