Libri Online, "Lo strano caso del dr. Jekyll e del sig. Hyde" [3/9]
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IL DR. JEKYLL ERA TRANQUILLO E DISINVOLTO. Quindici giorni dopo, grazie a un gran colpo di fortuna, il dottor Jekyll invitò ad uno dei suoi gradevoli pranzi cinque o sei vecchi compagni, tutte persone intelligenti e con una buona reputazione, tutti capaci di apprezzare un buon vino; così Utterson fece in modo di trattenersi dopo che gli altri se n'erano andati. Questa circostanza non costituiva una novità, ma era già accaduta molte altre volte. Quando Utterson era apprezzato, lo era davvero molto. Gli ospiti amavano trattenere quell'avvocato riservato, quando i cordiali e ciarlieri avevano già un piede sulla soglia; ad essi piaceva trattenersi un momento con una compagnia discreta, per un momento in solitudine dopo la concitazione dell'allegria, acquietando l'animo nel pregnante silenzio di quell'uomo. Il dottor Jekyll non faceva eccezione a questa regola; e mentre ora sedeva dall'altro lato del camino - era un uomo sulla cinquantina, robusto, proporzionato, dal volto morbido e liscio, che rivelava forse una nota di furbizia, ma con tutti i segni della competenza e della cortesia - si poteva vedere dal suo sguardo che egli nutriva per Utterson un affetto sincero e cordiale. «Sto aspettando di poterti parlare, Jekyll.» cominciò il secondo. «Ti rammenti del tuo testamento?» Un osservatore attento avrebbe capito che l'argomento era sgradito, ma il dottore lo affrontò con scioltezza. «Mio povero Utterson,» disse «sei sfortunato con un tale cliente. Non ho mai visto un uomo così in difficoltà come lo sei stato tu per via del mio testamento, a parte quel pedante di Lanyon con quelle che chiama le mie eresie scientifiche. Oh, lo so che è una brava persona - non c'è bisogno che mi guardi storto - un'ottima persona, e mi riprometto sempre di vederlo più spesso, ma resta pur sempre un pedante e un retrivo, un pedante ignorante e chiassoso. Non sono mai stato deluso da qualcuno come da Lanyon.» «Tu sai che non lo ho mai approvato.» proseguì Utterson, inesorabile nel non farsi sviare con un nuovo argomento. «Il mio testamento? Sì, certo, che lo so.» disse il dottore un po' bruscamente. «Me lo hai già detto.» «Bene, torno a dirtelo.» prosegui l'avvocato. «Sto apprendendo delle cose sul conto del giovane Hyde.» Il viso ampio e bello del dottor Jekyll impallidì fino alle labbra e l'oscurità scese nei suoi occhi. «Non m'importa sentire altro.» disse. «Questa è una questione che pensavo fossimo d'accordo nel lasciare da parte.» «Quello che ho sentito dire è abominevole.» disse Utterson. «La cosa non cambia nulla. Non capisci la mia posizione.» rispose il dottore, con una certa incoerenza nel contegno. «Io mi trovo in una situazione penosa, Utterson. La mia è una posizione molto strana - molto strana. È uno di quegli affari che non si possono risolvere parlandone.» «Jekyll,» disse Utterson «tu mi conosci: sono una persona di cui ci si può fidare. Dimmi tutto in confidenza; e non ho dubbi che saprò tirartene fuori.» «Mio caro Utterson,» disse il dottore «questa da parte tua è una cosa buona, è decisamente buona, e non trovo le parole per ringraziarti. Io ti credo in tutto per tutto; io mi fiderei di te prima che di ogni altro uomo, sì, prima che di me stesso, se potessi fare una scelta; ma davvero le cose non stanno come t'immagini, la faccenda non è messa poi così male; e giusto per metterti il cuore in pace, voglio informarti di una cosa: nel momento che lo deciderò, potrò sbarazzarmi del signor Hyde. Su questo ti do la mia parola; ti ringrazio ancora; e voglio solo aggiungere una piccola cosa, Utterson, che sono sicuro accetterai di buon grado: questa è una faccenda privata, e ti prego di lasciarla stare com'è.» Utterson rifletté un momento, guardando nel fuoco. «Non ho dubbi che tu