Mostre, al Complesso del Vittoriano l'Impressionismo di Claude Monet
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Roma. L'Ala Brasini del Complesso del Vittoriano ospita, dallo scorso 19 ottobre e inizialmente fino all'11 febbraio 2018, ben 60 opere di Claude Monet provenienti dal Musée Marmotan Monet di Parigi. Visto lo straordinario successo della mostra e le numerose richieste pervenute, il termine dell'evento è stato fissato per il prossimo 3 giugno. L'esposizione, curata da Mariane Mathieu ed organizzata da Arthemisia, vede l'egida dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano e la promozione dell'Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e della Regione Lazio. Considerato, a ragione, uno dei padri fondatori dell'Impressionismo, Monet è di certo colui che rimase più fedele al movimento artistico. Pur essendo celebre soprattutto per i suoi paesaggi e per la pittura en plein air, durante la sua giovinezza il pittore parigino si concentrò soprattutto sulle caricature dei cittadini di Le Havre, alcune delle quali sono visibili anche nella mostra in corso a Roma. Il suo approccio con i paesaggi si deve a Eugène Bodin: quest'ultimo rimase affascinato dall'entusiasmo che trasudavano le opere di Monet che, a sua volta, si lasciò sedurre dalla bellezza rassicurante della natura. Monet rifiuta del tutto la prospettiva ed i suoi vincoli e preferisce concentrarsi sulle impressioni catturate dall'intelletto trasferendole poi sulla tela. Sono i giochi di luce ad attrarlo, le atmosfere indefinite ed è per questo che sceglieva sempre di dipingere all'aperto, a diretto contatto con i paesaggi che intendeva trasporre nei suoi dipinti. Naturalmente, anche le pennellate di colore si trasformano diventando rapidissime per immortalare al meglio il momento presente.
 
La mostra romana è suddivisa in sei sezioni. "Una famiglia - un museo" vede al centro i dipinti raffiguranti i figli di Monet, non solo Jean e Michel nati dal matrimonio con Camille ma anche i sei figli della seconda moglie, ovvero Alice Hoscedé. Volti amatissimi da Monet che mise sempre al primo posto gli affetti. La seconda sezione, dal titolo "Le Caricature", raccoglie alcuni tra i disegni salienti degli anni trascorsi in collegio che valsero al pittore anche i primi guadagni. "Monet, cacciatore di motivi" raggruppa i paesaggi catturati a Londra, a Parigi ma anche in Italia, precisamente in Liguria, ed in cui già si notano le atmosfere che resero celebre il pittore francese. "Ninfee" accorpa alcuni dei soggetti più cari all'artista, soprattutto quelli dipinti a Giverny dove egli fondò il suo primo atelier immortalando magnifici giardini. "I ponti giapponesi e i salici piangenti" presenta le opere appartenenti agli ultimi 20 anni di vita di Monet, un ventennio che lo vide colpito da due lutti, la morte di Jean e della seconda consorte, ma anche dalla sofferenza fisica, gli fu infatti diagnosticata una doppia cataratta. Al Complesso del Vittoriano sono visibili gli occhiali indossati dall'artista dopo il secondo intervento ed i quadri di quegli anni dove l'angoscia si trasforma in colori più cupi e decisi. Nell'ultima sezione, intitolata "I pannelli monumentali", trovano posto le opere che il pittore dipinse per festeggiare la fine del primo conflitto mondiale e che furono poi donate alla Francia: si tratta complessivamente di 20 pannelli che hanno come tema comune il paesaggio acquatico e che dovevano trovare posto all'Orangerie delle Tuileries. A causa di un incendio risalente al 1958 che colpì il Museum of Modern Art di New York, numerosi dipinti di Monet furono danneggiati ma grazie alle moderne tecnologie e a Sky Arte HD è possibile ammirare a Roma la riproduzione di uno dei capolavori più celebri del maestro parigino, ovvero "Water Lilies". La cura dei dettagli caratterizza anche questa esposizione che, pur raccogliendo opere meno note di Monet, conquista il visitatore per la sua ricchezza. La mostra racconta tutte le fasi della vita dell'artista, dalla sua turbolenta giovinezza fino alla maturità segnata dal dolore fisico e personale. Senza dubbio una personalità complessa e ricca di sfumature quella di Monet che nell'arte seppe canalizzare le emozioni e gli avvenimenti di un'intera epoca.
 
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