Esclusiva, Simone Gianlorenzi: "La musica filo conduttore della mia vita in rock"
Salerno News
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oma. Vivere la musica e per la musica come fosse un film girato in prima persona. E' questo il must che meglio può descrivere l'escalation artistica e professionale, parallelamente anche umana, di Simone Gianlorenzi, stimato chitarrista e compositore. Le cronache quotidiane lo hanno conosciuto come il marito di Stefania Orlando, terza classificata nell'ultima edizione extralarge del GF Vip. Ma Simone la sua fama l'ha costruita tappa dopo tappa, scalata dopo scalata, con la farina del suo sacco. E' lui stesso ai nostri microfoni a ripercorrerne i punti salienti, partendo dagli albori: "I miei genitori non erano appassionati di musica, a pensare che in casa non avevamo neanche lo stereo, al massimo il mangiadischi - ricorda - Il mio primo contatto con la musica è avvenuto grazie alle sigle dei cartoni animati ma l'imprinting vero è proprio me lo ha dato l'autoradio. Avevamo due "cassette", il Best Off di Battisti e La Voce del Padrone del compianto Battiato, quanto bastava per ascoltare "a manetta" queste note meravigliose. Essendo nato a ridosso dei primi anni '80 e appassionandomi ben presto al cinema, era inevitabile non rimanere attratti da pellicole quali Flash Gordon, Highlander, Ritorno al futuro il cui comun denominatore dal punto di vista musicale era costituito da colonne sonore rock e dai primi accenni di chitarra elettrica. Penso a Queen, ai Van Halen (i miei primi idoli): impossibile non essere rapiti dalla magia di questi suoni e provare a farli propri un giorno. Col tempo anche la frequentazione con mio cugino più grande ha influito, ascoltavo ciò che piaceva a lui: Vasco, i Litfiba per restare in Italia, i Marillion ma soprattutto gli U2 che divennero ben presto il mio grande riferimento".

La svolta grazie ad un regalo per la cresima, il primo walkman: "Questo ha cementato ulteriormente la mia simbiosi con la musica, la voglia di addentrarmi nella riproduzione sonora ma anche nell'interpretazione testuale. Ma la spinta fondamentale mi è stata offerta da una manifestazione studentesca nella mia città, Orvieto. Vedevo ragazzi della mia età suonare e mi dicevo: 'io non voglio essere giù ad ascoltare, ma sul palco ad animare la folla proprio come loro'. Arriviamo così al '91 ed alle prime esperienze da rockettaro anche se è dal '97 che possiamo calendarizzare il vero e proprio esordio professionale".

Un background fornito che acquisisce ancor più valore dalla strada precisa che intraprende Gianlorenzi, quella di insegnare: "Volevo essere il maestro che io non ho avuto, non avendo studiato ovviamente con strumenti moderni che allora non erano ancora su piazza - continua - Mi documentavo continuamente su tecniche e cultura, ho iniziato su assist di un amico con un paio di bambini poi mi sono ritrovato a riempire la giornata per tutta la settimana in varie accademie". Il sogno prende forma, arrivano le prime serate ed i concerti, la possibilità di insegnare nella scuola dove si è diplomato, di scrivere sulla rivista preferita (Chitarre), l'approdo da prof. alla Lizard e punta di diamante a suon di rock, pop, jazz e blues di altre scuole di musica: "Arriviamo al 2005 e mi fermo un attimo, avverto l'esigenza di fare di più. Ed il grande passo arriva venendo preso quasi istantaneamente dopo l'invio del curriculum all'Università della Musica di Roma dopo aver spedito cassette in tutta Italia. Essere sul registro docenti è stato qualcosa di fantastico, dal sapore di consacrazione. Faceva piacere sapere di essere conosciuto per quanto prodotto in precedenza. Allora ero ancora pendolare, ricordo ancora la sensazione, il senso di rivalsa avuto nello scendere dal treno e dirigermi verso la metro con la chitarra con tutti gli altri a trainare la '24 ore'. Un anno dopo arriva la chiamata per formare una band nell'ambito di un progetto di Stefania Orlando, un altro piccolo-grande passo in avanti che ha raggiunto il culmine con il fidanzamento e tanti anni di amore prima del fatidico matrimonio con quella che è la sua compagna di vita. Ovviamente mi sono trasferito a Roma e iniziato nuovamente ad entrare in contatto con tante realtà ad ampio respiro".

