Gialli, "Variazioni in rosso" di Rodolfo Walsh
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Bisognerebbe avere più fiducia nei correttori di bozze, evitando un approccio pregiudiziale. Si finirà per scoprire, magari, che in questo modo sarebbe stato piuttosto semplice affezionarsi a parecchi di loro. Impossibile, ad esempio, non provare simpatia istantanea per Daniel Hernàndez, il protagonista dei tre racconti che compongono la breve raccolta Variazioni in rosso, a firma dell'indimenticato reporter investigativo e scrittore argentino Rodolfo Walsh, ripubblicata oggi per i tipi Sur-Minimum Fax. Questo lavoro ci ripropone, infatti, Walsh alle prese con i suoi primi bozzetti di scrittura, affidati sostanzialmente al genere "giallo" o "poliziesco" e tuttavia corredati da una dettagliata e minuziosa ricerca investigativa. Non è tanto la psicologia dei protagonisti ad assurgere in rilievo, e se lo fa è comunque in via incidentale, quanto piuttosto il metodo ricercabile per una giusta, assennata attività d'inchiesta. Si tratta di un anticipo, in sostanza, della carriera che di lì a poco attenderà il giornalista latinoamericano, autore di quell'autentico capolavoro che è Operacìon Massacro, un intenso reportage sulle trucidazioni compiute in Argentina dai golpisti che rovesciarono il governo di Juan Domingo Peròn con l'aiuto della Cia. L'Argentina "non esiste", avrebbe detto un famoso personaggio di un famoso scrittore spagnolo. Perché le realtà complesse non ammettono alcun tipo di astrazione metafisica. Sono esistite (e ancora esistono) numerose Argentine possibili ed anche reali, come ad esempio quella "dei vuoti lasciati da 30 mila esseri umani", quella che Walsh avrebbe raccontato ai suoi lettori, qualche anno dopo aver lasciato una indelebile testimonianza dei suoi inizi, quando era impiegato proprio come correttore di bozze. L'ecletticità segnerà la parabola di Walsh come, purtroppo, anche la sua vita: da redattore a cronista impegnato, passando per la partecipazione al progetto di Prensa Latina, l'agenzia di stampa nata sull'onda della Rivoluzione Cubana cui collaborarono anche Leonardo Acosta e Gabriel Garcìa Màrquez, sotto la direzione di Jorge Ricardo Masetti. L'ingresso nelle fila dei Montoneros e la guerriglia clandestina contro i generali, l'assassinio della figlia maggiore e le numerose rivelazioni sui crimini della dittatura e sulle sorti dei desaparecidos ne fecero un simbolo della resistenza antiautoritaria, ma anche uno dei principali bersagli del potere reazionario. Tutto nella sua vita, compreso il suo infame assassinio ad opera del regime, prende le mosse dalla sua invidiabile capacità di investigatore, messa in luce particolarmente in questo lavoro. Sin dalle pagine introduttive, infatti, l'autore invita il lettore a procedere in maniera attiva, invitandolo a decifrare, rigo dopo rigo, tutti i dettagli in grado di fornire un sia pur minimo ausilio alla risoluzione del giallo. E non per il gusto di un esercizio stilistico fine a sé stesso, quanto piuttosto per tenere viva la fiammella di una sete che mai dovrebbe mancare in un essere pensante: quella della verità e della giustizia sostanziale. A Daniel Hernàndez è dunque affidata una responsabilità che va ben oltre le sue semplici funzioni: quella di non ingannarsi e non ingannare gli altri, prima di tutto come uomo parte di un'umanità disorientata.
 
   
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