Narrativa, "Sotto il sole d'Italia" di David H. Lawrence
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Un volume dalle dimensioni ridotte ma che cela al suo interno tre racconti, di cui uno incompiuto, che affrontano problematiche molto vicine al sentire dell'uomo. "Sotto il sole d'Italia" di David Herbert Lawrence, ripubblicato dalla casa editrice Elliot, presenta un titolo accattivante e, apparentemente, frivolo ma il contenuto ha ben poco di effimero: il primo racconto, intitolato "Mercurio", narra di una placida domenica sul Monte Mercurio, meta prescelta da alcuni escursionisti per trascorrere qualche ora di piacevole tranquillità. Ad un primo sguardo l'ambiente sembra bucolico, pacifico e solo la vivacità dei presenti movimenta il luogo il cui unico svago è costituito da un ristorante: la noia imperversa tra gli individui quando, ad un tratto, si scatena una tempesta violenta che non lascia scampo. I turisti riescono, formando un'unica massa compatta, a trovare riparo nel ristorante, nell'attesa che la furia della grandinata passi e sia possibile far ritorno nelle proprie abitazioni. In questa prima narrazione vi sono evidenti analogie con la natura maligna di cui parla diffusamente Giacomo Leopardi, alla cui potenza l'uomo non può sfuggire se non accettando la propria evidente inferiorità. Anche il secondo racconto vede come assoluta protagonista la supremazia della Natura: in "Sole" sono affrontate le vicende di Juliet, un'americana che parte per il Belpaese seguendo i dettami del suo medico. Ciò che resta della donna è solo un involucro, la sua apatia ha ingoiato qualsiasi residuo di femminilità e gioia di vivere ma il sole della Sicilia, così caldo e avvolgente, le farà riscoprire non soltanto i colori e i profumi della natura verace ma, soprattutto, la sua sessualità, troppo a lungo mortificata da un matrimonio di facciata. Juliet imparerà a vivere la sua nudità, fondendosi completamente con il calore benefico del sole, e imparerà anche a lasciarsi accarezzare dagli sguardi di un giovane contadino che, pur amandola disperatamente, non troverà mai il coraggio di avvicinarsi a lei. A chiudere il cerchio il racconto incompiuto intitolato "L'uomo che non muore". Non si conoscono i motivi per cui l'autore non portò a termine il lavoro ma sarà il suo amico Samuel Koteliansky, che per primo aveva fatto approcciare Lawrence al genere yiddish, a concludere la storia. La tematica affrontata trae spunto dalla narrazione orale ebraica e, al centro del racconto, vi sono le figure di due saggi, Aristotele e Mosè Maimonide, i quali decidono di dare vita ad un uomo immortale partendo dalla vena di un essere umano. L'individuo che donerà la vena sarà destinato inevitabilmente alla morte e proprio Aristotele sarà il prescelto: la condizione posta dal saggio prima di compiere il sacrificio è che nessuno dovrà mai interferire con lo sviluppo dell'essere immortale ma il suo compagno di studi, Maimonide, avrà dubbi e ripensamenti che lo faranno vacillare. Il senso dell'incompiuto aleggia soprattutto negli ultimi due racconti di Lawrence: la vicenda sentimentale di Juliet, che non arriva ad avere un'unione carnale con il contadino, e l'interruzione dell'esperimento condotto da Maimonide, apre scenari vastissimi per il lettore che è portato a chiedersi "cosa sarebbe accaduto se?". Il lavoro condotto da Lawrence appartiene all'ultimo periodo del suo soggiorno italiano e conferma l'elevata maturità artistica raggiunta dall'autore inglese. Considerando soprattutto l'epoca storica in cui visse lo scrittore, a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, stupisce la profonda analisi psicologica su Juliet e l'indagine accurata sulla riscoperta della sua femminilità, tematica che si ritroverà nel celeberrimo "L'amante di Lady Chatterly" e che vide un'aspra polemica per l'utilizzo di un linguaggio inusuale relativo alla vita sessuale dei protagonisti; Lawrence era però attratto anche dalla spiritualità, forse anche grazie ai numerosi viaggi che gli permisero di avvicinarsi a culture ben lontane da quella europea, ed il racconto incompiuto sottolinea proprio questa attenzione da parte dell'autore. I tre racconti, come evidenzia efficacemente Antonio Veneziani nella sua introduzione, si dibattono in una dicotomia: da un lato vi sono il rigore e la vita ineccepibile dei protagonisti, schiavi di una società di facciata che pretende da loro un determinato comportamento e, dall'altro, un costante e fortissimo richiamo verso pulsioni primordiali come il sesso o il puro e semplice desiderio di essere se stessi. "Sotto il sole d'Italia" è l'ultimo, involontario testamento artistico lasciato da Lawrence, un'opera letteraria che nasconde al suo interno non soltanto le tematiche che influenzarono maggiormente la sua carriera di scrittore ma, soprattutto, l'intimità più profonda della sua esperienza terrena.
Author: Francesca Salvato

 
   
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