Tradizioni, la festa di San Francesco anima il cuore di Padula
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Padula. Gli abitanti di Padula nutrono una fortissima devozione nei confronti del proprio patrono, San Michele Arcangelo, ma c'è un altro santo che occupa un posto speciale nel loro cuore e a cui tributano il proprio amore con grande fede: San Francesco. Il piccolo centro valdianese dedica al poverello di Assisi numerose manifestazioni di affetto che si articolano nell'arco di più giorni a cominciare dal 25 Settembre quando ha inizio la novena dedicata al santo. Il 3 Ottobre si celebra il transito di San Francesco, secondo l'usanza religiosa, all'interno dell'antico Convento padulese a lui dedicato; l'edificio fu costruito nel lontano 1380 per volontà di Giovanni Tommaso Sanseverino e nel 1400 fu dato in gestione ai monaci. L'interno della Chiesa presenta elementi di chiaro gusto Seicentesco e stucchi del Settecento ma, al di sotto di essi, sono stati rinvenuti di recente magnifici affreschi medievali che raffigurano santi. La prima processione della statua francescana, simulacro religioso che risale al XVIII secolo, avviene il giorno 4 Ottobre ma si tratta di un percorso che si snoda esclusivamente lungo le campagne, in omaggio ai tantissimi contadini devoti che accolgono il santo con profonda gioia: San Francesco, seguito da un lungo corteo di macchine agricole, si ferma presso le case coloniche e gli abitanti gli porgono offerte in cibo o in denaro. La seconda processione, invece, coinvolge tutto il paese ed è impressionante la quantità di pellegrini che accompagna il tragitto del santo dall'inizio fino alla fine: la prima domenica successiva al 4 Ottobre, dopo la celebrazione della messa, inizia il seguito religioso che parte dal convento intorno alle ore 10.00. A precedere la statua di San Francesco vi è quella di Sant'Antonio e, ancora prima del santo, vi è un corteo composto da agnelli e caprette adornati con nastri colorati e messi a disposizione dai pastori della zona; dopo il bestiame, la processione prosegue con donne, solitamente scalze, che sul capo recano i cosiddetti "cinti", costruzioni composte da candele che riproducono forme varie: tutte le candele votive raccolte, poi, saranno donate al Convento e bruciate nel corso delle celebrazioni solenni. Il corteo iniziato dalla chiesa dedicata al santo, dopo aver oltrepassato il ponte di San Francesco, si inerpica lungo una salita che attraversa internamente il paese. Giunti nel rione San Giovanni, i pellegrini continuano a salire, attraversano via XX Settembre e giungono a San Clemente proseguendo poi fino al punto più alto del paese, piazza I Luglio, nel rione Croce. Dopo aver sostato per un po', la processione continua il suo tragitto iniziando la discesa attraverso la strada dei 300, così denominata in omaggio agli uomini di Carlo Pisacane e, attraverso Sant'Eligio e largo San Paolo, giunge finalmente in piazza Umberto I, detta "I Fuoss". Aggirato il monumento ai caduti della prima guerra mondiale, i pellegrini scendono nuovamente a San Paolo e, attraverso via Dante Alighieri, giungono alla chiesa della SS. Annunziata dove è situato l'Ossario dei 300, procedono per via Italo Balbo e via Roma e, dopo aver nuovamente superato il ponte, tornano al Convento francescano. Il corteo sacro si conclude con una benedizione impartita dai monaci ai presenti e i fuochi di artificio. In serata, poi, vi è la festa che si apre con la "Riffa degli agnelli": gli animali che al mattino hanno sfilato in processione vengono venduti nel corso di una vera e propria asta durante la quale chiunque può fare un'offerta: il denaro raccolto alla fine verrà consegnato al Convento che, successivamente, provvederà ad inviarlo ad Assisi. La festa prosegue con l'esibizione di gruppi musicali mentre i più piccoli si divertono sulle giostre che affollano la zona circostante dove prendono posto anche tanti stand dedicati ai dolciumi e ai giochi. Un lato più profano delle festività dedicate a San Francesco è offerto dalla fiera dedicata al santo e che, anticamente, era detta di San Bruno perché si concludeva il giorno 6 Ottobre. Ora, invece, la fiera vera e propria dura dal giorno 3 al giorno 5 e si dipana lungo tutto il centro cittadino. Moltissimi gli stand presenti: abbigliamento, cibo, oggettistica, accessori, i padulesi si ritrovano in questa atmosfera di festa non solo per effettuare acquisti ma, soprattutto, per socializzare e trascorrere del tempo insieme. La festa di San Francesco intreccia usanze sacre e profane che si ripetono da decenni, acquisendo nel tempo la solidità di quelle tradizioni che, pur non essendo scritte, si tramandano attraverso generazioni di fedeli animati da un autentico credo religioso.
Author: Francesca Salvato

 
   
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