Germania, exploit dell'ultradestra nelle elezioni regionali
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Berlino. Le elezioni regionali in Meclemburgo-Pomerania hanno decretato la prepotente ascesa di Alternative für Deutschland (Afd), il partito dell'ultradestra che ha ottenuto il 20,8% delle preferenze. Fondato tre anni fa da Bernd Lucke, professore di macroeconomia presso l'Università di Amburgo, l'Afd si è fatto spazio nello scacchiere elettorale grazie alle campagne anti-europeiste ed anti-immigrazione che hanno fatto le fortune di analoghi movimenti negli altri paesi dello spazio Schenghen. Oltre al populismo xenofobo, poi, lo storytelling dell'Afd si è arricchito con posizioni ultraconservative sui temi etici, quali la netta opposizione all'aborto ed ai matrimoni omosessuali. Nato sulla scorta del sentimento anti-Ue alla vigilia delle elezioni federali del 2013, il partito è passato dagli 0 ai 7 seggi alle elezioni europee dell'anno successivo, fino ad arrivare al miglior risultato in assoluto ottenuto alle regionali 2016, secondo soltanto alla Spd, la socialdemocrazia tedesca. Comunque una novità nel panorama politico dell'intera Germania, fino a poco tempo fa immune alle derive autoritarie delle frange estremiste, se si esclude l'exploit di Pegida, il movimento antislamista che nell'ultimo biennio aveva monopolizzato Dresda con manifestazioni e parate, calamitando le attenzioni degli osservatori internazionali. Chi esce con le ossa rotte dalle consultazioni in Mecklenburg-Vorpommern è proprio la Cdu di Angela Merkel, che crolla al 19% proprio in uno dei suoi feudi storici. Un campanello d'allarme ben più altisonante di quanto sembri, per la Cancelliera, ed in generale per un bipolarismo perfetto sempre più fragile nel Vecchio Continente.
 
   
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