Tradizioni, Pisciotta e il Santo "vendicativo": il culto di Sant'Aniello
santaniello57
Fonti Foto
Pisciotta. Una bandiera nella mano destra, le Sacre scritture nella sinistra: così viene raffigurato il temibile Sant'Aniello, la cui statua lignea, acquistata nel 1906 dalla Confraternita nata in suo onore, si trova su un altare laterale, al lato destro dell'entrata secondaria della Chiesa Parrocchiale. Numerose sono le leggende e le tradizioni che circolano intorno alla figura di questo Santo, molto venerato in tutta la Campania: secondo il Libellus Miracolorum di Pietro suddiacono egli nacque a Napoli, da una famiglia di origini siracusane, probabilmente imparentata con quella di Santa Lucia, nel lontano 535. Una vita di ascetismo, che faceva da contraltare al clamore con cui difese la città di Napoli durante l'invasione longobarda del 581. Il culto e la fama del Santo arrivarono ben presto nella piccola cittadina di Pisciotta proprio attraverso il mare: il paese disponeva di una piccola flotta di imbarcazioni che trasportava da e per Napoli uomini e merci. Sant'Aniello o Agnello, era l'ultima speranza di tutti gli ammalati gravi di Pisciotta: la sua bandiera infatti, possedeva poteri taumaturgici in tempi in cui antibiotici e indagini diagnostiche erano lontane realtà. Quest'ultima veniva condotta nella casa dell'infermo da un parente e ricondotta, a guarigione avvenuta, personalmente in Chiesa dalla persona miracolata. Il legame del Santo con la popolazione pisciottana è così saldo che durante l'anno viene festeggiato per ben due volte: il 14 Dicembre come nel resto della Campania – Sant'Aniello è anche patrono di Guarcino, in provincia di Frosinone, di Rodio, in provincia di Salerno, di Sant'Agnello e Roccarainola, in Napoli – e il 10 Agosto, quando si svolge la festa votiva. Fa parte del rituale la lunga processione estiva che tocca tutte le principali piazze del paese - Piazza Pagano, piazza Pinto e piazzetta dei Caduti – e prosegue per la periferia attraversando la Foresta, la Strada Nuova e il Borgo. I fedeli si dispongono in un ordine predefinito che vede in cima al corteo i "cinti", ovvero persone, solitamente donne, che camminano portando con sé un grande cero, poi i Priori del Tempo e i membri della Confraternita del Santo, la statua di Santa Lucia e di Sant'Aniello che vengono portati a spalla. Chiudono il corteo le altre Statue di santi venerate nel Comune, il Parroco, le autorità civili e i fedeli. I numerosi emigrati che negli anni hanno abbandonato il paese si sono fortemente impegnati a mantenere vivo il culto anche nella terra di destinazione: ad Amsterdam, negli Stati Uniti, alcuni emigrati hanno fondato una Chiesa e una Confraternita dedicate a Sant'Agnello che festeggiano anch'esse le due ricorrenze pisciottane. Sant'Aniello non ha soltanto poteri taumaturgici: i suoi servigi si estendono anche ai contadini, di cui protegge il raccolto, ma anche e soprattutto alle donne incinte, su cui si concentrano le tradizioni più interessanti, che raccontano di un Santo "puntiglioso" e vendicativo. La tradizione vuole che il 14 Dicembre – giorno della sua morte, avvenuta nel 596 a 61 anni - tutte le coppie che aspettano un bambino non debbano in alcun modo svolgere lavori manuali e si debbano recare in Chiesa per ottenere lo "sguardo" propiziatorio del Santo: "Non abbiate paura di me – si racconta che dicesse Santa Lucia – ma di mio fratello Agnello": infatti, in caso di mancata osservanza del divieto, la pena ricadrà sul nascituro, che recherà sul corpo i segni del lavoro svolto dal genitore. "A Sant'Aniello nun tuccà ne forbice 'e ne curtiello" (A Sant'Aniello non toccare né forbice né coltello) recita un antico proverbio: la neomamma sorpresa dallo sguardo vigile del Santo a maneggiare tali arnesi rischia di dare alla luce un pargolo mutilato di un arto: una crudeltà molto simile a quella di una divinità pagana, ma che fa di Sant'Agnello una divinità molto tenuta in conto dai suoi fedeli.
Author: Valentina Manna

 
   
Articolo contenuto in
  Società   
SU TRADIZIONI POTREBBERO INTERESSARTI
   
AGGIUNGI UN COMMENTO O SCRIVICI A redazione@irno.it
 
SEGUICI SU FACEBOOK E NON PERDERTI LE ULTIME NOTIZIE