Euro 2016, Italia pronta al debutto tra dubbi, certezze e polemiche
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Montpellier. L'attesa è quasi finita. Un solo giorno e la parola passerà (finalmente) al campo. Lunedì 13 alle ore 21 l'Italia farà il suo esordio ad Euro 2016 contro una delle squadre favorite per la vittoria finale: si tratta del Belgio, secondo nel ranking Uefa. I mesi che hanno accompagnato il c.t. dimissionario Antonio Conte all'evento continentale sono stati ricchi di dubbi, polemiche e (poche) certezze. E quindi, come arrivano gli Azzurri a questo importante appuntamento?
 
Nei momenti peggiori della sua storia, l'Italia ha dato il meglio di sé. È quanto viene sostenuto da giornalisti ed addetti ai lavori, sottolineando la capacità della Nazionale di esaltarsi nelle difficoltà peggiori. In effetti, in passato è andata spesso così: basti ricordare i Mondiali del 1982 e del 2006, quando gli Azzurri furono sconvolti prima dallo scandalo del Totocalcio e poi da Calciopoli, con noti dirigenti di Serie A e B finiti nell'occhio del ciclone ed allontanati dal mondo pallonaro. Non fu un caso (o forse sì) se l'eroe di Spagna '82 fu ‘Pablito' Rossi che non aveva giocato per ben due anni perché squalificato a causa dei fatti di cui sopra: ebbene, l'attaccante si rese protagonista di prestazioni superlative e risultò decisivo per la nostra terza stella mondiale. Quattordici anni dopo, ancora uno scandalo: questa volta sul banco degli imputati c'è soprattutto (ma non solo) la Juventus. Quella Nazionale era composta per larghi tratti da giocatori bianconeri che diedero un grosso contributo alla vittoria finale (basti pensare a Fabio Cannavaro che quell'anno vinse il Pallone d'Oro), quegli stessi giocatori che durante il torneo non sapevano quale futuro li aspettasse. Sappiamo tutti com'è andata: Italia Campione del Mondo dopo la finale vinta ai rigori contro la Francia e Juventus poi retrocessa in Serie B. Oggi le circostanze sono diverse da allora.
 
Poca qualità. Il movimento calcistico nostrano (per fortuna) non è stato scosso da scandali; l'Italia che arriva in Francia è semplicemente quella più povera dal punto di vista tecnico dal Dopoguerra ad oggi. Se è vero che nei momenti peggiori della nostra storia la Nazionale ha saputo esaltarsi, è altrettanto vero che per farlo aveva a disposizione giocatori di un certo spessore: oltre ai già citati Paolo Rossi e Fabio Cannavaro, basti pensare che nel 2006 in rosa c'erano calciatori del calibro di Totti, Del Piero, Pirlo, Zambrotta e chi più ne ha più ne metta. E l'Italia di oggi? Tanti buoni giocatori ma spicca l'assenza di un fuoriclasse capace della giocata illuminante che possa da solo risolvere le partite con un guizzo di genio. Nel corso delle qualificazioni e delle amichevoli disputate dagli Azzurri, le maggiori difficoltà palesate sono state sotto porta, con i Nostri capaci anche di creare opportunità da rete poi, però, non finalizzate (in ultimo l'amichevole con la Finlandia). Antonio Conte nella lista dei pre-convocati aveva inserito molti giocatori che mai avevano vestito la maglia azzurra ma protagonisti di un ottimo campionato, come l'attaccante del Genoa Leonardo Pavoletti, l'esterno del Milan Giacomo Bonaventura e Domenico Berardi del Sassuolo. Gli infortuni di Marco Verratti e Claudio Marchisio hanno complicato i piani del nostro selezionatore, indebolendo di fatto la rosa. E così il c.t. ha preferito affidarsi ad un blocco di giocatori capaci di adattarsi a ricoprire più ruoli e che sappiano farsi trovare pronti in un torneo come quello dell'Europeo, in cui ogni partita è decisiva. Ma soprattutto sono calciatori che conoscono Conte ed i suoi metodi.
 
