Tradizioni, le fracchie del Venerdì Santo a San Marco in Lamis
fracchiesanmarcoinlamis89
Fonti Foto
Sono numerosi gli eventi e i riti di natura religiosa che l'Italia si prepara a mettere in scena in occasione della Santa Pasqua e, tra i più suggestivi, va annoverato di sicuro quello che annualmente si celebra a San Marco in Lamis, in Puglia. Le fracchie, ovvero le fiaccole in dialetto locale, hanno un'etimologia ancora oggi oscura: alcuni sostengono che il termine derivi direttamente dal latino "facula", ovvero fiaccola, trasformato poi per metatesi in farchia o fracchje dagli abitanti dell'Abruzzo dove, in effetti, si trovano delle fiaccole analoghe a quelle di San Marco in Lamis. Le fiaccole in questione sono delle torce di dimensioni notevoli, possono infatti arrivare ad una lunghezza di oltre 10 metri e sono formate da un tronco sezionato longitudinalmente e poi riempito con sterpi, rami e foglie fino ad assumere una forma perfettamente conica. Per trasportare costruzioni del genere ci si serve di carrelli e la fracchia, abbondantemente intrisa con sostanze infiammabili, è tenuta ben salda con dei cerchi in ferro. La parte più larga della fiaccola è quella a cui viene appiccato il fuoco, inoltre, onde evitare che la fracchia possa scivolare in qualche modo dal carrello, sulla parte posteriore del mezzo vengono collocati alcuni sacchi pieni di sabbia che hanno lo scopo di appesantirlo. Questa caratteristica processione ha solitamente luogo ogni Venerdì Santo, si tratta di una ricorrenza antichissima e sembra che le sue origini vadano collocate addirittura nel XVIII secolo, epoca in cui venne edificato il santuario dedicato alla Vergine Addolorata. Ma c'è dell'altro, la nascita delle fracchie potrebbe essere legata all'antica struttura urbana di San Marco in Lamis: quando sorse nel lontano 1717, la chiesa era ben al di fuori del vero e proprio centro abitato e lì rimase almeno fino alla fine del 1800. Pertanto, gli abitanti della città decisero di illuminare con queste particolari torce il percorso che l'Addolorata compiva partendo dalla sua chiesa fino alla Collegiata, dove riposava il corpo del Cristo. Come si evince anche dal libro di Mario Ciro Ciaravella, intitolato proprio "Le Fracchie nella Passione di Cristo e nelle leggende (moderne)", alcune fracchie appaiono vuote al loro interno e ciò corrisponde ad un preciso intento dei fuochisti, costoro infatti sfruttano esclusivamente la struttura esterna trasformandola così in una specie di cornucopia divina. Dentro la fracchia vuota, in effetti, può improvvisamente materializzarsi acqua ma anche fuoco, due elementi contrapposti ma proprio per questo riconducibili ad un'entità spirituale. Anche la Vergine ha un ruolo cardine durante la processione: ella è sempre collocata accanto alle fiaccole che sostanzialmente sono testimoni mute del dolore e della sofferenza della Madonna, sembra inoltre che sia stata proprio la Madre di Cristo ad ideare la prima Via Crucis della storia quando decise di ripercorrere il tragitto compiuto dal Figlio nel corso della Passione. Il rapporto delle fracchie con la Via Crucis è quanto mai stretto: il fumo che si sprigiona dalla fiaccola aiuta il Cristo a rialzarsi dopo essere caduto per ben tre volte, i cerchi che la tengono ben salda portano alla memoria quella che le pie donne, a Gerusalemme, offrirono al Signore, mentre la fracchia del Santo Sepolcro è elemento determinante per la Resurrezione di Gesù. A realizzare le fracchie pensano i cosiddetti "fracchisti", artigiani che non solo le preparano ma si occupano anche di collocarle sui carrelli e accenderle. Il loro abbigliamento consiste in un pantalone alla zuava con calzettoni in lana, una camicia bianca ed un corpetto di colore scuro e, infine, un cappello di lana. All'interno del gruppo vi sono sia adulti che bambini ed ogni componente ha un ruolo ben preciso, a capitanare il team pensa il capo – fracchista che ha il compito di coordinare le diverse maestranze e, nel contempo, si occupa di trasmettere le antiche conoscenze alle nuove generazioni che entreranno a far parte della squadra. Altro ruolo determinante è quello svolto dall'Arciconfraternita dei sette dolori la quale controlla che la processione abbia un regolare svolgimento. Di essa fanno parte sia uomini che donne che si dedicano alla raccolta fondi, chiedono le opportune autorizzazioni per realizzare la manifestazione e partecipano come figuranti all'evento indossando i caratteristici costumi. Nonostante sia certo il legame tra le fracchie e le cerimonie della Settimana Santa, c'è da sottolineare la stretta connessione di queste con i riti primaverili, il fuoco infatti è sempre stato avvolto da un'aura misteriosa per le sue prerogative legate alla purificazione ma anche alla sua furia distruttrice. La dicotomia tra aspetti positivi e negativi, fin dai primordi della civiltà, ha calamitato e al tempo stesso spaventato l'essere umano che ha interpretato la fiamma viva ora come un segnale divino di ottimi auspici, ora come nemico sovrannaturale da cui guardarsi. Le fracchie di San Marco in Lamis si caratterizzano per la loro valenza spirituale e catartica, sono fiaccole che illuminano il buio dell'anima consolando gli afflitti e, da secoli, attirano generazioni di fedeli e curiosi rinsaldandone il credo e il senso di appartenenza alla comunità.
Author: Francesca Salvato

 
   
Articolo contenuto in
  Società   
SU TRADIZIONI POTREBBERO INTERESSARTI
   
AGGIUNGI UN COMMENTO O SCRIVICI A redazione@irno.it
 
SEGUICI SU FACEBOOK E NON PERDERTI LE ULTIME NOTIZIE