Saggi, "Effetto Serra e Macchie Solari" di Paolo Ernani
ernaniQuella del meteorologo Paolo Ernani rappresenta al momento, anche a distanza di anni dalla sua pubblicazione nel 2006, una delle poche opere (se non l'unica) a discutere in maniera scientifica della relazione esistente tra l'attività solare e il clima terrestre. Come sappiamo, l'attività solare si esprime essenzialmente attraverso la presenza sulla sua superficie di macchie solari e brillamenti. Tale attività è ciclica e si svolge nell'arco di 22 anni in cui si alternano un minimo e un massimo. Ebbene, secondo le ricerche dello studioso, esiste un plausibile collegamento tra il numero di macchie solari che si manifestano durante un ciclo e la conseguente temperatura che si verrebbe ad avere sulla Terra. «Sarebbe il Sole a guidare con la sua attività energetica le variazioni naturali più rilevanti della temperatura che si verificano ciclicamente sulla superficie terrestre e non l'Effetto Serra, che eserciterebbe invece un'azione di subordine rispetto a quella solare».
 
Precisamente, nella sua Ipotesi Primaria, la variabilità delle macchie solari e dei fenomeni ad esse associati influenzerebbe l'intensità della pressione in quota e quindi svolgerebbe un ruolo determinante sul comportamento della temperatura globale, sulla quantità delle precipitazioni e persino sulla frequenza dei terremoti. Dati e grafici alla mano, seppur con una forma poco brillante, Ernani dimostra questa correlazione lungo un periodo che va dal 1867 al 1994 (128 anni): in breve, a un minimo relativo del numero di macchie avuto nel primo cinquantennio ha corrisposto una temperatura superficiale mediamente bassa, pari a 14,70 °C, che ha caratterizzato il periodo come relativamente freddo; nel secondo cinquantennio, invece, a un massimo relativo di macchie solari ha corrisposto una temperatura mediamente alta, pari a 15,06 °C, ossia un periodo caldo. Una differenza di 0,4 °C sufficiente a causare il surriscaldamento degli ultimi 25 anni, effetto dell'intensa attività solare.
 
Interessante è poi l'Ipotesi Secondaria sulla futura evoluzione termica del Pianeta, secondo cui - memore delle passate piccole glaciazioni (l'ultima con il Minimo di Dalton del 1800-1850) e di quella significativa del Minimo di Maunder avvenuta nel periodo 1645-1715 (300 anni fa), per le quali l'andamento dell'attività solare è stato simile a quello che sta avvenendo oggi, ossia una fase di quiete con assenza quasi totale di macchie - si ipotizza l'insorgere di un periodo freddo, intenso e lungo, in forte contrasto con le tesi tradizionali.
Un ultimo effetto dell'attività solare, la Terza Ipotesi, viene infine dimostrato circa l'attività sismica del Pianeta (precisamente terremoti di intensità pari o superiore a 7 nella scala Richter). Ebbene, nel secolo che si è appena concluso, sembra esserci una correlazione inversa tra le due variabili, ossia all'aumentare del numero medio di macchie solari corrisponde un abbassamento del numero medio dei grandi terremoti e viceversa.
 
Il fatto che la temperatura venga influenzata dall'attività solare in realtà lo si percepisce già oggi e tutta l'analisi sviluppata, anche alla luce degli ultime ricerche di questi anni secondo cui a riscaldarsi sarebbe l'intero Sistema Solare, sembra andare in questa direzione. Sembra quasi ovvio il tutto ma, come confessa anche Ernani, non è stato ancora ben sufficientemente spiegato. Come mai? Persino la scarsa letteratura in merito all'argomento fa pensare. Vedremo i prossimi sviluppi e soprattutto le pubblicazioni in merito, nel frattempo godiamoci l'aria fresca che già da qualche anno ha dato il via a un deciso cambio di rotta, non solo nelle temperature ma anche nei pareri.

INFO LIBRO: "Il freddo che viene dal sole" di Paolo Ernani - Edizioni Sovera 2006.
 
   
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