La forza del gruppo e della difesa. La base del successo di ogni squadra, però, non sta nei singoli ma nel gruppo. I giocatori, durante le conferenze stampa di questi giorni, hanno esaltato l'atmosfera che si respira nello spogliatoio azzurro. Merito di Antonio Conte che ha più volte sottolineato l'importanza di avere a disposizione "prima dei grandi uomini e poi dei bravi calciatori". Avendolo visto sulla panchina della Juventus, conosciamo bene la spasmodica ossessione di Conte nel curare ogni dettaglio durante la preparazione delle partite e quanto tiene alta l'asticella della concentrazione, senza mai dare nulla per scontato e pretendendo il massimo da ogni giocatore. Le fondamenta su cui costruire le vittoria è la difesa ed il poter fare affidamento su di un folto blocco juventino rappresenta senza dubbio uno dei pochi punti di forza dell'Italia: Buffon, Chiellini, Bonucci e Barzagli giocano insieme ormai da anni e si conoscono benissimo, formando uno dei reparti più forti e collaudati d'Europa. E, cosa non meno importante, hanno già avuto Antonio Conte come allenatore e sanno cosa si aspetta il c.t. da loro.
 
Come giocherà l'Italia? Conte ama un gioco rapido e caratterizzato dal forte pressing, che mira subito al recupero della sfera ed alla veloce verticalizzazione per le punte. In tal senso è determinante il ruolo della difesa e degli esterni, chiamati ad un gran lavoro sia in fase di spinta che di copertura. Durante tutto il suo regno da commissario tecnico, l'ormai prossimo allenatore del Chelsea ha utilizzato tutti i moduli a lui cari, dal 3-4-3 al 4-2-4 passando per il 4-3-3 ed il 3-5-2. Quest'ultimo sembra essere lo schieramento tattico designato dal tecnico leccese ma il tutto dipenderà dall'avversario che l'Italia si troverà di fronte. Sarà una Nazionale camaleontica, capace di adattarsi a seconda delle caratteristiche di chi dovrà affrontare. Fatta eccezione per la difesa, molti sono i dubbi di formazione, soprattutto sugli esterni (Darmian od El Shaarawy insieme a Candreva?) ed in attacco (Eder sembra in forma, sarà lui il titolare insieme a Pellè?).
 
La 10 ed un c.t. dimissionario. Come detto, la Nazionale arriva ad Euro 2016 non senza (poche) polemiche. Oltre a quelle riguardanti la scelta dei 23, sono anche altri gli argomenti che thiagomotta10
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hanno alimentato il chiacchiericcio dei tifosi. Molti hanno storto il naso per l'annuncio di addio di Conte alla panchina azzurra ancor prima dell'inizio dell'Europeo, confermando di fatto le voci che lo davano come prossimo allenatore del Chelsea di Abramovich. Per alcuni critici questo potrebbe sortire un effetto negativo, con un commissario tecnico poco motivato a far bella figura in una kermesse per nazionali, ormai proiettato verso il suo prossimo lavoro. Sarà proprio così? Conoscendo il Conte tecnico, nessuno più di lui avrà voglia di ben impressionare. Infine, ha destato perplessità tra giornalisti e tifosi la decisione di affidare la maglia numero 10 a Thiago Motta. Il popolo del web, soprattutto, è impazzito e sui social si è scatenato con commenti efferati ed ironici. Alle polemiche ha risposto De Rossi: "In questa Nazionale tecnicamente nessuno la merita più di lui. Ha vinto tutto, ha un'esperienza assoluta e di livello internazionale. Certo, per caratteristiche non è un Baggio o un Totti ma ognuno dev'essere se stesso. Chi lo deride ci faccia due palleggi insieme e poi si sciacqui la bocca". Ad ogni modo il tempo delle polemiche e delle ipotesi è finito, domani la parola spetterà al campo.
Author: Vincenzo Monetti

 
   
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