Attualità, molestie a Colonia: quando razzismo e sessismo si scontrano
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È salito attualmente a 379 il numero delle denunce sporte da donne che, durante la notte di Capodanno a Colonia, hanno subito furti e molestie da parte di un folto gruppo di emigrati nordafricani. Il 40% di tali denunce rivela un reato di natura sessuale, secondo quanto rivela il quotidiano "La Repubblica". Simili accaduti si sono registrati, anche se in maniera più contenuta, ad Amburgo e Stoccarda. I fermati dalla Polizia sono più di 30, di una fascia di età che va dai 15 ai 35 anni, 29 dei quali con regolare permesso di soggiorno in Germania. Lo scandalo è costato la testa del capo della Polizia Wolfgang Albers, reo di non aver saputo gestire la situazione e tutelato la sicurezza di chi in piazza voleva soltanto festeggiare, e creato molto imbarazzo nel Cdu dell'austera cancelliera Angela Merkel. "Abbiamo assistito ad azioni criminali disgustose con donne attaccate e molestate – ha commentato la Premier – tutto va chiarito e messo sul tavolo. Chi ha sbagliato pagherà". Il Cdu ha proposto un inasprimento nelle procedure di concessione del permesso di soggiorno per quei rifugiati, emigrati e richiedenti asilo che si macchiano di reati: la proposta, subito ribattezzata "Dichiarazione di Magonza" - perché avvenuta durante un summit del partito nell'omonima città - rischia di complicare ulteriormente il processo di integrazione di quei migranti accolti pochi mesi prima nelle fiorenti terre tedesche. L'entourage della Merkel sembra infatti molto preoccupato, ma non per la situazione in sé, quanto per la rapida discesa del saldo consenso di cui fino a poco tempo fa godeva il partito. A complicare ulteriormente la situazione le manifestazioni tenutesi oggi a Colonia, che ha visto contrapporsi il partito anti-islamico Pegida e quello di estrema destra "Pro Koehln" a numerose organizzazioni anti-razziste. Necessari l'intervento della Polizia con tanto di cannoni ad acqua per disperdere la folla: situazione molto più pacifica invece durante il flash-mob organizzato dal movimento femminista sulle scale del Duomo, dove si sono consumati i tragici fatti. Quando si va incontro a cambiamenti estremi, i reazionari ci convincono che la strada vecchia è la migliore, che le culture sono inconciliabili. Senza voler giustificare l'ingiustificabile, quanto le donne "occidentali" possono sentirsi sicure in una civiltà in cui comunque predomina il maschio violento, sia esso musulmano o cattolico? È proprio in questi frangenti che notiamo quanto il pregiudizio contro i musulmani, che a loro volta trattano le donne come oggetti, diventa scusa per alimentare le fobie degli occidentali, i quali si trincerano dietro una malcelata e maldigerita parità dei sessi? Siamo in guerra e la guerra non si combatte più in trincea, bensì tra i tavolini di un bar, durante un concerto, negli alberghi di lusso, sui banchi di scuola. Gli uomini, a prescindere dall'appartenenza culturale e religiosa, decidono di insidiare le donne di altri uomini loro ostili, considerandole loro emanazioni. Non è una novità: accadeva già a Colonia, in quel preciso luogo e accade in altri posti del mondo. Solo che stavolta ha fatto rumore perché la situazione è sfuggita di mano alle autorità, perché lo straniero che gira impunito per le nostre strade fa paura. Il Duomo di Colonia è luogo di incontro di tutti quegli immigrati che non hanno legami e famiglia e vivono situazioni di disagio: che questo dato di fatto non diventi una giustificazione per quanto di becero è stato commesso – le testimoni parlano di palpeggiamenti insistenti, furti, frasi volgari, minacce – piuttosto diventi lo spunto di riflessione non solo per comprendere quanto noi occidentali siamo terrorizzati dal diverso, ma anche quanto il diverso sia terrorizzato da noi e che il frutto di questa ostilità si riversi, in una sorta di razzismo del razzismo, sull'universo femminile, destinato ad essere doppiamente vittima a prescindere dal sistema culturale al quale si fa riferimento.
 
   
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