Euro 2016, verso gli ottavi: Croazia-Portogallo ed Inghilterra-Islanda
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Croazia-Portogallo. Piazzatasi a sorpresa prima della Spagna, la Croazia arriva agli scontri diretti con certezze corroborate dall'ottimo girone e da un gioco valorizzato dai suoi talenti tecnici. L'unico dubbio per la formazione di Čačić – ed è un grosso "se" – riguarda le condizioni di Luka Modrić, l'uomo in più della prima fase insieme ad un Perišić messo finalmente in condizione di dare il meglio. L'assenza del regista del Madrid non ha influito sul risultato contro gli iberici, sebbene le sue geometrie appaiano essenziali e per l'economia del gioco e per scardinare le resistenze dei non irreprensibili lusitani. È proprio il cammino nella fase a gruppi a segnare il solco dei pronostici tra le due squadre. Il Portogallo giunge agli ottavi con un ruolino di tre pareggi ed un terzo posto in un girone tutt'altro che complesso, piazzamento che in altre circostanze sarebbe valso l'eliminazione. Gli uomini di Fernando Santos hanno mostrato lacune strutturali assai evidenti, sebbene la qualità individuale della Seleção das Quinas sia tra le più alte della competizione. Nell'ultima gara contro l'Ungheria è stato Ronaldo a caricarsi sulle spalle il peso di un destino che appare mastodontico per compagni o troppo giovani o non ancora all'altezza delle grandi ribalte.
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La chiave e i potenziali match winner. Luka Modrić sarà ancora la testa di ponte per le velleità continentali dei Vatreni, tinte di fulgida speranza da un tabellone che sembra voler spalancare soprattutto a loro le porte della finale di Saint Denis. Probabile anche il recupero di Mario Mandžukić, ben sostituito comunque da un Kalinić apparso in gran spolvero contro la Spagna. Il Portogallo si avvicina al match con pochi punti fermi e la frustrazioni di una manovra finora asfittica, cui la solita valvola Ronaldo sarà chiamato a dare sfogo. Se la Croazia dovesse interpretare la gara così come fatto contro gli iberici, le speranze dei lusitani andrebbero ad affievolirsi. A favore di questi ultimi una maggiore dinamicità rispetto ai cugini, grazie alla effervescenza di un centrocampo assai giovane e fresco. Ecco perché gli strappi potrebbero rivelarsi la contromossa decisiva rispetto al furore croato, sempre sperando che per Cristiano sia una giornata prolifica.
 
Inghilterra-Islanda. Il pari con la Slovacchia ed il conseguente secondo posto nel girone hanno relegato la selezione dei Tre Leoni nella parte più antipatica del tabellone. In realtà, nessuna delle tre partite precedenti è stata una scampagnata per gli uomini di Hodgson, chiamati spesso a scollinare vette disegnate dai propri limiti artificiosi. I due pareggi con Russia e Slovacchia, sebbene in parte rocamboleschi, hanno fatto il paio con la vittoria contro il Galles, giunta all'ultimo respiro dopo una gara davvero complicata. Troppi gli uomini bolsi, non molte le idee per sfondare e gran parte delle fiches puntate sulla verve di Alli e la sfrontatezza di Dier. Ecco perché l'avversario degli ottavi non è tra i migliori che potessero capitare. L'Islanda vista fin qui merita applausi scroscianti, e non merita invece l'etichetta retorica della sorpresa, almeno per chi scrive. L'organizzazione e la concentrazione difensiva della squadra di Lagerbäck sono infatti tra le migliori in assoluto dell'Europeo. L'aggressività, l'attitudine a restare corti e i movimenti collettivi sono debitori della recente epopea tedesca; le trappole che scattano – per gli avversari – quando gli isolani sono in non possesso hanno un qualcosa di "cholista". Un capolavoro tecnico che poteva riuscire solo grazie ad una programmazione seria ed alla preparazione dello staff tecnico islandese.
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La chiave e i potenziali match winner. Difficile trovare una testa d'ariete negli inglesi, finora a passeggio grazie alle folate dell'estemporaneità. Rooney è ormai un mediano, Sturridge non parte coi galloni del titolare. Ecco che la differenza dal lato britannico potrebbero farla Alli ed il maggior tasso tecnico individuale, vera cartina tornasole in sfide apparentemente piantate a terra. L'Islanda proverà ancora a replicare la sua eccellente fase di non possesso ed a pungere in contrattacco con le ottime spaziature fin qui viste, ideali per mettere in crisi un reparto – la difesa inglese – molto fisico ma anche macchinoso.
 
   
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