Gialli, "Le inchieste del colonnello Reggiani" di Valerio Massimo Manfredi
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Una laurea in Lettere Classiche ed una carriera improntata all'archeologia non hanno impedito a Valerio Massimo Manfredi di cimentarsi nella scrittura di "Le inchieste del colonnello Reggiani", giallo pubblicato da Einaudi nella collana Stile Libero Big. Manfredi ha abituato il grande pubblico ad una serie di volumi dedicati ad illustri nomi della storia e dell'epica, come Alessandro Magno ed Ulisse, ma è anche un volto noto del piccolo schermo grazie al suo ruolo di conduttore in programmi come Impero e Stargate – Linea di confine. Questa volta, invece, la sua avventura letteraria è ambientata in epoca contemporanea e vede al centro della vicenda un colonnello dei carabinieri, Aurelio Reggiani, impegnato in indagini relative al furto di opere d'arte. In realtà questo personaggio non compare per la prima volta, già nel 2010 infatti Manfredi lo aveva messo sulle tracce di alcuni americani che si erano impossessati di un pregevole gruppo marmoreo. In questa occasione le vicende che coinvolgono il colonnello sono in tutto cinque: Reggiani dovrà inseguire malviventi che hanno rubato opere del calibro de La Muta di Raffaello o delle ceramiche dei fratelli Della Robbia e che non agiscono soltanto in Italia ma gestiscono le loro losche attività persino in Sudamerica e nella Penisola Balcanica. Reggiani si avvale anche di un team di collaboratori che, di volta in volta, sapranno calarsi nel ruolo appropriato per risalire alla verità: uno su tutti è il tenente Ferrario, una sorta di alter ego del colonnello ma più simpatico e charmant rispetto al suo superiore. I racconti sono piacevoli e anche l'intreccio delle storie è molto ben costruito, inoltre va detto che la loro brevità contribuisce a non annoiare il lettore; le situazioni sono ad incastro ed i colpi di scena non mancano anche se, tutto sommato, i colpevoli dei furti vengono individuati quasi subito da un lettore attento, questo però non toglie mordente alla narrazione e i dialoghi risultano scorrevoli e ben strutturati. Come già anticipato, Reggiani ed i suoi uomini arriveranno ad interfacciarsi con molti personaggi, esponenti del clero ma anche uomini e donne facoltosi che risulteranno implicati nei furti molto più di quanto vogliano far credere, in un susseguirsi di situazioni dove la tensione sarà tangibile; ogni individuo viene tratteggiato con notevole accuratezza da Manfredi contribuendo così a rendere ancora più credibili le vicende senza però sconfinare in una trama surreale come spesso accade quando ci si trova dinanzi a libri di questo genere. Lo schema della narrazione è quasi sempre lo stesso, ovvero un furto compiuto principalmente nella notte e di cui Reggiani viene a conoscenza dopo poche ore dando subito il via alle indagini e sguinzagliando i suoi collaboratori in ogni angolo, nel tentativo, sempre riuscito, di acciuffare i responsabili che tentano di privare l'umanità di capolavori di inestimabile valore. Insomma, è possibile affermare che l'esperimento contemporaneo condotto da Manfredi abbia ottenuto un esito più che positivo, a dimostrazione che i suoi interessi sconfinano anche al di fuori della cultura classica e che l'autore e la sua creatura sono complementari perché, a pensarci bene, la passione e l'impegno che Reggiani mette nelle sue indagini hanno molto in comune con il modus operandi dell'archeologo.
Author: Francesca Salvato

 
   
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