Esclusiva, Giorgia Palmas: "Vi racconto il mio Processo di Biscardi"
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Roma/Milano. Uno dei volti più catalizzatori della tv italiana, non soltanto per l'indiscutibile fascino ma anche per il savoir faire, l'ironia, la poliedricità, il saper bucare lo schermo con professionalità e competenza. Parliamo di Giorgia Palmas (foto Dario Plozzer), una delle veline more più amate dal popolo di Striscia (e non solo) che ora si cimenta in una nuova avventura, la conduzione della nuova e revisionata versione del "Processo di Biscardi", proprio nell'anno che ha visto il suo fautore salutare i comuni mortali per passare a miglior vita dopo aver regalato tante chicche di giornalismo e televisione, tenendo incollati milioni di telespettatori. Abbiamo avuto l'onore di scambiare quattro chiacchiere con Giorgia che si è gentilmente concessa ai nostri taccuini:
 
• Dal bancone di "Striscia" (passando in ordine sparso per Carabinieri, Buona Domenica, Paperissima, I Raccomandati, L'Isola dei Famosi da vincitrice, Vacanze di Natale a Cortina e tanto altro) all' "aula" del Processo più famoso d'Italia. Come si è sviluppato il tuo approdo alla conduzione di un programma cult della televisione italiana?
 
"Dal Bancone di Striscia sono passati 15 anni e conservo un ricordo di quegli anni meraviglioso. Il mio approdo alla conduzione in questi anni è avvenuto "sul campo", presento spesso convention ed eventi, festival e sfilate e il contatto diretto col pubblico è quello che preferisco, mi piace lavorare ad un progetto mettendoci del mio, studiando i testi e i contenuti. Per quanto riguarda il Processo la preparazione consiste nell'essere aggiornata il più possibile sull'argomento calcio, seguo le partite, leggi i giornali e ascolto qualsiasi tipo di dibattito calcistico a cui assisto, anche se sono al bar a prendere il caffè! E poi ricordo sempre il consiglio del grande Aldo Biscardi, "sii te stessa".
 
• Versatilità, competenza e professionalità. Non sarà stato difficile per te immedesimarsi e calarsi in questo nuovo ruolo...
 
"La versatilità è tra le caratteristiche che più apprezzo in chi conduce. Ogni puntata del Processo è una prima puntata, lavoriamo sui risultati di campionato e non solo, e sulle news, in più siamo sempre in diretta, lavoro con l'adrenalina e allo stesso tempo con la concentrazione, non sarà facile ma a me piacciono le sfide".
 
• Che effetto si prova, anni dopo, a condividere gli stessi spazi professionali in ben altro contesto con Elena Barolo?
 
"Adoro lavorare con Elena, una persona piena di energia buona e positiva. Ognuna di noi ha il suo spazio ben definito ma ci supportiamo dall'Anteprima del Processo (che conduce Elena) a tutta la durata della puntata del Processo, che conduco io ma in cui Elena ha la sua postazione web".
 
• Quando il mitico Aldo dava il fischio d'inizio ad una trasmissione che ha colpito nel segno tifosi, opinione pubblica ed addetti ai lavori, tu eri appena bambina. Cosa sognavi di fare? Hai eventuali ricordi di puntate del Processo viste anche per caso? Col passare del tempo e con i primi lavori nell'orbita di moda e spettacolo, ti è mai stato proposto di diventare "biscardina"?
 
"Ho tanti ricordi divertenti legati alle puntate del Processo che seguivo spesso con mio fratello. Non mi è mai stato proposto di diventare "biscardina" ma una delle mie migliori amiche ha ricoperto questo ruolo, Federica Ridolfi. Da piccola avevo tanti sogni ma in nessuno di questi c'era la tv o lo spettacolo, sognavo di fare l'astronauta e ancora ora quando vedo le immagini delle avventure nello spazio di Paolo Nespoli e prima di Samantha Cristoforetti mi emoziono"
 
• Musica, fiction, cinema, satira, intrattenimento, chi più ne ha più ne metta. Arrivare ad occuparsi in prima persona di sport era nelle tue corde o si è trattata di occasione materializzatasi nel tempo?
 
"Mi piace seguire lo sport e mi sarebbe sempre piaciuto occuparmene, posso dire che è un desiderio lavorativo che si è avverato".
 
• Più facile tenere a bada le peripezie di Greggio e Iacchetti o il fervore degli opinionisti sportivi? Chi, tra i tuoi mentori televisivi, ospiteresti alla ripresa del programma?
 
" Diciamo che quando gli animi si scaldano in studio (e avviene spesso) non è facile tenerli a bada. La passione per il calcio è talmente forte che in certi casi fa alzare molto i toni ma io mi pongo come una domatrice leoni. Sarebbe bello poter avere ospiti proprio Greggio e Iacchetti".
 
• Dal "Giro d'Italia" sui pedali che ti ha visto splendida madrina a quello quotidiano. Come reggere la pressione degli eventi o meglio organizzarsi gli spazi per arrivare tirata a lucido all'accensione dei riflettori?
 
"Per far coincidere al meglio impegni personali e professionali bisogna organizzare bene l'agenda e concentrare la mente e il fisico al 100% ma step by step".
 
• Icona di una generazione televisiva ancora autentica, frutto della gavetta, della passione e delle tante valigie di sogni nel cassetto con le famiglie a supportare a distanza. Come riporteresti sulla terra tanti giovanissimi e giovanissime che vogliono ricalcare tali orme credendosi già arrivati dopo un servizio fotografico? Il valore dell'educazione nel tuo percorso professionale
 
"Qualsiasi sia il percorso lavorativo che si desidera intraprendere non bisogna mai farsi abbagliare da alcuna luce e non bisogna mai sentirsi arrivati, anzi, bisogna tenere i piedi ben piantati per terra perché al giorno d'oggi qualsiasi lavoro è precario. Lo studio, la pazienza e la voglia di fare fanno la differenza".
 
• Per concludere. Sei alla conduzione di una trasmissione che per anni ha catalizzato l'attenzione per rivoluzionare il mondo del calcio ed adeguarlo alla tecnologia. Ora che ne sei all'interno e la svolta si è concretizzata, come giudichi i primi provvedimenti del VAR? Lo spettacolo e le tempistiche di gioco ne risentono o meno? Da sarda purosangue. Dove può arrivare questo Cagliari? Giocatore rivelazione? Hai una squadra di paese a cui tieni? Hai mai avuto amici d'infanzia potenziali calciatori ed ora impegnati in ben altro campo?
 
"Sono favorevole al Var che in queste prime giornate ha dissipato correttamente dubbi su azioni di gioco importanti, ci vuole sicuramente un po' di tempo per riuscire ad applicarlo magari senza far risentire la velocità del gioco. Il Cagliari è la squadra della mia città natale e spero che riesca innanzitutto a salvarsi senza troppa fatica. La rivelazione per ora è la riconferma di giocatori in ottima forma come Immobile e Insigne. Non ho una squadra di paese a cui tengo e una persona a me molto vicina che poteva secondo me avere una carriera calcistica è mio fratello, Davide, ma lui è uno spirito libero che ama vivere a contatto con la natura, difficile quindi vederlo costretto tutti i giorni con orari fissi di allenamento".
 
Si ringraziano per la squisita disponibilità Giorgia Palmas, la responsabile dell'area comunicazione Mara Barzaghi e Dario Plozzer Photographer.
 
   
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