Viaggi, a Pozzuoli paradiso di zolfo ed inferno di bellezza
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Pozzuoli. "È come stare seduti su una pentola a pressione": così raccontano i puteolani a proposito del bradisismo, il fenomeno secondo il quale la crosta terrestre oscilla a seconda dell'aumento o dell'abbassamento della pressione sottoterra. La città di Pozzuoli infatti sorge lungo l'area vulcanica dei Campi Flegrei dove è ancora attiva la Solfatara, un vulcano le cui esalazioni sulfuree regalano a questo luogo non solo l'instabilità ma anche il caratteristico odore "infernale". Ma di Pozzuoli tutto si può dire, tranne che sia un inferno: sulle sue sponde si sono avvicendate nei secoli popolazioni e culture, le cui tracce si sono stratificate e mescolate nel tempo, dando luogo ad un incantevole mix tra storia e natura. I primi ad approdare sulle spiagge di Pozzuoli furono i greci nel 740 a.C., in particolare i Calcidesi, che colonizzarono Cuma e condivisero dal 531 a. C., insieme al popolo dei Sami il territorio, creando la città di Dicearchia, che in greco significa "del giusto governo". Il popolo greco resiste all'assalto di etruschi e sanniti ma soccombe, nel 338 a.C. al popolo romano, che riunisce Cuma e Dicearchia, ribattezzandole "Puteoli" (Piccoli pozzi), proprio per le numerosi sorgenti d'acqua. Le spiagge di Pozzuoli erano per i romani di importanza strategica per il commercio, tanto che ne divennero la porta per i commerci con l'Oriente. Divenuta dapprima "Civitas sine suffragio" - ossia senza diritto di voto - Pozzuoli fu poi progressivamente abbandonata nel corso dei secoli a causa del bradisismo, che fece sprofondare gradualmente il porto e migrare la popolazione nella parte più alta del paese.
La stratificazione di reperti storici nella cittadina puteolana ha dato più volte luogo ad una serie di false convinzioni storiche che contribuiscono a rendere questo luogo molto affascinante: uno di questi falsi storici è fortemente connesso al già citato bradisismo. Il tempio di Serapide, ritenuto tale perché al suo interno vi fu ritrovata una statua della divinità, altro non è che un "macellum" – tipico mercato – i cui sotterranei sono legati al mare tramite canali naturali. Il macellum è uno degli indicatori più precisi esistenti al mondo per rilevare il movimento della crosta terrestre durante i movimenti pressori dettati dal bradisismo: quando infatti il fenomeno è in fase passiva, il pavimento del finto tempio si ricopre completamente d'acqua, testimoniando l'avvicinamento della città al livello del mare. Un altro falso mito è quello legato all'antro della Sibilla cumana: la storia individuava in questa grotta, che sorge sulle sponde del lago Averno, l'ingresso dell'Ade descritto da Virgilio nell'Eneide e molti secoli prima dal misterioso Omero. A creare il malinteso l'aspetto dello specchio lacustre, che all'epoca, essendo ciò che rimaneva di un vulcano, possedeva acque scure e melmose ed emetteva gas sulfurei che uccidevano tutti i volatili che lo sorvolavano: da qui il nome greco Averno (Aornon), che significa "senza uccelli" e da qui soprattutto il luogo comune secondo cui lì si nascondesse la porta d'ingresso al Regno dei morti. Qui Enea avrebbe incontrato la Sibilla che l'avrebbe accompagnato dal padre Anchise. La realtà invece ci racconta di una grotta ricavata dall'uomo per consentire a soldati e merci di transitare dall'acropoli di Cuma al porto commerciale.
Cuma oggi, oltre ad essere uno dei siti archeologici più ricco d'Italia, è uno dei sette quartieri in cui è suddivisa Pozzuoli, che ricade a sua volta nell'area metropolitana di Napoli: insieme a lei, Arco Felice, dove sorge un antico acquedotto romano in laterizio, Lucrino, dove c'è l'omonimo lago e dove anticamente sorgeva un tempio dedicato al dio Apollo, Pisciarelli, che condivide parte delle Terme di Agnano, Toiano, quartiere popolare che ha accolto la popolazione sfuggita al bradisismo e Monteruscello, moderno quartiere residenziale dove sorgono le scuole e il Palazzetto dello sport ed infine Licola, che comprende la zona nord-ovest di Pozzuoli e ospita un famoso parco di divertimenti acquatico. Caratteristici vicoli stretti e poco verde: questo è il centro storico puteolano, che nasconde al suo interno piccoli gioielli della storia della Cristianità: il Santuario di San Gennaro ne è un esempio. Pur essendo il Santo Protettore di Napoli, è qui a Pozzuoli che si svolge la sua rocambolesca vita: è presso questo Santuario che è conservata la pietra su cui Gennaro fu decapitato. Pozzuoli, al pari di città come Roma, Budapest, Metz e Petronell-Carnuntum, possiede ben due anfiteatri romani: quello Flavio, dove appunto San Gennaro fu gettato per essere sbranato da belve feroci che alla sua vista si ammansirono, e quello minore, dedicato ad Antonino Pio. Una chicca storica riguarda inoltre la presenza sul territorio in epoca più moderna - metà dell'800 circa - di un nucleo anarchico ben nutrito sul territorio: a testimoniarlo un monumento dedicato all'anarchico puteolano Emanuele Visone che si staglia nei giardinetti di via Roma e che reca la scritta: «Ciò che più importa è che il popolo, gli uomini tutti, perdano gli istinti e le abitudini pecorili che la millenaria schiavitù ha loro ispirato ed apprendano a pensare ed agire liberamente. Gli anarchici.».
La particolare composizione chimica del terreno ha reso le coltivazioni puteolane pregiate nei secoli, anche se non sono la principale attività di sostentamento della popolazione: i vini dei campi flegrei - tra cui spicca il falerno - e in particolare il vitigno della falanghina, sono tuttavia molto apprezzati anche se non al centro di una filiera commerciale vera e propria. A decantarne le lodi nei secoli lo storico Plinio, Giovenale, Stazio, e Ausonio. La cucina tipica è a base di pesce, pescato fresco dai numerosi pescatori della zona e di piatti tipici della tradizione napoletana. L'incantevole paesaggio è stato d'ispirazione per la cinematografia italiana e mondiale – le origini della mitica Sofia Loren sono proprio puteolane: soltanto due anni fa il regista britannico Guy Ritchie – ex marito della popstar Madonna - vi ha ambientato alcune scene della spy story "Operazione U.n.c.l.e." che sarà nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 2 Settembre: tra le location preferite il molo caligoliano. Una terra infernale, dall'inconfondibile accento dalle vocali tutte aperte, aperte come la vita che segretamente abbraccia e che trabocca dalle strade, dalla vegetazione mediterranea, dal cibo buono e dall'aria "pestilenziale". Un paradiso erroneamente scambiato per inferno: questa è Pozzuoli.
Author: Valentina Manna

 
   
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