Polonia, con il PiS un'altra destra al potere in Europa
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Varsavia. Scrive Bernard Guetta su Internazionale che la vittoria della destra alle elezioni legislative restituisce agli osservatori una Polonia "bussola d'Europa". Ed in effetti lo spoglio ufficiale sembra confermare questa congettura: il partito PiS, Diritto e Giustizia, guidato da Jarosław Kaczyński sbanca il tavolo delle consultazioni ottenendo circa il 38% delle preferenze, corrispondenti ad oltre 230 seggi (su 400) del Sejm, la camera bassa di Varsavia. Un primo segnale, del resto, era già arrivato nel corso delle elezioni presidenziali dello scorso Maggio, dalle quali era uscito trionfatore Adrzej Duda, ex dirigente del movimento Solidarnosc. Seppur con toni diversi, infatti, sia Duda che il PiS della candidata premier Beata Szydło hanno trovato nel tema dell'immigrazione, uno dei leit-motiv delle recenti cronache continentali, un fertile terreno comune. Il partito della destra polacca, infatti, non ha mai nascoto, nemmeno nel corso della campagna elettorale, le sue simpatie per il controverso viatico intrapreso dall'Ungheria del premier reazionario Viktor Orban, spalleggiato dal violento movimento neonazista Jobbik nelle crociate contro europeismo e richiedenti asilo. Lo sciovinismo delle frontiere, le stesse che negli spazi balcanici del Gruppo di Visegard vanno riempiendosi di barriere e fili spinati contro il solidarismo umanitario, era già stato moderatamente resuscitato poche settimane fa dal presidente Duda, che aveva sottolineato il "pericolo di epidemie" convogliato dalle immigrazioni. L'anelito reazionario del PiS non sembra esentare nemmeno il campo dei diritti civili, con le crociate contro l'aborto e la secolarizzazione dei costumi in un paese da sempre contrassegnato da un forte sentimento cattolico. Il vero sconfitto della tornata elettorale è la Piattaforma Civica, PO, di Ewa Kopacz e dell'attuale presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, che ha governato il paese nel corso degli ultimi anni. In un'inchiesta pubblicata qualche settimana fa dal magazine dell'associazione Politico, si evidenziava con dovizia di particolari come buona parte dell'elettorato attivo si sarebbe recata alle urne con il solo scopo di bocciare un governo che aveva fatto della profonda sperequazione socio-economica la sua bandiera. Non supera invece la soglia di sbarramento dell'8% la sinistra ZI di Barbara Nowacka, mentre il terzo partito del paese è il movimento populista del rocker Paweł Kukiz, di matrice nazionalista, che insieme alla lista germanofoba e russofoba di Janusz Korwin-Mikke appoggerà il governo del PiS. E proprio la politica estera sarà uno degli aghi della bilancia dell'esecutivo di Diritto e Giustizia: se da un lato la gestione dei richiedenti asilo e la stretta cooperazioni con i paesi del Visograd rischia di compromettere i rapporti con Germania ed Unione Europea, dall'altro le aperture mostrate alla Nato e le velleità di riapertura dei fascicoli sulla strage aerea di Smolensk non sembrano deporre a favore di una distensione del clima con l'incombente vicino russo.
 
   
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