Classici, la ricerca del bello: "Il Piacere" di Gabriele D'Annunzio
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Scritto tra il 1888 e il 1889, Il Piacere può essere considerato il manifesto letterario di Gabriele D'Annunzio e fa parte di un ciclo che comprende anche L'Innocente e Il Trionfo della morte. Il romanzo narra le vicende di Andrea Sperelli, nobile che risiede a Roma trascorrendo la sua esistenza tra eventi mondani e avventure sessuali più o meno soddisfacenti. La narrazione ha inizio il 31 Dicembre del 1886 mentre Sperelli attende l'arrivo di Elena Muti, sua ex amante, che non incontra da due anni, ovvero da quando la donna decise di troncare la loro relazione. Sperelli inganna il tempo richiamando alla memoria i momenti salienti del loro addio e, al sopraggiungere di Elena, i due sono in balia di ricordi dolcissimi ma anche del dolore che contraddistinse la loro separazione. Dopo l'abbandono dell'amata Andrea, vittima della sofferenza, trascorre la sua esistenza passando da un'avventura all'altra nel vano tentativo di placare le sue pulsioni, rischiando persino la vita a causa di un duello con un rivale in amore. Durante la convalescenza, trascorsa presso la villa della cugina a Schifanoja, Sperelli incontra Maria Ferres che comincia a corteggiare insistentemente: Andrea arriva a dichiarare i suoi sentimenti alla donna che in breve tempo cadrà nella rete del giovane esteta pur essendo sposata con un diplomatico del Guatemala. La relazione tra i due si svolgerà su basi apparentemente spirituali per poi collassare tragicamente quando, durante un amplesso, Andrea pronuncia il nome di Elena dimostrando così di aver sovrapposto le due figure femminili. L'opera si conclude con il protagonista che rientra mestamente nella propria abitazione dopo aver acquistato all'asta alcuni dei mobili messi in vendita in seguito al tracollo finanziario del marito di Maria. Appare evidente che lo stesso D'Annunzio si identifichi quasi specularmente con il protagonista del romanzo, pur denigrandone alcuni aspetti come la depravazione. Sperelli è l'esteta per antonomasia ma, perfettamente in linea con le correnti letterarie dell'epoca, egli presenta un accentuato decadentismo: Andrea è affascinante, colto, raffinato ma, al tempo stesso, il suo io si sgretola inesorabilmente perché preda dei vizi. Sperelli ricerca di continuo l'amore perché durante l'infanzia la madre lo ha trascurato preferendogli l'amante ma, contemporaneamente, è un uomo istruito ed elegante grazie al padre che lo ha iniziato al culto dell'arte e della letteratura. Andrea desidera perennemente conferme, si esalta quando conquista una nuova preda ma, eccezion fatta per Elena, ben presto si stanca di quanto ha ottenuto e riprende la ricerca dell'amante perfetta. Egli vive celandosi dietro le apparenze e le menzogne e proprio questo atteggiamento sarà alla base della sua rovina poiché arriverà a confondere il limite tra la realtà e la finzione. Il linguaggio scelto da D'Annunzio per redigere l'opera è alquanto elaborato e ciò si evince soprattutto nelle descrizioni degli ambienti in cui opera il protagonista. Lo scrittore ricorre sovente a troncamenti ma anche le metafore e le anafore non sono da meno preferendo, inoltre, termini attinti dal francese, l'inglese e il latino. Il libro è un invito all'ostentazione, all'opulenza, alla ricerca del piacere appunto: la prosa d'annunziana può essere amata o contrastata senza mezze misure identificandosi con la vita di colui che scrive. Il momento storico in cui è ambientato il romanzo vede un'Italia, fresca di Unità, guidata dalla sinistra di Depretis, e all'epoca gli intellettuali italiani, non condividendo le posizioni delle masse lavoratrici, decisero di assumere comportamenti spesso provocatori e anticonformisti. D'Annunzio fu un uomo che visse la propria esistenza tendendo all'acme, facendo suoi i valori dell'alta borghesia italiana e riuscendo a mitizzare persino quei difetti che negli altri esseri umani appaiono deplorevoli.
Author: Francesca Salvato

 
   
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