Racconti dalla Quarantena, "Domenica d'inverno" di Maria Rita Cuccurullo
Salerno News
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on solo Coronavirus. Arrivano in redazione i contributi alla nostra rubrica "Racconti dalla quarantena", uno spazio di testimonianze e di ricordi che IRNO.IT ha intenzione di raccogliere come diario comune di questi lunghi giorni di speranza, attraverso i pensieri e le esperienze quotidiane di tutti noi. I racconti, accompagnati dalle emozioni e dalle riflessioni, le poesie, i fatti o gli aneddoti casalinghi, saranno pubblicati sul quotidiano IRNO.IT. Ma anche storie nate dalla fantasia di questi giorni. I testi, inediti, dovranno avere una lunghezza massima di 30 righe (2 mila caratteri, spazi inclusi), riportare nome, luogo e data ed essere inviati via email a redazione@irno.it (oggetto: "Racconti dalla quarantena"). Inoltre, il testo potrà essere accompagnato da una foto o da un disegno (max 1) da allegare all'email. Non ci sono limiti di età. Di seguito il prezioso contributo.

RACCONTI DALLA QUARANTENA

Domenica d'inverno
Salerno News
Anche oggi Amelia si è svegliata in quel silenzio amplificato dal rumore assordante del vuoto intorno - Che giorno è? - Si chiede paralizzata da una solitudine profonda. - Cosa fare? - Pensa tra sé e sé. Una gelida domenica di marzo che avanza timida come un sipario sul tempo. Un tempo che si è fermato al frenetico brulicare di gente in città fino a pochi giorni prima. Inverosimile! L'eco sommessa dei suoi dubbi si insinua in quel sentire angosciante che finisce con il placare il tumulto dell'anima. Si solleva un'incertezza fatta di speranza e amarezza. Amelia si affaccia alla finestra, il freddo immediatamente le sfiora le gote calde, un brivido forte, la strade vuote, deserte, un pallido sole di uno scorcio d'inverno. La tristezza riga i suoi occhi. Sola. Amelia è davvero sola. Da quando ha lasciato Sandro, la sua vita è cambiata. È uscita da un pericoloso incubo fatto di frustrazioni, sensi di colpa, angosce, per ritrovarsi completamente sola. Sola a fare i conti con pregiudizi e riflettori sempre accesi su una storia singolare ma vissuta intensamente per anni senza un futuro. Ora si ritrova a ricucire i pezzi di un passato ridotto a brandelli e senza la forza di ricominciare. Intanto, rimuginando ancora sulle offese subite, ripiega vestiti tentando di mettere le mani in quel disordine lasciato da Sandro. Intanto scorrono i titoli dei notiziari, per niente confortanti. Le restrizioni sono severe. Il pericolo del contagio è alto. Occorre restare a casa. Una situazione delicata. Una condizione resa ancora più sconcertante da una sconfitta personale grande. Eppure, in Sandro, Amelia ha riposto le sue attese, la sua vita e ora a trentacinque anni senza un lavoro, senza una meta, si trova a dover ricucire la trama della sua vita. A riprendere in mano il timone in un momento in cui tutto è fermo, bloccato, paralizzato. Un momento in cui la percezione del presente assume margini confusi, dove tutto il precostituito si è trasformato, lo scontato è diventato fragile, alcune certezze sono come crollate, frantumate. La vita con la sua frenetica dinamicità ha gettato la maschera di normalità rallentando fino a quasi a fermarsi. Strano! - Mi affaccio alla stessa finestra - realizza Amelia - e lo stesso brulicante andirivieni del tempo improvvisamente frena - Lo stesso pensiero di Sandro perde d'intensità in una domenica che diventa sempre più silenziosa, sempre più assente. - Che ne sarà di me? Che ne sarà di noi? - Si interroga incredula. Il desiderio che tutto ritorni alla normalità prende forma insieme al rumore dei suoi passi dentro casa. I ricordi cominciano a vestirsi di speranza. La speranza di un domani. Un domani senza Sandro. Un domani vero. Un domani da "ri-amare"
Maria Rita Cuccurullo
Nocera Inferiore (SA)
 
   
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