Viaggi, a Caggiano tra origini preistoriche e tesori dei Templari
caggiano12
Fonti Foto
Arroccato sull'Appenino Lucano, Caggiano sorge ad un'altezza di circa 830 metri, posizionandosi ai confini del Parco del Cilento e del Vallo di Diano. Numerose le tracce di epoca preistorica rinvenute nel territorio, soprattutto all'interno delle grotte dello Zachito che sorgono ai piedi del monte dove oggi sorge Caggiano ed in prossimità del fiume Meladro. Sembra che intorno all'VIII secolo a.C. gli abitanti della zona siano entrati in contatto con le colonie greche della costa: gli antichi caggianesi conducevano uno stile di vita improntato al nomadismo e si dedicavano principalmente alla pastorizia, per difendersi erano soliti servirsi di arco e frecce e abitavano in villaggi protetti da mura fortificate. Successivamente il paese entrò a far parte dei possedimenti di Roma dopo le guerre sannitiche mentre, nel corso della seconda guerra punica, Annibale tese un agguato al console Marco Claudio Marcello proprio a Caggiano. Ma da dove deriva il toponimo Caggiano? L'antica Caianus affonda le sue radici nel prenome Caius appartenente di sicuro ad un patrizio romano che si stabilì nella zona e ciò rende ancora più concreta la possibilità che il territorio abbia avuto un ruolo di spicco in epoca romana. In età medievale Caggiano passò nella mani dei Longobardi i quali si occuparono anche di mettere in sicurezza le fortificazioni, dopo furono i Bizantini a prendere possesso dell'area ed una testimonianza certa proviene proprio dall'esistenza di chiese come quella dedicata a Santa Caterina o a Santa Maria dei Greci. Sensibile agli ideali rivoluzionari, Caggiano fu in prima linea durante i moti del 1820, 1821, 1831 e persino del 1848 nonostante la grave crisi economica di cui fu protagonista. Il XX secolo ha segnato un momento di passaggio per il paese, infatti esso presenta due aree ben distinte tra loro: il centro storico che risale all'epoca romano – medievale e la zona moderna ma nel paese si è registrato un depauperamento della popolazione a causa delle numerose migrazioni verso gli Stati Uniti e, dopo la seconda guerra mondiale, in direzione degli altri paesi europei. Tra i luoghi di maggiore interesse si annoverano il Castello e la già citata chiesa di Santa Caterina: il primo, di cui è possibile ammirare ben due delle originarie quattro porte di accesso, presenta chiari riferimenti architettonici di epoca normanna e, nel XV secolo, divenne una residenza signorile per poi passare nelle mani di diversi proprietari. Oggi la struttura appartiene al Comune il quale ha provveduto a rivalutarlo e a restituirgli il prestigio che merita. La chiesa, invece, consta di una pianta a croce greca e presenta magnifici dipinti risalenti al 1604 e al 1769 ma la vera attrazione è il simulacro ligneo di Santa Caterina che sul capo reca un diadema in argento. Altro luogo di particolare interesse è il colle di Sant'Agata dove è ancora visibile una mansio appartenente ai cavalieri Templari al cui interno vi è una chiesa risalente al XII secolo: la leggenda narra che al di sotto di essa è collocata una grotta dentro cui si celerebbe un tesoro appartenente ai Templari e custodito da un mostro. Il turista che sceglie di visitare Caggiano, però, potrà anche apprezzare i prelibati piatti tradizionali come i cavatìedd, rigorosamente preparati a mano, che possono essere accompagnati con i legumi o con un gustoso sugo di pomodoro. I secondi piatti sono ugualmente molto appetitosi, soprattutto quelli a base di carne come la pèttla composta esclusivamente dalla pelle di pollo che viene cotta a lungo così da renderla morbida. Impossibile dimenticare i contorni come quello a base di patate denominato a la sandàngi-lesa il quale è preparato con patate novelle che, dopo essere state bollite e pelate, vengono fritte e condite con aromi come l'origano ed il rosmarino. Infine, il dolce più noto di Caggiano è la pizza – ròc' composta da due strati di crema, uno al limone e l'altro al cacao, e rivestita da uno strato di naspro. La città di Caggiano ha anche dato i natali a personaggi illustri sia in passato che in epoca contemporanea, basti citare Crisostomo Colonna, umanista che visse nelle corti di Napoli e della Spagna ed anche il patriota Vincenzo Lupo ma il nome più noto è sicuramente quello di Achille Bonito Oliva, critico d'arte di fama mondiale. Tra gli eventi più suggestivi a cui è possibile partecipare visitando Caggiano vi è quello dei falò: organizzato nel corso della settimana santa dalle parrocchie di Sant'Antonio e San Salvatore, esso si avvale della collaborazione di tutto il paese, ogni abitante mette infatti a disposizione della legna che farà parte del grande falò allestito dinanzi alle due chiese citate e attorno a cui i fedeli sono soliti riunirsi. Le bellezze paesaggistiche ma anche i tanti luoghi ricchi di storia che animano Caggiano costituiscono un'attrazione turistica non indifferente, perciò il visitatore potrà godere di un posto denso di contenuti e, al tempo stesso, apprezzare i saporiti piatti della tradizione.
 
   
Articolo contenuto in
  Società   
SU VIAGGI POTREBBERO INTERESSARTI
   
AGGIUNGI UN COMMENTO O SCRIVICI A redazione@irno.it
 
SEGUICI SU FACEBOOK E NON PERDERTI LE ULTIME NOTIZIE