Viaggi, nel Cilento sulle orme di Carlo Pisacane: la storica Sapri
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Sapri. E' l'ultimo comune della provincia di Salerno, al confine con la Basilicata: Sapri, collocata nel suggestivo Golfo di Policastro, disegna i confini della costa cilentana. La storia e la tradizione identificano questo luogo con la tragica spedizione guidata da Carlo Pisacane, da cui la famosissima poesia di Luigi Mercantini "La spigolatrice di Sapri", ma la città ha un passato che affonda le sue radici in tempi ancor più remoti e misteriosi. Infatti aleggia ancora un grande incertezza sul nome dato alla cittadina - che apparteneva al "Sinus laus", antico nome del Golfo - ma gli insediamenti più antichi ritrovati parlano dell'epoca greco-romana, tempo in cui il territorio veniva tenuto in grande considerazione come porto commerciale e luogo di villeggiatura. Cicerone, entusiasta, definì Sapri "Parva gemma maris inferi", la piccola gemma del mare del Sud. È possibile vedere tracce del di civiltà precedenti ai romani nella parte collinare del paese, distaccata dall'attuale centro abitato nato intorno al XVII secolo, dove rimangono alcuni insediamenti e visitando il cippo funerario di Lucio Sempronio Prisco. Quasi nulla invece è rimasto della monumentale villa con porto privato eretta nel I secolo d.C. per l'Imperatore Massimiliano Erculio, che vi abitò quando abdicò in favore del figlio Massenzio. I resti della villa sono stati utilizzati nei secoli successivi come "carcara", luogo di produzione di calce. A partire dal 1600 comincia a formarsi il nucleo originario della cittadina, con il suo splendido borgo marinaro, soprannominato Marinella, e la suggestiva Chiesa di San Giovanni Battista, abbattuta durante la seconda Guerra Mondiale e ricostruita al suo termine. La sua storia racconta di un breve periodo di appartenenza al Regno delle Due Sicilie e quindi a quello d'Italia: questi luoghi hanno visto, il 28 Giugno del 1857, il massacro dei "Trecento giovani e forti" di Pisacane: la spedizione era un tentativo di instaurare nell'Italia meridionale il regno di Gioacchino Murat. I Trecento, guidati da Pisacane, dopo essere evasi dal carcere di Ponza, sbarcano sulle coste di Sapri decisi ad affrontare orde di soldati borbonici, ma caddero sotto le falci di semplici contadini che erano stati informati già da tempo dalle autorità dell'arrivo di questi uomini, spacciati come delinquenti. Ancora oggi, nel mese d'agosto, la cittadina organizza una rievocazione storica in costume dell'avvenimento, attirando migliaia di spettatori. Un evento, in cui, grazie alla sapiente regia dello spettacolo, si viene all'improvviso catapultati in quei giorni concitati ed eroici che contribuirono a rendere l'Italia libera dal giogo dello straniero. L'evento è altresì ricordato grazie alla Statua di Pisacane, eretta nel 1933 e situata attualmente nella Villa Comunale e all'obelisco di Largo dei Trecento, inaugurato proprio in occasione del centenario dello sbarco. Dallo scoglio dello Scialandro, infine, un altro omaggio alla spedizione e alla poesia di Mercantini: una statua di bronzo raffigurante la spigolatrice con lo sguardo rivolto al punto in cui Pisacane e i suoi Trecento sono sbarcati. Concedersi una vacanza saprese significa immergersi in uno stile di vita tradizionale e molto rilassato, a contatto con la natura: infatti la cittadina si trova al confine con il parco Nazionale del Cilento e poco distante dalla Certosa di Padula. Tuttavia, in paese è possibile visitare la "Specola", una antica torre utilizzata per le osservazioni astronomiche e la "Casa del Buon Pastore", un edificio del 1913 costruito in puro stile liberty sudamericano. Sapri, tuttavia, non è soltanto un luogo di storia e natura, ma deve la sua fortuna soprattutto al turismo: fin dal 1995 e in maniera quasi ininterrotta ha ottenuto la prestigiosa Bandiera Blu del Fee. La sabbia del litorale è fine e molto chiara e tra le più suggestive c'è quella delle "Camerelle", quasi completamente libera e affacciata sul Golfo di Policastro. Per deliziare infine anche il palato, la cittadina è piena di ristorantini quasi tutti a conduzione familiare, dove si possono gustare tutti i piatti tipici della tradizione saprese a partire dalla "Cianfotta faicchiana", un mix di verdure rigorosamente fritte condite con pomodoro e poi cotte in pentola, passando per le "alici 'mbuttunate" con pangrattato, mozzarella e provolone e le sarde con le patate, amalgamate con pangrattato, sale, limone, uova e latte, concludendo il pasto con un ottima sfogliatella riccia. Dulcis in fundo, sulle spiagge di Sapri è possibile ancora ammirare, quasi per miracolo, il leggendario giglio di mare, una volta abbondante sulle dune del golfo di Policastro. I ritmi "slow" rendono Sapri un luogo ideale per le famiglie e gli amanti dei soggiorni di pieno relax, e chi ama – o chi dimentica a proprio piacimento - le origini della nostra Nazione dovrebbe recarsi assolutamente in questi luoghi per respirare il senso autentico della storia e della tragicità dei sacrifici umani imposti per unificarla.
 
   
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