Antonio Lorenzon, il MasterChef romantico: "La cucina è arte"
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oma. Grande successo di pubblico e riscontri social per la nona edizione di MasterChef Italia in onda su Sky Uno (la finale ha toccato punte del 4,55% di share). Ad aggiudicarsi la più attesa tra le gare tra i fornelli Antonio Lorenzon, 44 anni, originario di Bassano del Grappa (Vicenza), di professione art director. Ha conquistato 100.000 euro in gettoni d'oro e la possibilità di pubblicare il suo primo libro di ricette, ma, dopo la finale del cooking show, ha ottenuto anche un altro romanticissimo "premio": mentre tutta la Masterclass e i tre giudici Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli erano in festa per lui, Antonio si è inginocchiato davanti al compagno Daniel chiedendogli di sposarlo. Daniel ha detto "sì". Il neo campione ha conquistato i tre Chef stellati con il menu "Vita, vecchi ricordi", un tributo al suo passato, fatto di affetti familiari e tradizioni radicate e condivise, rivisitato con slancio innovativo. Come antipasto, "Baccalà e i suoi amici", una rivisitazione in chiave moderna del baccalà alla vicentina, che faceva la sua mamma, dunque su spuma di cipolla con crosta di polenta e caviale. Come primo, "Dal Grappa al Brenta", per ricordare le domeniche trascorse in famiglia a raccogliere funghi: un risotto ai porcini, uova di trota affumicate e gel di Amarone della Valpolicella. A seguire, "L'alba di settembre", un secondo a base di pernice, che rimanda alle battute caccia di caccia del papà, dunque con finferli, cipollotto fresco e tartufo nero. Infine, il "Dolce bosco" come dessert, una meringa alle nocciole con gelato al pepe di Sichuan, salsa di lamponi e mousse al cioccolato. Una conclusione migliore non poteva esserci per Antonio che ai nostri taccuini ha ripercorso le tappe salienti pre, durante e post MasterChef svelando anche qualche inedito particolare:

• Da cosa nasce e come si sviluppa la passione per la cucina?
"La mia passione per la cucina nasce sin da bambino. I miei genitori lavoravano e, quando è venuta a mancare nonna, che fino ad allora aveva cucinato per me, ho dovuto iniziare ad arrangiarmi. Questa necessità, con il passare del tempo, è diventata una passione, che poi è cresciuta sempre più".

• Come è nata l'idea di partecipare a MasterChef? Ci avevi pensato già dopo le prime edizioni di cui conoscevi già qualche partecipante?
"L'idea di partecipare a MasterChef nasce perché volevo riconquistare me stesso. Prima di partecipare ai casting, stavo attraversando un periodo in cui avevo perso un po' di autostima, avevo bisogno di nuovi stimoli per dimostrare a me stesso che ero in grado di fare qualcosa. E MasterChef, in questo senso, mi ha aiutato tantissimo. Prima di quest'anno non ci avevo mai pensato".

• Con quale spirito è iniziata la tua avventura davanti alle telecamere? I tre giudici mettono soggezione? Sensazioni ed eventuali aneddoti
"Quando si aprono le porte per entrare nella cucina del programma neanche ti rendi conto delle telecamere. Sei talmente agitato e concentrato su quello che devi fare, anche perché vedi i giudici e sai che sei di fronte a tre numeri uno, che le telecamere diventano l'ultimo dei tuoi pensieri. All'inizio, hai un po' di soggezione nei confronti dei giudici: sono lì, davanti a te, e sono lì per giudicare appunto. È il loro lavoro. Ma poi impari a conoscerli meglio e tutti i loro consigli, ma anche i loro rimproveri, sono preziosissimi e ti aiutano a crescere e a migliorarti".

• A quale maestro di cucina nazionale ed internazionale t'ispiri?
"Prima di MasterChef seguivo molto Igles Corelli ed Alessandro Borghese. L'esperienza di MasterChef, grazie alla presenza di ospiti di primissimo livello, nazionali e internazionali, mi ha permesso di conoscere tantissimi altri Chef e ora li seguo sui loro canali social e sono tutti per me fonte d'ispirazione".

• Come si è sviluppato il rapporto umano con gli altri concorrenti? A quale resterai più legato? Chi pensi possa emergere nel settore pur non avendo vinto?
"Io sono andato d'accordo con tutti. E tutti erano carini con me. Mi sono divertito con tutti, davvero. Sono stato benissimo per tutto il tempo di questa esperienza. Sono rimasto molto legato a Davide, Luciano, Giulia e Nicolò, ma sento spesso anche a Marisa, Maria Teresa, Domenico, Francesca… Insomma, ancora oggi sono praticamente in contatto con moltissimi miei compagni della MasterClass. Sono assolutamente convinto che tutti loro siano dei talenti e mi auguro che ognuno di loro possa realizzare i propri progetti".

• Quale prova ti ha messo più in difficoltà e quale più esaltato?
"La prova che mi ha messo più in difficoltà è stata l'ultimo Invention Test. Dovevamo confrontarci con la replica di un piatto stellato dello chef Paolo Casagrande, tre stelle Michelin con il suo ristorante Lasarte a Barcellona, ospite appunto della finale. A me era toccato il secondo e non è stato facile. La prova più esaltante, invece, è stata l'esterna a Vico Equense. E' stata una prova stupenda".

• Quale tipo di piatto vorresti affinare nella preparazione e quale è stato da sempre il tuo cavallo di battaglia?
"Il mio cavallo di battaglia è da sempre il risotto. È un primo piatto che mi piace tanto fare e che mi viene anche bene. Vorrei specializzarmi di più sui secondi piatti e, in particolare, sulle carni".

• In quale momento hai pensato di fare la proposta di matrimonio?
"La proposta di matrimonio era già in programma. Avevo deciso di farla indipendentemente dalla vittoria, appena eliminato, in qualunque puntata fosse successo. Piano piano, però, sono arrivato in finale. E mi sono detto: non posso aspettare la prossima puntata. Sarà oggi. E ho messo l'anello in tasca. Ma non sapevo se poi l'avrei fatta effettivamente in studio o magari a puntata finita. Ho pensato: vediamo come va. Se arriva il momento giusto lo faccio, altrimenti lo faccio dopo, in albergo. Il momento è arrivato. Ed è stato bellissimo così".

• Se dovessi trasferirti all'estero, in un paese lontano, dove lo faresti e dove apriresti magari un ristorante?
"Il mio sogno è quello di aprire una locanda di qualità in Costa Azzurra. È un posto che piace a me e a Daniel (con cui è insieme da ben 18 anni, ndr) e speriamo di poter realizzare questo progetto in futuro".

• Come è stato il ritorno alla quotidianità e come si svilupperà ora il binomio art director-MasterChef?
"Si tratta di un binomio con tanti punti in comune. Il mio lavoro e la cucina mi piacciono entrambi proprio perché in entrambi devi essere creativo. Anche in cucina ci vuole arte, sia nella realizzazione dei piatti sia nella preparazione e nell'allestimento della tavola. Quindi è un binomio che spero di portare avanti anche in futuro".

• Eventuali programmi futuri
"Oltre al sogno della Costa Azzurra, c'è anche quello di aprire prossimamente un Bed&Breakfast con cena inclusa a Bassano del Grappa, con pochi posti. Io mi occuperei del menu e dell'arredamento, Daniel della parte amministrativa. C'è poi il mio libro, "Una Cucina diversa - 8 menù per ricevere con stile" (Baldini+ Castoldi), e, infine, appena sarà possibile, mi piacerebbe fare anche dei live cooking".
 
   
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