Romanzi, "I falò dell'autunno" di Irène Némirovsky
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Nell'arco di circa 30 anni si dipana la vicenda di Bernard e Thérèse, due giovani francesi che dovranno combattere a lungo prima di raggiungere la tanto agognata serenità personale e di coppia. La Grande Guerra ma anche il Secondo Conflitto Mondiale offrono terreno fertile ad Irène Némirovsky per "I falò dell'autunno", romanzo postumo del 1957 ripubblicato di recente dalla casa editrice Adelphi: Thérèse, da sempre segretamente innamorata di Bernard, sposerà giovanissima il cugino Martial, medico che perirà in guerra pochi giorni dopo il matrimonio lasciando una vedova bambina che, con abnegazione, svolgerà il suo ruolo di infermiera lasciando sopiti i propri desideri di donna. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, Bernard e Thérèse si sposeranno e dalla loro unione nasceranno tre figli, Yves, Geneviève e Colette. Del timido ed educato Bernard, però, è rimasto ben poco, il giovane infatti è partito poco più che adolescente per la guerra che è riuscita a trasformarlo in un essere spavaldo, bramoso dei piacere terreni e coinvolto in affari loschi. Rapito dalla sensualità di Renée, della quale diventerà amante, Bernard trascorrerà i suoi anni migliori inseguendo la chimera del successo, intanto i figli cresceranno, il suo primogenito morirà in aereo e i suoi finti amici lo abbandoneranno al suo destino mentre un nuovo conflitto, ancora più feroce, pretenderà la sua presenza come soldato influendo nuovamente sulla sua psiche ma, stavolta, rendendolo un uomo migliore e degno di amore. Oltrepassata la soglia dei 40 anni e dopo aver raggiunto la consapevolezza dei propri errori, Bernard farà ritorno a casa, tra le braccia di Thérèse che lo ha atteso per anni continuando ad amarlo e capirà, finalmente, che quella donna e le sue due figlie sono tutto ciò che ha realmente desiderato da sempre. Il titolo del romanzo trae spunto da un sogno fatto dalla nonna di Thérèse: in punto di morte, l'anziana vide in sogno fuochi ardenti che purificavano i campi e quegli stessi fuochi, nella realtà, saranno visti dalla nipote anni dopo, poco prima del ritorno di Bernard dalla guerra. I falò che ardono nei campi simboleggiano la purificazione dell'animo umano e, così come il fuoco prepara il terreno a nuove sementi, ugualmente l'uomo ha bisogno della catarsi spirituale per redimere se stesso. Nel volume l'autrice attacca la borghesia francese e i prototipi a cui essa di ispira, ponendo in primo piano la ricerca dell'effimero e la bramosia dei beni materiali, in contrapposizione con l'assoluta mancanza di certezze provocata dalla guerra. Thérèse è una presenza rassicurante e salvifica troppo a lungo ignorata dal marito ma, nel suo essere mite e paziente, la donna rivela una forza d'animo inesauribile, una dedizione verso lo sposo e verso il concetto di famiglia che appare encomiabile. La Némirovsky rende al meglio la psicologia dei personaggi e alcuni passi in particolare quasi commuovono per il lirismo intrinseco e per l'indagine conoscitiva dei protagonisti, basti pensare al dissidio interiore di Thérèse quando decide di inseguire il suo grande amore, oppure alla riflessione intimistica di Bernard dopo aver appreso la morte del figlio con modalità che appaiono quasi beffarsi del suo ambiguo passato. Al centro delle vite, come già anticipato, c'è la crudeltà del conflitto che non fa sconti a nessuno, che travolge le esistenze e sovverte le rassicuranti certezze dell'uomo. L'autrice visse quel periodo angusto: figlia di un ricco banchiere ebreo ucraino, la Némirovsky fu costretta a fuggire quando i Soviet misero una taglia sulla testa del padre. Approdata in Francia, studiò a Parigi presso la Sorbona e ben presto iniziò a pubblicare i suoi primi racconti finché, nel 1926, vide la luce il suo primo romanzo dal titolo "Le Malentendu". Dall'unione con l'ingegnere russo Michel Epstein nacquero due figlie mentre cresceva la sua produzione letteraria ma, nel 1942, fu arrestata a causa delle sue origini ebree e deportata nel campo di concentramento di Auschwitz dove morì nello stesso anno. Tra le opere più celebri va di certo annoverato "Suite francese", scoperto dalle figlie e pubblicato nonostante fosse incompleto, mentre "I falò dell'autunno" fu scritto poco prima che la Némirovsky venisse arrestata. Il libro è una denuncia sociale e tradisce il livore dell'autrice nei confronti di un Paese, la Francia appunto, che mostrò numerose falle nell'approccio con un conflitto mondiale di dimensioni spropositate. Il piacere, inteso come godimento sessuale e brama di materialismo, e il crollo dei valori sono incarnati da Bernard e Thérèse in un testa a testa che, ancora una volta, premia l'autenticità dei sentimenti e l'accettazione dei propri limiti.
 
   
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