Romanzi, "Gli Innocenti" di Paola Calvetti
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Il potere salvifico della musica è il vero protagonista del nuovo romanzo di Paola Calvetti intitolato "Gli Innocenti" e pubblicato dalla casa editrice Mondadori nella collana Omnibus. Una storia dolorosa ma al tempo stesso piena di speranza quella di Jacopo e Dasha, due musicisti che si innamorano nonostante i tanti anni di differenza e le profonde ferite che la vita ha inflitto loro. Jacopo Landi è un affascinante violinista vicino ai cinquanta, un uomo apparentemente sicuro di sé ma con un'infanzia molto tormentata alle spalle. Abbandonato presso l'Istituto degli Innocenti di Firenze appena nato, non ha mai conosciuto i suoi genitori biologici, la madre adottiva è morta suicida pochi mesi dopo averlo accolto in casa ed il padre ha cercato di tirarlo su alla meglio anche se la fragilità del loro rapporto resta tangibile. L'incontro con la musica si rivelerà decisivo per il piccolo Jacopo, che assaporerà momenti di pura felicità solo imbracciando il violino. Dasha, invece, è nata a Telepelene, un piccolo centro dell'Albania ed è stata circondata dall'amore della sua famiglia. Il padre di Dasha, intuendo il potenziale della figlia, decide di far studiare la piccola presso il Conservatorio di Tirana, luogo dove la giovane scopre il violoncello, strumento inizialmente detestato che ben presto si trasforma nella sua unica ragione di vita. La giovane è giunta in Italia nel 1991, insieme al fidanzato dell'epoca e a tanti altri connazionali che arrivarono sulle coste di Brindisi per sfuggire al regime. Nel nostro Paese la bella e talentuosa Dasha incontrerà il maturo Jacopo: per cinque anni vivranno un sogno fatto di amore, di condivisione delle medesime passioni e di concerti, ma ad incrinare il loro rapporto sarà un bambino, il nipote di Dasha, rimasto orfano dei genitori. Lei vorrebbe adottare il piccolo mentre lui, preda dei suoi fantasmi interiori ed apolide familiare, rifiuta questa eventualità subendo l'abbandono della donna amata pur di non cedere ad una sua richiesta dettata dall'amore. L'esecuzione del Doppio di Brahms per gli anziani di una casa di riposo fiorentina sarà per i due amanti l'occasione di ritrovarsi dopo tre mesi. Nel lasso di tempo che li aveva tenuti distanti Jacopo aveva finalmente trovato il coraggio di indagare sul proprio passato di orfano, non sapendo che Dasha era stata determinante nella risoluzione dell'enigma che lo opprimeva da sempre.
 
Paola Calvetti non ha bisogno di presentazioni, la sua lunghissima carriera come giornalista, addetto stampa del Teatro La Scala e scrittrice fa sì che il suo nome sia ben noto nel panorama letterario italiano. Ne "Gli Innocenti" l'autrice affronta la delicata realtà degli orfani, il lavoro complesso che molti di loro sono costretti a fare prima di raggiungere un equilibrio emotivo tanto più difficile da ottenere quanto più incerte sono le loro origini. Ma Paola Calvetti apre una finestra anche sulla vicenda umana di coloro che devono abbandonare la propria terra affrontando un viaggio verso l'ignoto, una quotidianità che viviamo ancora oggi. Si tratta pur sempre di un abbandono ma se per Jacopo è di natura sentimentale per Dasha è legato alla propria terra di origine. E poi c'è l'amore, la complessità del sentimento che lega due individui distanti dal punto di vista generazionale ma uniti dalla comune passione per la musica. Tra i due è Dasha la più forte, perché nonostante la sua giovinezza è in grado di smussare gli spigoli caratteriali del suo uomo accompagnandolo nel doloroso percorso di rinascita. Ma la musica non salva solo Jacopo e Dasha, è una luce di speranza anche per gli anziani della casa di riposo per cui i due suoneranno. Degno di nota anche il modo in cui l'autrice ha scelto di narrare la vicenda: Jacopo e Dasha si raccontano quasi come in un dialogo, un flusso di coscienza che consente loro di parlarsi come non hanno mai fatto mettendo a nudo le proprie anime. Le peculiarità caratteriali di entrambi sono tratteggiate con rara maestria, soprattutto colpisce positivamente il tatto che l'autrice ha usato nel delineare le caratteristiche umorali di un uomo. Accuratissimo il lavoro di ricerca, soprattutto per quanto riguarda la documentazione dell'Istituto degli Innocenti, traspare infatti con evidenza il metodo di lavoro della scrittrice abituata ad osservare la realtà con l'occhio della cronista. Sullo stile scrittorio di Paola Calvetti non c'è assolutamente nulla da obiettare, la sua prosa è sinuosa, a tratti barocca, ma pervasa sempre da una singolare eleganza. La musica è il fil rouge del volume, con i suoi toni alti e i suoi toni bassi pone l'accento sulle esistenze dei due amanti ed invita il lettore ad un'attenta riflessione: crogiolarsi nel proprio dolore o reagire dinanzi alle sfide della vita? Questo romanzo può aiutare a comprenderlo.
Author: Francesca Salvato

 
   
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