Tradizioni, la storia di San Matteo adorato da tutti i salernitani
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Salerno. Spesso si dice che la fede è tutto, che affidarsi a qualcosa di più grande di noi ci fa superare meglio le difficoltà che la vita ci mette dinanzi tutti i giorni. Deve essere questo il pensiero che è alla base della venerazione dei salernitani per il Patrono della città San Matteo, solennemente festeggiato e adorato il 21 Settembre di ogni anno. Ma cosa c'è di più profondo? Si pensa che San Matteo viene onorato soprattutto in seguito a miracolose grazie elargite e per essere stato il "salvatore" della città in gravi momenti storici (ad esempio, in occasione di assalti delle flotte saracene). Poche persone sanno che San Matteo viene festeggiato anche il 6 Maggio, giorno in cui le sue spoglie vennero traslate a Salerno . In passato, durante la notte tra il 5-6 Maggio, tutte le Chiese della città portavano i loro simboli in processione fino al Duomo, dove il giorno seguente veniva celebrata una messa speciale con la benedizione dell'intera cittadinanza. Purtroppo oggi la festa non ha più l'eco di un tempo anche se è stata parzialmente ripristinata. Ma partiamo dal principio: Matteo è sicuramente una delle figure più importanti del Cristianesimo. Originariamente esattore delle tasse per i Romani, venne folgorato dal passaggio di Gesù durante una sua normale giornata di lavoro e, da quel momento, decise di seguirlo e di lasciare tutto il denaro che aveva accumulato, a volte anche in maniera disonesta e a discapito dei più deboli. Il suo passaggio da esattore a discepolo secondo i teologi ha un senso metaforico: infatti l'esattore è colui che deve esigere denaro, ma non solo. L'apostolo al contrario deve imparare a non esigere nulla, ma solo a donare tutto in maniera incondizionata. La storia narra che dopo la morte del Messia, Matteo andò in Africa per evangelizzare l'Etiopia e lì morì il 21 Settembre. Prima di essere traslate a Salerno, le sue reliquie sono state portate presso la Cattedrale Santa Maria del Granato a Capaccio. Fu il principe Gisulfo I ad ordinare che le reliquie fossero portate a Salerno, il 6 Maggio 954 e custodite nella cripta della vecchia Cattedrale dedicata alla Madonna. Nel 1084, Roberto il Guiscardo, principe normanno che aveva conquistato Salerno, fece costruire una nuova Cattedrale dedicata al Santo e a Santa Maria degli Angeli, e la cripta al suo interno dove sono custodite le spoglie dell'Apostolo. A San Matteo è stata dedicata la Cripta del Duomo, al centro della quale si erge il doppio altare centrale dominato dalla particolare statua dell'Evangelista che è bifronte, caratteristica che permette ai fedeli di ammirare il volto del Santo da entrambi i lati. Il 21 Settembre si svolge la festa vera e propria. In migliaia accorrono da tutta la provincia per prendere parte alla processione che attraversa tutta la città. Aprono la processione le tre statue d'argento dei Santi Martiri Salernitani, Anthes, Gaio e Fortunato, definiti dal popolo come le "tre sorelle" di San Matteo, per i loro volti dai lineamenti dolci ed i capelli lunghi. Segue poi la preziosissima statua, risalente al 1742 di Gregorio VII, papa morto a Salerno nel 1085 durante il suo esilio. Più indietro, sorretta dalla "paranza" composta dai facchini del mercato sfila la statua più pesante, il busto di San Giuseppe, risalente al tempo della Scuola Medica Salernitana, protettore della corporazione salernitana degli artifices. Infine la magnifica statua d'argento di San Matteo scortata da un drappello di finanzieri, riccamente adornata di fiori, trasportata dai lavoratori del porto che, di generazione in generazione si tramandano questo privilegio. Un appuntamento da non perdere per tutti i salernitani e non, ricco di grande misticismo e di magia.
Author: Ida La Rocca

 
   
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