abbia assolutamente ragione.» disse infine, alzandosi in piedi. «Bene, ma dal momento che abbiamo toccato questo faccenda, e per l'ultima volta spero,» proseguì il dottore «c'è un punto che mi piacerebbe che tu comprendessi. Io ho realmente un interesse molto grande per il povero Hyde. So che tu lo hai incontrato, così mi ha riferito; e temo che sia stato sgarbato. Ma io ho sinceramente un grande, davvero grande, interesse per quel giovane; e se io dovessi venire a mancare, Utterson, desidero che tu mi prometta che gli darai supporto e tutelerai i suoi diritti. Penso che tu lo faresti, se conoscessi ogni cosa, e mi leverei un peso se tu promettessi.» «Non posso fingere che mi potrà mai andare a genio.» disse l'avvocato. «Non ti chiedo questo,» supplicò Jekyll, posando la sua mano sul braccio dell'altro «chiedo solo giustizia; ti chiedo solo di aiutarlo per amor mio, quando non sarò più qui.» Utterson emise un irreprimibile sospiro. «Bene,» disse «te lo prometto.»
 
L'OMICIDIO DI CAREW. Circa un anno più tardi nel mese di ottobre del 18**, Londra fu scossa da un crimine di singolare ferocia, e l'elevata posizione sociale della vittima contribuì a rendere il tutto ancora più clamoroso. I dettagli furono pochi e sconcertanti. Una domestica che viveva da sola, in una casa non lontana dal fiume, verso le undici di sera era salita al piano superiore per andare a letto. Sebbene alle ore piccole la nebbia avvolgesse la città, la prima parte della notte era stata priva di nubi e la stradina sulla quale si affacciava la finestra della domestica era brillantemente illuminata dalla luna piena. Pare che fosse di temperamento romantico, dal momento che si era seduta sul baule posto al di sotto della finestra,e si era messa a fantasticare. Mai (era solita dire, in un torrente di lacrime, quando narrava quest'esperienza) mai si era sentita più in pace con tutti gli uomini o aveva pensato al mondo con una maggiore benevolenza. Mentre era così seduta notò un anziano signore, di piacevole aspetto, con i capelli bianchi, che si avvicinava lungo la strada; procedeva verso di lui un altro signore, di piccola taglia, al quale inizialmente lei aveva prestato meno attenzione. Prima iniziare la conversazione (proprio sotto gli occhi della domestica) l'uomo più anziano fece un inchino e si avvicinò all'altro con modi molto cortesi. Non sembrava che l'argomento del suo discorso fosse di grande importanza, anzi, in certi momenti le era sembrato che chiedesse solamente la strada; soltanto la luna gli illuminava la faccia mentre parlava e alla ragazza faceva piacere guardarlo, poiché sembrava emanare una innocente gentilezza d'altri tempi e nel contempo un qualcosa di altero, come una ben radicata opinione di sé. In quel momento gli occhi della ragazza si posarono sull'altro, e si sorprese nel riconoscere in lui un certo signor Hyde, che una volta era venuto in visita dal suo padrone e per il quale aveva provato disgusto. Costui aveva in mano un pesante bastone da passeggio, con il quale si trastullava, ma non rispondeva mai una parola e sembrava ascoltare con una mal trattenuta impazienza. Poi, all'improvviso, esplose in un grande vampata di collera, battendo con forza il piede per terra, brandendo il suo bastone e atteggiandosi (secondo quanto descritto dalla domestica) come un folle. L'anziano signore retrocedette di un passo, con l'aria di uno che è molto sorpreso e appena un poco offeso, e a quel punto il signor Hyde si scatenò, buttandolo a terra a bastonate. Un momento dopo, con furia scimmiesca, montava con i piedi sulla sua vittima e gli scaricava una tempesta di colpi, sotto i quali si potevano chiaramente udire le ossa frantumarsi e il corpo sobbalzare sul selciato. Di fronte all'orrore di ciò che aveva visto e udito, la domestica svenne. Erano le due quando riprese i sensi e chiamò la polizia. L'assassino se