Esclusiva, Eleonora Cadeddu: "Dopo Annuccia voglio far conoscere me e i miei sogni"
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oma. Il cielo sul capo degli artisti e dei lavoratori del mondo dello spettacolo, dagli attori/attrici al dietro le quinte, inizia leggermente a schiarirsi ma le nubi addensatesi nell'ultimo anno e mezzo non sarà facile diradarle in breve tempo. Ed allora per gli artefici di questo settore così intrigante, affascinante ma anche complicato non resta che fare di necessità virtù, dando sfoggio alla propria creatività e tesaurizzando il tempo per farsi trovare pronti alla prima chiamata utile. Un esempio lampante arriva da un enfant prodige della tv tricolore, Eleonora Cadeddu, ai più nota come Anna "Annuccia" Martini di Un Medico in Famiglia. Una rapida escalation quella della giovane classe '95, di chiare origini sarde ma frutto dell'unione di un fantino milanese e madre altoatesina. Ne abbiamo provato a ricostruirne attraverso varie istantanee la road map direttamente dalla sua stessa voce.

"Il mio primo film probabilmente è stato proprio il modo con cui sono arrivata al "Medico" - racconta sorridente ai nostri microfoni - Mia madre era segretaria presso un'agenzia pubblicitaria e televisiva e ebbe l'occasione di far fare un provino per mio fratello Micheal (il Ciccio della fiction, ndr). Non potendo lasciarmi sola, avendo a disposizione anche l'alloggio, decise di portarmi con loro seppur titubante: al massimo trascorriamo un week-end a Roma, si pensava. Io avevo 2 anni, la produzione era alla ricerca di un profilo simile ma con determinate caratteristiche, soprattutto doveva essere tranquilla per agevolare il lavoro di tutti. Date le varie combinazioni, perchè non provarci si chiese mia madre? Probabilmente avvantaggiata dalla presenza di mio fratello, ero tranquilla e naturale tanto da catturare la loro attenzione e fare alla fine il pacchetto completo di famiglia. Fratelli nella vita reale, fratelli nella serie. Essendo piccolissima, poi, per me davvero non c'è stata grossa differenza tra la mia famiglia d'origine e quella d'adozione televisiva. Ed a prescindere Libero, Lele e tutti gli altri sono stati effettivamente un nonno, un padre e affini per me".

Un rapporto d'affetto che va avanti nel tempo, posato sulle solide basi costruite in anni ed anni di set. E c'è chi ancora spera che possano ritrovarsi almeno un'altra volta tutti insieme: "Sarebbe bello avere un finale, chiudere un cerchio che per noi e per il pubblico ha rappresentato una fetta di vita - prosegue Eleonora - D'altronde una vera e propria conclusione non c'è stata...In ogni caso noi attori siamo sempre gli ultimi a sapere le cose, non sarà facile ma non poniamo limiti alla provvidenza".

La pausa da Poggio Fiorito è stata foriera di tanti cambiamenti nella sua vita quotidiana: "Finito il liceo mi sono posta la fatidica domanda. Cosa fare da grande? Cambiare strada o inseguire altra passione? La risposta non è mai facile ma tirando le somme ho deciso di iscrivermi ad un Accademia di Teatro per capire dal profondo come era fatto questo mondo. Provenivo da una realtà ovattata come quella di "UMIF" e sentivo l'esigenza di dover arrivare preparata a nuove esperienze. Tre anni di Accademia consapevole che studiando e dando il meglio di se si può andare avanti, si può lottare per i propri sogni e obiettivi. Certo, ora siamo in una fase di stasi, il nostro settore è tra i più colpiti dalla pandemia e per restare sul pezzo ci vuole una corazza forte ma non per questo ci demotiviamo. C'è sempre da aggiornarsi, c'è sempre da apprendere. Mi tengo operativa con l'Università, provini alternativi, creando contenuti. Il punto di arrivo non è fare il film ma prepararsi al meglio per poterlo fare".

Al cinema, in tv come al teatro senza dimenticare una parentesi musicale: "Con le note ho avuto un rapporto divertente già all'interno del "Medico" con Giulia Luzi e Geko poi ho avuto l'occasione attraverso di esse di viaggiare, conoscere e duettare con artisti di spicco come Amedeo Minghi (nel brano "L'amore mio per sempre"). Ma non è la musica la mia strada, solo una lieta parentesi. Prima del Covid insegnavo teatro nelle scuole - aggiunge l'Annuccia nazionale - Una bella opportunità di confronto che ora è bloccata ma contiamo magari di riportare in auge il prossimo anno. Sarà uno dei tanti progetti da riprendere insieme ad altre avventure da esplorare. Qualsiasi forma di espressione, che possa essere anche la radio o un programma televisivo, non escludo nulla. Necessario è che mi faccia stare bene, che mi si cucia addosso".

In conclusione, Eleonora analizza l'evoluzione del suo rapporto con i social: "E' nato con avversione e scetticismo - confida - Sono figlia di 'fama' analogica, attraverso la carta stampata e la tv. Partivo dal presupposto di essere gelosa della mia vita privata così come quello di non dover mostrare e dimostrare nulla. Con il tempo ho imparato ad adattarmi ai tempi, sono entrata in questo circus con ritardo, capendo che sarebbe stato sciocco restare ancorati al passato. Ovviamente va tutto canalizzato e usato nel modo opportuno, trovare il modo di comunicare ed esprimersi con la gioia che deve contraddistinguere la quotidianità. Io ho trovato questa diramazione, questa via di autostrada per offrire uno spaccato della mia vita e provare a cogliere le occasioni che da questo caleidoscopico mondo possono uscire. Più si è poliedrici, più si può vivere. L'importante è restare sempre coerente con me stessa".
 
   
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