Gialli, "Il Dr. Cavendish e il manoscritto biblico" di Mario Capasso
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Mario Capasso, noto papirologo di origini napoletane, approda in libreria con il suo ultimo lavoro letterario: "Il Dr. Cavendish e il manoscritto biblico", edito da Pensa Multimedia. Il nuovo volume del Professor Capasso è acquistabile da poche settimane ma, tra gli appassionati del genere, si è subito scatenata la smania di conoscere le nuove vicende di questo gentiluomo inglese che ha visto la luce nel 2010. George Cavendish è un quotato restauratore di papiri che vive in Inghilterra negli anni Trenta, dove si dedica alla cura e al ripristino di manoscritti provenienti da tutto il mondo. Improvvisamente un ricco banchiere ginevrino, Delacroix, lo interpella affinché Cavendish gli procuri un bel papiro, magari contenente un inedito testo biblico. A quel punto lo studioso inglese, seppure con qualche titubanza, si mette in viaggio per raggiungere Il Cairo e, da quel momento, la sua vita cambia. George è ben felice di rivedere il suo amato Egitto, pur se l'affascinante Paese gli rammenta le sue scorribande giovanili durante le quali profanava tombe alla ricerca di testi inediti: la consapevolezza degli errori di gioventù ha portato infatti Cavendish ad abbandonare l'attività sacrilega e a redimersi attraverso il restauro degli antichi manoscritti ma, l'ebbrezza dello scopritore, risulta ancora viva nel suo animo. Appena toccato il suolo egiziano, il professore inglese decide di interpellare tutti i suoi conoscenti per procurarsi il papiro desiderato da Delacroix, ma ben presto egli apprende che di recente è stato scoperto un manoscritto sconvolgente che potrebbe cambiare per sempre le sorti dell'umanità. Ecco che l'antico fervore giovanile torna a tormentare Cavendish e, pur ricevendo diversi moniti e numerose minacce di morte, lo studioso darà inizio alla sua ricerca per ottenere il tanto agognato codice. Man mano gli amici del dottore moriranno misteriosamente senza che lui possa fare nulla per impedirlo e, dopo una lunga serie di peripezie, il papirologo arriverà a scoprire il luogo in cui è custodito il papiro, attraverso continue e imprevedibili sorprese. Avvincente e incalzante, così potrebbe definirsi in breve il lavoro di Capasso: la prosa dell'autore è scorrevole e si nota una particolare predilezione per le descrizioni non solo degli ambienti ma anche dei protagonisti: Capasso ama indugiare sulla fisionomia dei personaggi dimostrando di essere anche un bravo caricaturista, sa costruire gli intrighi in modo sapiente ed offre al lettore degli scorci dell'Egitto come solo un attento conoscitore dei luoghi riesce a fare. Rispetto alla sua prima opera, "Il Dr. Cavendish e la mummia del museo orientale", dove il restauratore subì addirittura un processo da parte delle mummie per la sua attività illecita del passato, l'autore mostra di essere più maturo e di arricchire ulteriormente quel personaggio che suscita un'immediata simpatia. Il bagaglio culturale ed esperienziale di Capasso è tale che solo una mente sapiente come la sua poteva raccogliere tutti i ricordi accumulati negli anni e trasporli in due opere accattivanti: forse Cavendish è la personificazione dello scrittore, il suo alter ego più avventuroso e dotato di quel caratteristico humor inglese tipico dei gentiluomini senza tempo. Tematica delicata ma sapientemente trattata, soprattutto nel secondo volume, è quella relativa al patrimonio culturale di cui l'Egitto è saturo e che nel tempo ha visto il saccheggio da parte dell'Europa e di personaggi privi di scrupoli: Cavendish ha una sua teoria ben precisa in merito e non sappiamo se in questo caso Capasso la condivida o meno, quel che è certo è che l'autore mostra grande rispetto per un popolo multietnico e ricco di storia. Indubbiamente "Il Dr. Cavendish e il manoscritto biblico" di Mario Capasso è ben scritto, qualcuno potrebbe dire che, trattandosi di un professore universitario, ciò sembri naturale ma non sempre è così, purtroppo. Spesso infatti i titoli accademici non vanno di pari passo con una conoscenza approfondita e chiara della lingua italiana. Un libro gradevole e innovativo per certi versi, una lettura non eccessivamente lunga che si presta bene ad allietare l'animo di coloro che amano l'Egitto o che, molto più semplicemente, possiedono spirito di avventura.
 
   
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