Esclusiva, Franco Ricciardi: "Io e la musica un unico cuore che batte forte"
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apoli. "Abbiamo bisogno di sorrisi, di tornare ad abbracciarci. Che Dio ce la mandi buona". Parole e musica di Franco Ricciardi tra i più apprezzati e stimati cantautori napoletani che ai nostri microfoni ripercorre le tappe salienti di una parte della sua ricca e produttiva carriera. Da 34 anni sulle scene, quella di Franco è una storia di arte e passione che si mixano come nei migliori cocktail, adeguandosi all'evoluzione dei tempi. "Se non avessi fatto il cantante avrei fatto...il cantante" ama ripetere e spiega anche il perchè: "La musica è qualcosa che hai dentro ed io questa esigenza l'ho avvertita sulla mia pelle da sempre. Indubbiamente il fatto di iniziare a cantare nelle recite scolastiche, l'aver convinto mia madre ad iniziare un percorso di studi a 11 anni con il maestro Gennaro Esposito a San Giovanni a Teduccio mi ha indirizzato ulteriormente ma mi piace definirmi autodidatta. Ognuno ha un suo approccio diverso, la ricerca del suono e del gusto cambiano a seconda di varie circostanze: ecco perchè la teoria è importante ma mai quanto seguire l'istinto". L'asse musica-cinema-tv è caratterizzante dell'excursus professionale di Franco Ricciardi: "L'antipasto è stato offerto dal secondo posto al primo vero programma musicale su Rai 2, si chiamava "Clap Clap" con la conduzione della Boncompagni. Quello tra musica e grande schermo è un binomio che prevede tanti incastri perfetti, io sono onorato di poterlo sperimentare. A partire da "Reality" di Garrone con il quale si è instaurato un rapporto di grande stima e collaborazione professionale. Con lui ho coronato il sogno di calcare il red carpet del Festival di Cannes. Così come con i Manetti Bros che mi hanno spalancato le porte del Festival di Venezia e il David di Donatello per la miglior canzone, 'A verità', colonna sonora del film "Song e' Napule" e ripetermi qualche anno dopo con il secondo David anche da attore per "Ammore e Malavita" nel ruolo di Gennaro. Mi piace portare avanti collaborazioni che vanno oltre l'aspetto prettamente professionale e che in quell'ambito possano lasciare il segno. Con la regia di Romano Montesarchio abbiamo lavorato ad un Docufilm, prodotto da Bronx Film e Rai3 Cinema, che ha ricevuto il target di interesse culturale e presto vedremo trasmesso proprio sulla terza rete nazionale. Ringrazio tutti coloro i quali mi sono trovato sulla mia strada, ognuno di loro e in ogni ambito mi ha lasciato e mi lascerà qualcosa di importante e costruttivo".

Il marchio di Franco Ricciardi lo si trova inequivocabilmente anche nelle quattro stagioni di Gomorra: "Hanno scelto loro di utilizzare i miei brani e questo non può che inorgoglirmi - prosegue - Stesso discorso potrei fare per la pubblicità del profumo di Dolce e Gabbana dove presto la mia voce con "Tu vuò fa l'americano". E poi tra le altre il jingle di Made in Sud e non ultima la colonna sonora del film di Giampaolo Morelli "7 ore per farla innamorare", ossia "Primmavera". Ma lo si rintraccia anche nelle innumerevoli collaborazioni con artisti tanto di fama quanto di giovani emergenti. L'elenco è lunghissimo, tra i vari e più recenti si citano Rocco Hunt, Clementino, Guè Pequeno, Ivan Granatino, Enzo Dong ma per la lista completa potrebbe non bastare una pagina di giornale: "Mi piace definirmi un loro padre musicale o ancor meglio un amico, attraverso queste varie sinergie mi è possibile sperimentare nuovi generi. La musica è evoluzione e io sono come i bambini quando ricevono un giocattolo: mi piace sperimentare e divertirmi con gli strumenti che al momento posso utilizzare. La musica è un'università della vita dove gli esami non finiscono mai. I talent/reality musicali? Sono un'opportunità e per tale vanno sfruttati senza andare fuori tema, chi ha capacità emerge comunque ma un contesto del genere può aiutare soprattutto in termini di visibilità".

Un capitolo a parte lo merita il rapporto speciale con Gigi D'Alessio: "Dopo il mio primo disco del 1986 Gigi è stato il mio primo produttore nell'88 quando è venuto alla luce l'album "Un salto nell'amore". Ed è stato con me che ha cantato per la prima volta, occupandosi prima solo di produzione e arrangiamenti. Nel tempo poi ognuno ha preso la sua strada professionale ma abbiamo sempre camminato su binari univoci, legati da una profonda amicizia e collaborando sempre in maniera efficace. Uno degli esempi più freschi e lampanti è nell'ultimo album di Gigi ("Buongiorno") con due brani ("Buongiorno" e "A riva 'e mare"), uno dei quali condiviso con tanti giovani artisti rapper. La musica napoletana ha un valore intrinseco molto forte e sono contento che si sia finalmente sfatato il mito del dialetto in tv o davanti al grande pubblico. E' stata una sorta di grande rivincita cantare per noi all' "Arena" di Verona e avere la standing ovation. E' ora di finirla con questi stupidi stereotipi, l'Italia è bella tutta, la Terra è bella tutta e la stanno distruggendo senza rendersi conto che prima o poi passeranno tutti ad altra vita".

In conclusione Ricciardi fa il punto sulla situazione attuale e le complicazioni causate dal Covid: "Mi viene difficile rispondere in maniera argomentata su come si possa uscire da questa impasse nel nostro settore. La crisi è lapalissiana ma se neanche chi ci governa sa come venirne fuori, figuriamoci noi artisti. Diciamoci la verità, eravamo e siamo tutti impreparati, ad oggi non mi sento di dire 'facciamo riprendere i concerti' visto quanto accade e cambia di giorno in giorno. Entrando nello specifico ho contribuito volentieri alla manifestazione "Invisibili" a sostegno di tutti i lavoratori dello spettacolo. Quello che mi preme sottolineare è come i più colpiti sono quelli il cui volto non è noto ma fanno un lavoro massacrante per mantenere le rispettive famiglie, penso ai tecnici, ai responsabili delle strutture, agli operai ma anche a chi vende panini e caramelle prima di un evento. C'è un mondo intero dietro un singolo che ci mette la faccia, sono loro i primi a dover essere tutelati". Lo sguardo al futuro deve essere, però, ottimistico: "Le parole chiave sono #credere ed #amare - conclude Ricciardi - Credere nelle proprie passioni ed amarle nonostante le difficoltà, dunque nella musica. I giovani hanno comunque la possibilità di creare e ricercare, reinventarsi e studiare per poi partire in quarta non appena si potrà".
 
   
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