Racconti dalla Quarantena, "La luce tornerà" di Maria Villani
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on solo Coronavirus. Si apre la rubrica "Racconti dalla quarantena", uno spazio di testimonianze e di ricordi che IRNO.IT ha intenzione di raccogliere come diario comune di questi lunghi giorni di speranza, attraverso i pensieri e le esperienze quotidiane di tutti noi. I racconti, accompagnati dalle emozioni e dalle riflessioni, le poesie, i fatti o gli aneddoti casalinghi, saranno pubblicati sul quotidiano IRNO.IT. Ma anche storie nate dalla fantasia di questi giorni. I testi, inediti, dovranno avere una lunghezza massima di 30 righe (2 mila caratteri, spazi inclusi), riportare nome, luogo e data ed essere inviati via email a redazione@irno.it (oggetto: "Racconti dalla quarantena"). Inoltre, il testo potrà essere accompagnato da una foto o da un disegno (max 1) da allegare all'email. Non ci sono limiti di età. Di seguito un prezioso contributo, tutti gli altri possono essere letti cliccando qui.

RACCONTI DALLA QUARANTENA

La luce tornerà
Talvolta la scrittura, la musica o l'arte, nel suo senso più ampio, appaiono un faro luminoso in una notte buia.
Quando la tempesta vive interiormente e ti invade tutto lo spazio dell'anima, in tal caso cerchi una qualche possibilità di evasione dall'inferno che ti abita dentro. In quel periodo il nostro piccolo protagonista era completamente sbandato.
Vincent lo aveva chiamato sua madre alla nascita, sperando che questo nome gli sarebbe stato di buon auspicio. Eh sì, il piccolo avrebbe avuto bisogno di Fortuna, quella vera, visto che già nel grembo materno era rimasto orfano di padre.
Poi era nato ed il suo sorriso aveva già trasmesso immensa gioia alla madre. Ce l'avrebbero fatta a superare ogni difficoltà nella vita, perché li univa un amore fortissimo. Tuttavia quell'anno, maledetto anno bisestile, 2020, era iniziato malissimo. Una terribile epidemia si era diffusa in tutto il mondo, e anche nel loro meraviglioso paese di mare, ove vivevano.
Come si chiama questo luogo natio di Vincent?
Si tratta di Paestum, una località turistica del Cilento, di fama internazionale.
Loro vivevano in una casetta semplice, poco distante da mare, sicché il piccolo e sua madre si recavano ogni giorno in spiaggia, a respirare iodio e a nutrire l'anima godendo di quella magnifica vista.
Dal marzo 2020 la scuola fu chiusa e Vincent rimase a casa.
Il piccolo di soli dieci anni cadde nello sconforto e cominciò a trovare un unico piacere, giocare con la playstation. Stava attaccato a quella macchina ogni santo momento della giornata, a volte saltava pure il pranzo, avendo perso ogni altra gioia della vita. Sua madre era in ansia e non riusciva a persuadere il figlio a parlare un po' con lei. Era divorata dai sensi di colpa: perché gli aveva comprato quello stupido gioco.
Passò quella primavera, colma di angoscia.
Nel mese di giugno, era il 16, il giorno del suo compleanno, Vincent si svegliò dal tedio virtuale. "Mamma, ho voglia di abbracciarti!". Corsero verso la spiaggia.
Maria Villani
Nocera Inferiore (SA)
 
   
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