Coronavirus, Cittadinanza Attiva: "Chiarezza sull'assistenza a casa dei malati"live
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alerno. Lettera aperta ai vertici dell'ASL Salerno e al Sindaco di Salerno per chiedere come intendono organizzare l'assistenza domiciliare ai pazienti che hanno contratto il Coronavirus e che sono in cura nelle proprie abitazioni e al contempo hanno avanzato alcune proposte. Margaret Cittadino, Vinicio Colangelo e Grazioso Trotta, per conto di Cittadinanza Attiva e del Tribunale dei Diritti dei Malati, hanno quesiti ben precisi: "Quale tempistica - si legge nella missiva - pensate di avere per l'attuazione delle unità di cura domiciliare. Quale rapporto tra medici ed infermieri pensate sia ottimale per ogni unità e quante unità intendete attivare su Salerno e negli altri distretti. Quale dotazione strumentale pensate sia ottimale per ogni unità per il raggiungimento dell'obiettivo terapeutico assistenziale ed epidemiologico. A questo proposito a noi sembrerebbe opportuno dotare l'Unità di Crisi seguendo le buone pratiche già adottate di un numero adeguato di tamponi per poter velocemente individuare ed isolare anche gli asintomatici o parasintomatici. Dotare di un ecografo almeno con due sonde per poter monitorare eventuali versamenti polmonari e cardiaci, provette per poter effettuare prelievi ed eroga, l'occorrente per poter effettuare terapia precoce con farmaci e schemi terapeutici già utilizzati in ambito ospedaliero oltre strumenti ordinari quali sfignomamometri, fonendoscopi e termometro frontale". "Dicono gli esperti - conclude Cittadino - virologi e infettivologi, che la terapia precoce a domicilio riduce gli episodi gravi del 30%, evita ingolfamento al Pronto Soccorso e alle terapie Intensive, accelera i processi di guarigione per la riduzione di infezioni ospedaliere e per la riduzione del dolore da solitudine. Per questi motivi sono fondamentali la velocità di intervento, diagnosi e terapie appropriate e tenere presente la fondamentale importanza della medicina territoriale e di comunità. Uniti ce la faremo". Anche l'associazione Memoria in Movimento, in una sua nota, si è associata all'appello.
 
   
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