Viaggi, le ville patrizie e i complessi termali di Castellammare
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Sono pressoché sconosciute le origini di Castellammare ma alcune testimonianze archeologiche documentano la sua esistenza già nell'VIII secolo a.C., a dimostrazione che il clima mite e la sua favorevole collocazione geografica colpirono positivamente chi scelse di insediarvisi. Il nucleo abitativo originario è da collocarsi sulla collina di Varano, un costone roccioso a picco sul mare in quanto la pianura dove attualmente sorge la città era parzialmente sepolta dalle acque. Sia le popolazioni etrusche che quelle greche calpestarono il suolo di Castellammare ma la città conobbe il suo periodo più florido grazie ai romani trasformandosi così in un piccolo borgo; nel corso della guerra sociale, combattutasi tra il 91 e l'88 a.C., gli abitanti furono assediati e dovettero arrendersi dopo giorni di stoica resistenza mentre il centro abitato venne completamente distrutto anche se la sua ricostruzione non tardò ad attivare, infatti Castellammare risorse ben presto dalle sue ceneri diventando metà privilegiata dei patrizi di Roma che l'abbellirono con ville, piscine, templi e persino terme. La furia del Vesuvio, che nel 79 d.C. colpì Pompei ed Ercolano, non risparmiò nemmeno Castellammare anche se il numero delle vittime non fu molto elevato e le magnifiche ville patrizie, già provate duramente dai terremoti che precedettero l'eruzione, furono rase al suolo. I cittadini fuggiti durante la tragedia fecero ritorno per reperire nelle proprie case denaro e preziosi e furono loro a dar vita ad un nuovo insediamento lungo le coste: il villaggio si sostentava soprattutto con l'agricoltura e la pesca ed in breve assunse una certa importanza tanto che entrò a far parte del Ducato di Sorrento. I sorrentini scelsero anche di edificare sulla collina di Pozzano un castello utile contro le invasioni barbariche e, molto probabilmente, il toponimo della città, Castrum ad Mare, è dovuto proprio all'ubicazione della struttura che sorgeva a picco sul mare. Notevoli cambiamenti dell'assetto urbanistico furono apportati da Ottavio Farnese il quale costruì palazzo Farnese dove oggi ha sede il Comune; nel 1731 Castellammare passò nelle mani di Carlo di Borbone e, durante il suo dominio, la città divenne una delle più note del Regno di Napoli. Dopo il 1780 nacquero i primi cantieri navali italiani e la città si dotò di un complesso termale tuttora conosciuto ed apprezzato. Nel corso della seconda guerra mondiale la crudeltà nazista distrusse i cantieri navali anche se i cittadini li difesero con coraggio, ancora una volta però Castellammare seppe riprendersi e le sue industrie tornarono in auge mentre fu costruito un complesso termale che divenne il più moderno d'Europa. La città annovera tra le sue bellezze architettoniche ben 50 chiese: la più importante è di certo la concattedrale di Maria Santissima Assunta risalente al 1587. La basilica ha una pianta a croce latina, tre navate e cinque cappelle, di cui una dedicata al patrono San Catello. Proprio nel corso della costruzione di quest'ultima cappella, nel 1875, vennero allo scoperto reperti archeologici di epoca romana. La basilica santuario di Santa Maria di Pozzano conserva al suo interno un quadro della Vergine che fu trovato all'interno di un pozzo e dinanzi al pregevole simulacro si inginocchiò anche San Francesco di Paola. Magnifica la sagrestia, il cui progetto si deve a Luigi Vanvitelli, che al suo interno custodisce un crocifisso ligneo risalente al XVII secolo ritrovato in mare dopo un'eruzione del Vesuvio. Nebulose le origini della Reggia di Quisisana: sulla collina da cui la reggia prende il nome già esisteva, nel 1268, l'abitazione di Carlo I d'Angiò ma forse il palazzo risale addirittura agli Svevi. La struttura presenta tre edifici oltre ad un giardino all'italiana ed è celebre per aver ospitato al suo interno Giuseppe Bonaparte, Gioacchino Murat ma anche Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Dopo una serie di vicissitudini, attualmente la Reggia ospita un museo che raccoglie pregevoli reperti archeologici rinvenuti in zona. Le prime terme di Castellammare furono inaugurate nel lontano 1836 richiamando folle di turisti principalmente durante la stagione estiva. Nel tempo il complesso divenne anche un centro culturale infatti al suo interno trovarono collocazione mostre, eventi e persino concerti. Nel 1956 fu demolita la struttura per dar vita al progetto dell'architetto Marcello Canino, adesso le Antiche Terme sono aperte soltanto di giorno per la raccolta delle acque e in estate, al suo interno, continuano ad essere realizzati manifestazioni culturali. Le Nuove Terme, nate nel 1964, sorgono sulla collina del Solaro: l'edificio consta di due siti, ovvero la struttura adibita alle cure terapeutiche e il parco per le cure idroponiche. Le terme non hanno nulla da invidiare agli altri complessi termali europei grazie alla poliedricità dei servizi offerti tra cui medicina iperbarica, fisioterapia, riabilitazione, cure dermatologiche e molto altro. Inoltre, il parco è sede privilegiata per cinema all'aperto, concerti di musica e congressi. Castellammare è ricca anche di tradizioni, una fra le tante è quella che ricorre ogni anno in occasione della festa dell'Immacolata: la sera precedente all'8 Dicembre ogni quartiere della città accende un falò in onore della Madonna infatti la leggenda narra che, durante una tempesta, alcuni pescatori che erano in mare riuscirono a salvarsi proprio grazie ai falò accesi sulle coste della città. Nel periodo che va dal 26 Novembre all'8 Dicembre, nelle prime ore del giorno, si sente cantare in alcuni quartieri il canto "Fratielle e Surelle" dedicato all'Immacolata Concezione. Sembra infatti che un pescatore, vittima di una tempesta, abbia promesso alla Vergine di dedicarle una novena se si fosse salvato e da questo evento trasse origine il canto che si ascolta ancora oggi. I piatti tipici della città ricalcano quasi fedelmente quelli della penisola sorrentina ma la specialità culinaria è il cosiddetto biscotto di Castellammare che venne preparato per la prima volta nel 1848. Realizzato con farina, zucchero, pasta lievitata, vanillina, acqua e burro, il dolce ha un aspetto allungato e viene venduto lungo le strade del litorale campano insieme ad altri prodotti tipici. C'è da dire, però, che la ricetta originale è pressoché sconosciuta e ne esistono diverse varianti dato che colei che lo realizzò inizialmente scelse di non rivelare a nessuno gli ingredienti del biscotto. Castellammare, dove la storia e le testimonianze archeologiche hanno scelto di lasciare una traccia fin dai tempi più remoti, è baciata dal clima favorevole e dotata di una posizione geografica estremamente favorevole ma la città non si crogiola all'ombra di un ricco passato e guarda al futuro con la consapevolezza di avere ancora molto da offrire.
Author: Francesca Salvato

 
   
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