Si susseguono così collaborazioni con artisti di assoluto spessore: "Orgoglioso e fortunato di aver suonato con Gatto Panceri, Loredana Errore, Daniele Luttazzi, Gerardina Trovato, di aver preso parte al musical 'Mamma Mia', di essermi affacciato in tv ad accompagnare grandi artisti. Nella vita bisogna sempre trovarsi al posto giusto, al momento giusto. E vado fiero di insegnare musica ad un Conservatorio, quello di Salerno, pur non avendo fatto il conservatorio da giovane". Il culmine raggiunto affiancando in tour i Gemelli Diversi ed Anastacia, l'ultimo dei quali lo scorso anno in Olanda per quattro mesi: "Tornato dai Paesi Bassi è iniziato il lockdown, a differenza di tanti altri dopo tanta fatica ero davvero felice di dedicarmi a me stesso e ritagliarmi del tempo alle mie produzioni insieme a Stefania - sorride Simone - Ho definito il secondo album che segue "About Her", preparato gli altri tre e grazie alla partnership con Nartico dato alla vita Babilonia". Il tormentone che vede protagonista la moglie è stato lanciato in orbita durante il GF, contribuendo a dare ulteriore visibilità alla Queen di Cinecittà: "Volevamo aspettare la sua uscita dalla casa ma il prolungamento del programma ci ha suggerito di anticipare i tempi, poi ovviamente appena Stefania è rientrata a casa abbiamo realizzato il videoclip ufficiale e completato il quadro. Ora siamo pronti a 'spaccare' anche con il secondo brano che si chiamerà Bandolero".

Un successo social ma anche radiofonico quello di Babilonia. Ma come si vedrebbe Simone con le cuffie dietro la vetrata tipica di una radio? "Non ci ho mai pensato, potrebbe piacermi se fatta in un certo modo. Non sono il prototipo dello speaker moderno ma di quello di un tempo, quello che vuole parlare di musica ma spiegarla anche. Un qualcosa di nicchia tipo Radio Virgin, Rock, Freccia: perchè no". E la tv? "Discorso più o meno analogo. Non mi ci vedo in ruoli diversi da quello che so fare ne ho mai pensato di fare televisione se non per quello che può attenere all'aspetto musicale. Ad esempio un programma nelle vesti di coach o da 'regista' nel dietro le quinte potrei valutarlo. I reality ed i talent? Assolutamente a favore. Credo tanto nel concetto di meritocrazia e chi riesce ad appassionare il pubblico, alla fine giudice supremo, vuol dire che ha talento. Amici, X-Factor, The Voice e così via offrono una possibilità di farsi conoscere a tanti ragazzi che prima non avrebbero avuto, si investivano soldi senza progettualità. Ed in questo aiuta molto anche lo streaming, la digitalizzazione. E poi i talent non sono gli unici a fornire gli artisti del futuro ne costituiscono equazione matematica di successo garantito. Basti vedere l'ultimo Festival di Sanremo quanti "sconosciuti" ha offerto al grande pubblico. Basti pensare ai vari Motta, Calcutta, Levante, Brunori: sono partiti dal nulla, non dalla tv. E come dimenticare l'esempio di Niccolò Fabi che non ha mai seguito alcun mainstream nel suo pedigree". Ed ovviamente l'ascesa dei Maneskin, freschi vincitori dell'Eurovision: "Sono molto contento, per l'Italia ma soprattutto perchè ha vinto un brano rock che rende onore e merito alla nostra categoria che non è solita affermarsi in queste competizioni. Ad avvalorare ulteriormente il successo il fatto che artisti in carne ed ossia si siano serviti solo di basso, batteria e chitarra: niente elettronica, niente computer e dunque modernità. E' stato riportato in auge il concetto che la musica si fa insieme, non davanti ad un monitor come di solito succede e ne abbiamo avuto dimostrazioni a Rotterdam con voci filtrate e cantanti che sfruttano le basi preparate ad hoc dai produttori. Spero ci sia un ritorno al contatto umano non solo a livello sociale ma anche e soprattutto musicale, con note composte e veicolate dall'essere umano, dalla band. Quindi, al di là del lato soggettivo di gradimento degli artisti e della canzone, ciò che mi preme sottolinere è dal versante oggettivo che ha vinto la Musica con la M, cantata e suonata da persone in carne ed ossa".

In questi giorni, Gianlorenzi ha assaggiato l'aria dei primi concerti Covid free, esibendosi con Fernando Alba in un locale con posti contingentati, tampone offerto e distanziamento: "Una timida ma incoraggiante ripartenza dopo mesi bui - chiosa - Ma vedo contestualmente anche tanta frenesia. Preferisco che le cose vadano fatte cum grano salis, non disperdiamo inutilmente forze per poi doverci trovare tra qualche mese di nuovo punto e a capo. Se per i grandi eventi dobbiamo pazientare un altro po', facciamolo. Almeno quando si ripartirà, in sicurezza, nessuno potrà poi più fermarci. Il mio pensiero va piuttosto a chi la faccia non ce la mette ma è fondamentale per chi lo fa. Gli artisti hanno la possibilità di reinventarsi, scrivere, sfruttare a proprio favore il fattore casalingo mentre tecnici, fonici, operatori, insomma tutto il backstage è tenuto in gabbia senza aiuti concreti. E' per loro che mi auguro si possa ripartire nel modo più giusto e corretto possibile, evitando di sprofondare nel baratro". Simpatico, ironico, estroso: Simone Gianlorenzi è pronto a regalare nuove emozioni...in note.
 
   
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