n'era andato via da tempo, ma stesa in mezzo alla strada c'era la sua vittima, maciullata in modo incredibile. Il bastone con cui il fatto era stato compiuto, benché fosse di un legno raro molto resistente e spesso, si era spezzato nel mezzo, per la violenza di quella folle ferocia; uno dei due pezzi era rotolato nella vicina canalina di scolo, mentre l'altro, senza dubbio, era stato portato via dall'assassino. Un portamonete e un orologio d'oro furono trovati addosso alla vittima: ma nessun biglietto da visita o documento, ad eccezione di una busta chiusa e affrancata, che probabilmente l'uomo aveva intenzione di impostare e che era indirizzata al signor Utterson. Questa fu portata all'avvocato la mattina seguente, prima che si alzasse dal letto; non appena questi l'ebbe vista, e fu messo al corrente delle circostanze, se ne uscì con una imprecazione. «Non sono in grado di dire nulla fino a quando non avrò visto il corpo,» disse «potrebbe essere una questione molto seria. Abbiate la cortesia di aspettare che mi vesta.» E con la medesima grave espressione sul volto, si affrettò a terminare la colazione e raggiunse la stazione di polizia, dove il corpo era stato portato. Non appena fu entrato nella cella annuì. «Sì,» disse «lo riconosco. Sono spiacente di constatare che si tratta di Sir Danvers Carew.» «Buon Dio, signore,» esclamò il funzionario «possibile?» E subito dopo i suoi occhi lampeggiarono di ambizione professionale. «Questo fatto susciterà molto clamore,» disse «e forse lei ci potrà aiutare con quell'uomo.» E gli raccontò brevemente quello che la domestica aveva visto, mostrandogli il pezzo di bastone. Utterson era già rimasto sconcertato all'udire il nome di Hyde; ma quando il bastone fu portato al suo cospetto non poté dubitare più a lungo; per quanto spezzato e malridotto, lo riconobbe come uno di quelli che egli stesso aveva regalato molti anni prima a Henry Jekyll. «Il signor Hyde è una persona di bassa statura?» domandò. «Eccezionalmente basso e dall'aspetto eccezionalmente malvagio, secondo le parole della domestica.» rispose il funzionario. Utterson rifletté; poi, alzando la testa «Se volete salire insieme a me sulla mia carrozza,» disse «penso di potervi condurre a casa sua.» Intanto si erano fatte circa le nove del mattino e c'era la prima nebbia di stagione. Una densa cappa color cioccolato si era abbassata sul cielo, ma il vento costantemente mutava e metteva in rotta questi vapori malati; così mentre la carrozza arrancava da una strada all'altra, Utterson poté ammirare un meraviglioso numero di gradi e di sfumature di luce crepuscolare; poiché qui era buia come sul finire della sera e là risplendeva con un marrone intenso e sensazionale, come la luce di una strana conflagrazione; e ancora, qui, per un attimo, la nebbia era completamente dissolta e uno smunto raggio di luce diurna balenava tra le vorticanti volute di nebbia. Lo squallido quartiere di Soho visto sotto questi barlumi cangianti, con le sue strade melmose, i suoi sciatti passanti, e i suoi lampioni, che non erano stati ancora spenti, o erano stati riaccesi per combattere questa seconda invasione mattutina delle tenebre, sembrava, agli occhi dell'avvocato, come il distretto di qualche città in un incubo. I suoi pensieri inoltre, erano dei più cupi; e quando scrutò il suo compagno di viaggio, prese coscienza in qualche modo del terrore per la legge e per i suoi funzionari, che alle volte assale i più onesti. Quando la carrozza si fermò di fronte all'indirizzo indicato, la foschia si alzò un po' e gli mostrò una strada sporca, uno spaccio di gin, una trattoria francese d'infimo livello, un negozio per la vendita al dettaglio di oggetti a un penny e ortaggi a due penny, parecchi ragazzini cenciosi rannicchiati sulle soglie e parecchie donne di differenti nazionalità di passaggio con le chiavi in mano per andare