Racconti dalla Quarantena, "Pagine di un diario" di Maria Rita Cuccurullo
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on solo Coronavirus. Si apre la rubrica "Racconti dalla quarantena", uno spazio di testimonianze e di ricordi che IRNO.IT ha intenzione di raccogliere come diario comune di questi lunghi giorni di speranza, attraverso i pensieri e le esperienze quotidiane di tutti noi. I racconti, accompagnati dalle emozioni e dalle riflessioni, le poesie, i fatti o gli aneddoti casalinghi, saranno pubblicati sul quotidiano IRNO.IT. Ma anche storie nate dalla fantasia di questi giorni. I testi, inediti, dovranno avere una lunghezza massima di 30 righe (2 mila caratteri, spazi inclusi), riportare nome, luogo e data ed essere inviati via email a redazione@irno.it (oggetto: "Racconti dalla quarantena"). Inoltre, il testo potrà essere accompagnato da una foto o da un disegno (max 1) da allegare all'email. Non ci sono limiti di età. Di seguito un prezioso contributo, tutti gli altri possono essere letti cliccando qui.

RACCONTI DALLA QUARANTENA

Pagine di un diario
Salerno News
Vagava sola per casa. Era veramente sola Livia. Le sue giornate erano sempre uguali, il peso del silenzio riempiva le stanze e le pareti rimbombavano di quell'- eco strana e angosciante, le sirene delle ambulanze, il fruscio del vento forte."Il vuoto e la mancanza di radici diventano un male che fa paura più del buio. E in questo solitario scorrere d'un tempo già avaro di socialità imposto da un'emergenza non comune un nodo stringe la gola, toglie il respiro". Era da poco trascorsa la festa della donna, il suo compleanno Livia l'aveva festeggiato in videochiamata con le poche amiche, quelle storiche. Andrea, nemmeno una telefonata, figuriamoci! D'altronde la sua vita sentimentale ormai era al capolinea. Viveva nella casa lasciata dai genitori. Una casa piccola ma accogliente, anzi addirittura ingombrante in una situazione in cui ogni spazio le parlava di Andrea. Trascinare avanti un rapporto per inerzia, per timore della solitudine era mortificante. Relegare il suo mondo in un brandello di amore era poco dignitoso. Livia lo sapeva, lo sapeva benissimo. La quarantena trascorreva con mestizia in una speranza che svegliava i suoi giorni con il leggero bagliore mattutino che filtrava dai vetri del balcone in una monotonia scandita dai rumori remoti di un silenzio anomalo, rigoroso. Le usciste contemplate per gli acquisti di prima necessità con gli appositi dispositivi rappresentavano le uniche possibilità di incontro con persone anonime in fila, con identità appiattite e sguardi interdetti, smarriti nel vuoto. Vite sospese tra il cupo grigio di un cielo incerto e un'imminente primavera vestita di un lento, timido alito di speranza. "I giorni trascorsi a casa non sono uguali per tutti. E' in situazioni come queste che la solitudine apre quelle ferite che né il tempo, né i pochi affetti possono colmare". Livia lo avvertiva e la sera sul divano nel ricomporre i suoi pochi abiti e i pensieri, continuava a riempire le pagine di quel diario di carta satinata che amava tantissimo. "Quando la vita ti ha dato tanto e tu alla vita hai dato un senso, nonostante tutto, allora l'impotenza diventa ancora più arrendevole. E ancor di più la mancanza di un'identità si apre come una voragine profonda e non sai a cosa aggrapparti. Si, perché si annaspa in quell'incognita che la vita ti ha assegnato e con la quale convivi. Avverti il peso dell'assenza di legami, quelli profondi, quelli che ti riconoscono, quelli che ti appartengono. Allora ti aggrappi ai legami acquisiti nel corso del tempo lungo il meraviglioso viaggio della vita. Importanti. Sicuramente. Ma ti manca un pezzo, per davvero! Ti mancherà sempre! La situazione legata all' emergenza Covid 19 nella sua drammaticità ha rafforzato valori importanti, l'essenzialità dell'esistenza, ha impoverito le futilità e le evanescenti superficialità dell'apparire. Alla fine di questa battaglia contro un imperdonabile, invisibile nemico, dopo tante vittime, tanto dolore, la speranza di un mondo migliore e la consapevolezza che la condivisione solidale può portare lontano, rimarranno per sempre dentro di noi. Tanta sofferenza non lascia indifferenti." Terminava con queste considerazioni la pagina del suo diario quella sera, una sera come tante, in cui apprese che Rossella, l'amica di sempre, era risultata positiva al test Covid-19. Fu l'ultima pagina, quella ferma al 22 marzo 2020. Un'altra incancellabile lacrima. Tra quelle che lasciano solchi incolmabili.
Maria Rita Cuccurullo
Nocera Inferiore (SA)
 
   
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