Esclusiva IRNO.IT, intervista alla campionessa di volley Martina Guiggi
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ilano. Prima puntata di una serie di speciali che IRNO.IT, in esclusiva per la Campania, dedicherà ad atleti di successo dello sport italiano e a personaggi rampanti del mondo dello spettacolo. La regular season è appena terminata: per il volley femminile è tempo di play-off scudetto e all'appello non poteva mancare la Mc Carnaghi Villa Cortese, autentica corazzata della pallavolo europea. Tra le punte di diamante della squadra guidata dall'esperto Marcello Abbondanza, c'è, senza ombra di dubbio, la centrale Martina Guiggi, un belvedere per gli amanti delle schiacciate. L'atleta toscana, plurimedagliata a livello internazionale, con grande umiltà e professionalità si è sottoposta in esclusiva alle nostre domande, facendo il punto sulla situazione attuale dello sport italiano e sulle tappe principali che hanno segnato, fino ad ora, la sua brillante carriera.

- Il mondo dello sport italiano viene spesso e volentieri identificato col calcio marcio di oggi e, di riflesso, si parla di crisi di valori ed identità generale. Dall'alto della tua lunga esperienza come vivi questo confronto esasperato? «Credo che non ci possa essere un vero e proprio confronto: il calcioè sicuramente lo sport piu seguito in italia ed ha i suoi pro ed i suoi contro. E' vero che ultimamente non si sentono cose molto confortanti da questo ambiente ed anche per questo che secondo me e' importante sensibilizzare e incentivare di piu i giovani a praticare sport sani come ad esempio il volley che offrono modelli ed esempi positivi ».

- Negli ultimi anni hai avuto la possibilità di esprimerti sia in nazionale che nella squadra di club su importanti palcoscenici internazionali. Che differenza di ambiente, cultura e mentalità hai, eventulmente, rintracciato? «Il volley di alto livello ha caratteristiche comuni sia nei tornei internazionali sia in club di prima fascia: l organizzazione il pubblico i servizi per gli atleti e la pubblicità. E' chiaro che in nazionale la visibilità aumenta a dismisura sia per quel che concerne gioco sia a livello di sensibilizzazione del pubblico perchè si hanno mezzi diversi rispetto ai club. Per quanto riguarda cultura e mentalita' sicuramente il Giappone rappresenta la nazione dove il volley è pane quotidiano ».

- Dalla Polisportiva Pecciolese al sogno mondiale del 2007. Avresti mai immaginato un percorso simile? C'è qualcuno a cui sei particolarmente grata per aver raggiunto simili livelli? Cosa ne è attualmente delle prime compagne di schiacciate? «Sicuramente devo ringraziare la Polisportiva Pecciolese che mi ha stimolato ad arrivare in alto, sopratutto nelle persona di Eleonora Panaiotti, la mia prima allenatrice e compagna in Serie C. Lei mi ha spronata insegnandomi ad amare questo sport. Le altre compagne? Alcune si sono sposate ed hanno costruito una nuova vita imperniata sulla famiglia nella mia bellissima Toscana, altre hanno continuato a giocare o insegnare il volley ».

- Sette anni di successi a Pesaro poi il passaggio a Villa Cortese. Come immedesimarsi in una nuova realtà dopo aver "fissato le tende" in quella squadra? «Sette anni sono a dir poco volati. A Pesaro sono stata benissimo sia per la citta' sia per la societa' formata da persone splendide con le quali ho condiviso tante vittorie! Ho scelto di cambiare squadra per ritrovare stimoli e fare nuove esperienze, credo che nel nostro lavoro sia fondamentale! E non mi posso lamentare: per adesso devo dire che sta andando tutto alla grande, sono contenta di aver fatto la scelta giusta ».

- Ogni anno, in particolare nelle categorie inferiori, molte squadre si dissolvono per mancanza di supporti comunali e impossibilità di allenarsi. Cosa suggerisci alle ragazze che sognano di intraprendere la tua strada per poter conseguire certi risultati senza perdersi nell'illusione o farsi demoralizzare da eventi esterni? «Purtroppo le difficoltà delle amministrazioni ci sono sempre state e ci saranno sempre, anche se lo sport è uno dei punti fondamentali su cui bisognerebbe investire per i nostri bambini. Quindi io esorto le famiglie ad essere disponibili con i figli e accompagnarli anche in una palestra piu lontana e scomoda, ma dar loro la possibilità di praticare ugualmente lo sport che amano, palestra di vita ».

- Iniziative ludiche, benefiche, curiose che hanno riguardato il mondo della pallavolo, le squadre in cui hai militato e te in particolare e magari sono passate in secondo piano. Obiettivo Londra. «Ogni anno sia dalle societa' che dalle singole atlete vengono portate avanti tantissime iniziative benefiche e di sensibilizzazione verso i giovani nelle scuole e negli ospedali e purtroppo non vengono pubblicizzate a dovere. Anche se credo fortemente che la beneficienza sia una cosa molto personale ed ognuno deve viverla in modo privato e sincero, l' importante e' che ognuno la faccia, per quelli che sono i propri mezzi e tempi. Io, ad esempio, ho partecipato a delle attività sopratutto con dei ragazzi meno fortunati di me e ne sono felice. Olimpiade: una parola, un sogno! Lavorerò duramente e sarò a disposizione del mister al 100%. E' una delle esperienze piu belle che abbia mai provato e vorrei ripeterla quest estate!!!! Ora non mi resta che incrociare le dita ».

Non resta che incrociarle insieme a lei per far si che il sogno azzurro possa avverarsi di nuovo per una delle atlete nostrane che più e meglio incarnano i valori di lealtà e professionalità sportiva oltre che dotata di un elevento tasso tecnico. Ringraziamo Martina Guiggi per la disponibilità, augurando alla Mc Carnaghi Villa Cortese (buona partenza con Piacenza, 16 punti per Martina, nda) un percorso netto fino all'ultimo set della finale.
 
   
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