Romanzi, "La donna che visse due volte" di Boileau e Narcejac
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Un amore ossessivo nei confronti di una creatura avvolta dal mistero, è questo il punto focale di "D'entre les morts" - in italiano "La donna che visse due volte" - celebre romanzo noir di Pierre Boileau e Thomas Narcejac del 1954, ripubblicato di recente dalla casa editrice Adelphi nella collana Fabula. La vicenda è ambientata in Francia, a Parigi, agli inizi del secondo conflitto mondiale: Paul Gévigne, noto industriale, chiede all'avvocato ed ex poliziotto, nonché suo amico, Roger Flavières di pedinare sua moglie Madeleine. La donna è un'affascinante 25enne dai capelli corvini e gli occhi azzurrissimi, tormentata dal destino della bisnonna, Pauline Lagerlac, morta suicida alla sua stessa età. Flavières inizia a seguire la giovane salvandola da un primo tentativo di suicidio e ben presto tra i due nasce un rapporto molto intimo che, per l'avvocato, si trasformerà in amore. Un giorno, durante una passeggiata, la coppia approda in un paesino dove si erige un altissimo campanile: Madeleine inizia a salire le scale mentre Flavières, temendo il peggio e avanzando a fatica a causa delle vertigini, la segue nel disperato tentativo di fermare la donna che, inevitabilmente, si ucciderà. A questo punto Flavières, sconvolto alla vista del cadavere, decide di tacere con l'amico aspettando che scopra la verità da solo e, dopo poco, a causa della guerra, si trasferirà in Africa. Anni dopo, al termine del conflitto, Flavières torna a Parigi e scopre che Gévigne è morto. Il fanatismo per Madeleine è immutato ed anche per questo motivo l'avvocato decide di rivolgersi ad uno psichiatra che gli consiglia di trascorrere un periodo in una casa di cura. Prima di partire per il sud della Francia Flavières entra in un cinema e, nel filmato del cinegiornale, vede all'improvviso Madeleine a Nizza piombando nuovamente nelle sue fissazioni mai sopite. Ormai in preda al delirio l'uomo decide di partire per Nizza e di alloggiare nello stesso albergo che ha visto nel filmato dove, presumibilmente, la donna si trova. In breve Flavières ritroverà Madeleine che, dopo giorni di reticenza, dirà tutta la verità. Il nome della donna è Renée Sourange mentre Madeleine era, in realtà, la vera moglie di Gévigne. La Sourange era stata assoldata dall'industriale per inscenare il suicidio della vera Madeleine, malata di mente e ricca ereditiera, la quale era stata spinta giù dal campanile dal marito. La confessione sconvolgerà Flavières e l'epilogo della storia sarà tragico.
 
Sembra che il duo francese abbia scritto questo romanzo con l'intento di impressionare il maestro del brivido, Alfred Hitchcock. La scommessa riuscì, il regista infatti fu rapito dalla storia tanto da dare vita al suo "capolavoro filosofico", come lo definì la critica, che, nella trasposizione cinematografica, prese il titolo di "Vertigo". In realtà il film di Hitchcock si discosta molto dalla trama letteraria, pur mantenendo i capisaldi della struttura narrativa, ma la storia è ambientata in California, negli anni Cinquanta, la protagonista è la biondissima ed algida Kim Novak ed il finale sarà ben diverso da quello del libro. Boileau e Narcejac scrissero circa 50 romanzi ed un'ottantina di racconti: di solito Boileau aveva il compito di realizzare l'intreccio della trama mentre il collega si dedicava ai luoghi e tratteggiava la psicologia dei personaggi. Le ambientazioni francesi e le minuziose descrizioni ricordano molto le suggestioni de "I falò dell'autunno", romanzo di Irène Némirovsky, però le analogie si fermano qui perché "La donna che visse due volte" è un poliziesco pervaso da un'atmosfera a tratti claustrofobica ed angosciante dove non esiste il presente ma si è proiettati perennemente nel passato. Tra tutti emerge il personaggio di Flavières, prigioniero del suo fanatismo, perseguitato dalla possibilità che Madeleine sia resuscitata anche se la realtà dei fatti è molto più banale. Flavières, schiavo di una macchinazione sapientemente ideata, perderà ogni contatto con la vita reale, arrivando persino a rifiutare la verità per rifugiarsi sempre e comunque nelle sue elucubrazioni. Un noir ideato alla perfezione quello di Boileau e Narcejac - inutile negarlo - in cui logica e follia coincidono pericolosamente e che trasporta il lettore in una dimensione parallela dove l'ansia di svelare il mistero è assoluta.
 
   
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