a farsi il cicchetto mattutino; un attimo dopo, la nebbia calò di nuovo su quella zona, bruna come terra d'ombra, separandolo da quei dintorni delinquenziali. Era qui la casa del favorito di Henry Jekyll, di colui che era erede di un quarto di milione di sterline. Un'anziana donna, con il volto color avorio e la capigliatura argentata aprì la porta. Aveva una faccia cattiva, lisciata dall'ipocrisia, ma i suoi modi erano ottimi. Disse che, sì, quella era l'abitazione del signor Hyde, ma che lui non si trovava nell'appartamento al momento; stanotte era rincasato molto tardi, ma era uscito nuovamente che non era passata un'ora; non c'era nulla di strano in questo, il suo stile di vita era molto irregolare, ed era spesso assente; per esempio, era stato via quasi due mesi fino a quando ieri non lo aveva rivisto. «Molto bene, allora ci piacerebbe dare un'occhiata alle sue stanze.» disse l'avvocato; e quando la donna incominciò ad asserire che la cosa non fosse possibile, aggiunse «Avrei fatto meglio a informarla prima su chi è questa persona. Questi è l'Ispettore Newcomen di Scotland Yard.» Un lampo di gioia pieno d'odio apparve sul volto della donna. «Ah!» disse «è nei guai! Cosa ha fatto?» Utterson e l'ispettore si scambiarono degli sguardi. «Non pare sia una figura che goda di molta popolarità.» osservò quest'ultimo. «E ora, buona donna, lasci che io e questo signore si dia giusto un occhiata qui intorno.» Di tutto l'appartamento, che a eccezione dell'anziana donna era per il resto vuoto, il signor Hyde aveva in uso solo un paio di stanze; però queste erano arredate lussuosamente e con buon gusto. Un ripostiglio era colmo di bottiglie di vino; il vasellame era d'argento, le tovaglie eleganti, un dipinto di buona fattura era appesa alla parete, un dono (come Utterson suppose) di Henry Jekyll, che era un buon intenditore; e i tappeti erano di tessuti differenti e piacevolmente colorati. In quel momento, comunque, le stanze recavano chiari segni di essere state rovistate da poco e frettolosamente: i vestiti giacevano sul pavimento con le tasche rivoltate in fuori, i cassetti con la serratura lasciati aperti e nel focolare un cumulo di cenere grigia, come se molte carte fossero state bruciate. Da quelle braci l'ispettore cavò i resti di un libretto d'assegni verde, che aveva resistito all'azione del fuoco; l'altra metà del bastone fu rinvenuta dietro la porta e siccome questo confermava i suoi sospetti, l'ispettore si disse contento. Una spralluogo presso la banca, dove furono ritrovate diverse migliaia di sterline giacenti sul conto dell'assassino, completò la sua soddisfazione. «Potete starne certo signore,» disse a Utterson «ce l'ho in pugno. Deve aver perso la testa, altrimenti non avrebbe lasciato in giro il bastone o, sopratutto, bruciato il libretto degli assegni. Perché, il denaro è vitale per l'uomo. Non dobbiamo fare altro che aspettarlo in banca e preparare i volantini di segnalazione.» Quest'ultima cosa, comunque, non fu così facile da realizzare, dal momento che il signor Hyde contava pochi amici intimi - anche il padrone della domestica lo aveva visto appena due volte - i suoi familiari non poterono essere rintracciati da nessuna parte e lui non era mai stato fotografato; le indicazioni dei pochi che avrebbero potuto descriverlo divergevano largamente, come accade con i testimoni comuni. Solo su un punto essi erano concordi e questo era l'ossessionante senso di inesprimibile deformità con il quale il fuggitivo aveva impressionato chiunque lo avesse visto. (CONTINUA QUI)
 
FONTE: Testo originale inglese, versione in italiano a cura di Franco Perini. Testo pubblicato e distribuito con licenza Creative Commons, ovvero per essere liberamente distribuito, duplicato e donato a altri, oppure modificato derivandone altre opere.
 
   
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