Viaggi, la storia di Lauro nel feudo dei Lancellotti
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Lauro. Il nome stesso del paese allude ad un passato mitico e la storia che ha alle spalle non delude le aspettative: il riferimento è alla cittadina di Lauro, al centro dell'omonimo Vallo della Bassa Irpinia. Di "lauro" - più comunemente detto alloro - erano pieni i boschi che anticamente circondavano la valle e che la tradizione vuole fossero stati attraversati dal mitico Ercole, in cerca di ristoro durante le sue "Fatiche". Un piccolo borgo che incanta, dove il tempo sembra essere sospeso tra modernità e tempi che furono, dove il turismo culturale e gastronomico potrebbe essere una grande leva di sviluppo. Del Vallo di Lauro fanno parte, oltre all'omonima cittadina altri sei paesi (Moschiano, Quindici, Taurano, Domicella, Pago e Marzano), che arricchiscono questo piccolo scrigno circondato da una catena di monti aperta ad ovest, verso l'Agro Nolano. In effetti questa barriera naturale negli anni ha creato una sorta di distacco culturale dal resto della popolazione irpina, rendendo Lauro e il suo Vallo molto più vicini al versante napoletano, più facilmente raggiungibile. Tuttavia la posizione strategica di Lauro, che si trova nel bel mezzo delle province di Avellino, Napoli e Caserta, l'ha resa più volte protagonista delle vicende che hanno animato la storia regionale. Le prime tracce storiche che testimoniano la presenza di civiltà nel Vallo risalgono al periodo tardo-repubblicano, intorno al I secolo D.C.: nel 1981 è venuta alla luce una Villa Romana risalente all'epoca su menzionata che ricopre un'area di circa 1330 mq, che sono parte integrante delle fondamenta del Convento di San Giovanni del Palco di Taurano, il quale ospita ancora oggi una comunità di Frati francescani. È consentito visitare infatti soltanto due dei tre livelli su cui è costruita la villa, quello mediano costituito da un vero e proprio suggestivo impianto termale, e il piano sottostante, quello del Ninfeo, dove è possibile ammirare degli splendidi mosaici di tessere in pasta vitrea che raffigurano scene di caccia. Ma la fortuna e il nome di Lauro è strettamente collegato al suo monumento più importante, quello che ne ha decretato la centralità come feudo nel periodo che va dal Medioevo all'era napoleonica, ossia il Castello Lancellotti, un antico maniero le cui origini risalgono a prima dell'anno 1000. La costruzione, situata nel quartiere "Vigna", si staglia come una potente visione sull'intero comprensorio ed è stato oggetto di contesa tra le varie dinastie nobili che si sono avvicendate nel Vallo, considerata terra di lavoro. Prima dominio del Principato di Benevento, poi di Salerno e Capua, nelle sue stanze si sono susseguite le vicende dei Sanseverino, degli Orsini e dei Pignatelli, fino a giungere ai Lancellotti, attuali proprietari. La struttura, abitata tutt'ora, si suddivide in due ampi cortili e diversi ambienti ancora arredati, come la sala d'armi, la sala del biliardo, la Biblioteca – con tanto di passaggio segreto – la cappella e il pensatoio. Un ambiente che non sembra un museo a cielo aperto, ma che vive di vita propria. I lauretani hanno col loro Castello un rapporto viscerale, che lo spinge ad essere spesso il fulcro delle iniziative culturali del paese: dai semplici convegni, ai matrimoni e agli spettacoli teatrali e televisivi – Gina Lollobrigida ed Errol Flynn girarono tra le sue pareti un film di "cappa e spada" - passando alle notti più magiche dell'anno, quelle di fine Agosto, in cui, si organizzano visite guidate recitate ed in costume nelle sue stanze. La manifestazione "Lumina in Castro" richiama in paese migliaia di spettatori ogni anno e ogni volta ripropone, attraverso format diversi, stralci delle vicende storiche e delle dinastie che hanno abitato le antiche mura del maniero. Il 2015 sarà l'anno della rievocazione storica dell'incendio che nel 1799 fu appiccato dalle truppe francesi all'intero abitato per punire la popolazione che aveva assunto una posizione favorevole ai sanfedisti durante i moti filoborbonici: oltre al tradizionale corteo storico e alle visite guidate, saranno protagonisti i giochi pirotecnici che riprodurranno le fiamme che avvolsero il Castello. Ma Lauro non vive di solo Castello: la cittadina infatti, che al tempo dei Principi era un centro culturale di tutto rispetto, ha visto passare tra le sue stradine di basalto tanti esponenti di spicco della cultura italiana, tra cui Torquato Tasso, amico del poeta Ascanio Pignatelli e, in tempi più recenti, ha dato i natali al trasmigratore artico Umberto Nobile – nel cui museo cittadino sono conservati cimeli personali che la famiglia stessa ha messo a disposizione - e al noto architetto Francesco Venezia, il quale ha progettato la moderna Piazza Lancellotti, fatta di grandi lastre di marmo bianco e rustici mattoncini di cotto, che si trova al centro del paese e ai piedi del Castello. La cittadina, di circa 3.500 abitanti, ha la foggia di un antico borgo. Le stradine del centro storico, che inizia in prossimità dell'Arco di Fellino, un arco di pietra bianca risalente al XVII secolo al cui sommità è posto un grande orologio e che anticamente fungeva da porta di accesso al casale di Fellino, mostra un incantevole passeggiata in un paese "dipinto". Gran parte delle strade del paese infatti, hanno le pareti decorate da numerosi quadri di famosi pittori naif italiani e stranieri: Lauro infatti, dal 1994, è uno dei settanta paesi italiani che fa parte della rete Assipad (Associazione Italiana Paesi Dipinti). In passato, in occasione dell'estate e della festività dei Santi Patroni – San Sebastiano e San Rocco – tutti gli artisti del genere (ricordiamo tra i più importanti Giovanni Galli e Marina Zen) si davano appuntamento in paese per abbellirlo con le loro tavolozze di colori. Purtroppo allo stato attuale, molti di questi dipinti necessitano di restauro ma il fascino della passeggiata tra i vicoletti cittadini resta intatto. Da segnalare la bellissima Via Terra, un piccolo viottolo che si trova ai piedi del Castello e le cui case conservano intatte la magia antica dei tempi passati, il piccolo borgo di Fontenovella, con la sua Chiesa dell'Annunziata e la sua caratteristica fontana in pietra, e le numerose Chiese cittadine, che custodiscono la devozione religiosa dei lauretani e la maestria di pittori e scultori di tutto rispetto. Lauro, oltre ad avere una forte tradizione culturale e soprattutto musicale – ospita una delle prime sezioni pilota dei contemporanei liceo musicali, ha una banda di musica propria e una serie di musicisti professionisti – è famosa anche per il buon cibo: prodotti tipici e rinomati sono la sfogliatella, nelle varianti riccia e frolla, il gelato alle fragoline di bosco e il laurino, liquore ricavato dalle foglie di alloro. La tradizione gastronomica del paese segue inoltre quella che è la produzione tipica locale, fatta prevalentemente di nocciole, castagne e olive: ed ecco quindi un'ottima produzione di roccocò e mustaccioli ma anche spaghetti alle noci, che solitamente vengono degustati la notte di Natale. Un viaggio sospeso nel tempo, in una dimensione che mantiene ancora intatta la genuinità di un tempo e al tempo stesso il fermento culturale che ha caratterizzato nel corso dei secoli questa piccola perla dell'entroterra campano.
Author: Valentina Manna

 
   
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