Estate 2021, tra sprazzi di normalità, vaccini e viaggi last minute: il reportage
Salerno News
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oma. Il clima, in gran parte d'Italia, è rimasto estivo fino a pochissime settimane fa e soprattutto al Sud più di qualcuno non ha rinunciato all'ultimo tuffo prima di accendere stufe e camini o far fronte agli ingenti danni causati dal ciclone che ha colpito ad esempio la Sicilia. La neve alle porte non spegne mai la voglia di mare, tra un post ricordo sui social e qualche depliant da sfogliare per il futuro, e soprattutto quella di un'estate che "vorremmo non finisse mai". Magari non come quella del 2020 ma in parte come quella del 2021 che seppur con restrizioni più o meno limitate ha continuato a scombussolare e non poco i piani vacanza degli italiani, alle prese con i postumi dei vari lockdown e con la paura, spesso inconscia, del contagio da Covid 19 nonostante i vaccini. Eppure si è tornato a respirare aria di libertà con il cielo sempre più azzurro per le imprese sportive tricolori dagli Europei alle Olimpiadi. Nonostante tutto l'estate in tempo di pandemia carne a cuocere sotto il sole dei riflettori social e non solo ne ha messo tanta, soprattutto in salsa italiana. La parte del leone l'ha fatta la politica con tante chiacchiere da bar ed una nuova campagna elettorale che ha preceduto le amministrative di ottobre. In chiave musicale prosegue a distanza la sfida tra i tormentoni che hanno fatto capolino in Italia e all'estero e che passeranno alla storia per aver allietato (almeno in parte) la stagione più inedita senza la possibilità di assistere a concerti. A contendersi il primato volti noti o giovani al gran debutto, italiani e stranieri: dal "Pistolero" di Elettra Lamborghini a "Ti raggiungerò" di Fred Di Palma passando per i tormentoni made in Amici "Malibù" e "Lady" di Sangiovanni, "Loca" di Aka7Even, "Las Vegas" di Tancredi, "0 passi" di Deddy e le varie "Mohicani" e "Mambo salentino" di Boomdabash, "Open Bar" de Il Pagante, "Playa" di Baby K, "Marea" di Madame, "A un passo dalla luna" di Rocco Hunt e Ana Mena, "Makumba" di Noemi. Insomma, un cocktail micidiale a tutte note da poter gustare ovunque e senza obbligo di mascherina. Colonne sonore delle innumerevoli storie che ormai viaggiano a mille su Instagram, Tik Tok ed altri social più che nei cuori delle persone.

LA PALLANUOTO IN VACANZA: Estate no stop per la Pallanuoto che oltre al modesto settimo posto del Settebello alle Olimpiadi di Tokyo, ha visto concludersi a stagione inoltrata i campionati giovanili e gli Europei di categoria tenendo legati gli atleti agli appuntamenti agonistici con pochissimi giorni di riposo a disposizione, considerando anche la ripresa di scuole e università oltre alla partenza della nuova stagione. Ma ciò non ha impedito alle grandi interpreti della Waterpolo di potersi concedere fughe evasive e meritato relax alla scoperta di incantevoli posti all'estero o in Italia. Nel primo caso la meta preferita è stata la Grecia, in pole position rispetto alle pur frequentate Baleari, come testimoniato dal tour da brividi di Roberta Santapaola, Carolina Ioannou ed Isabella Riccioli con gli amici Andrea e Federica: Grotte Blu, Spiaggia del Relitto, Porto Limnionas, Grotte di Keri, Isola di Marathonisi, Laganas, Spiaggia di Gerakas per due settimane dagli scenari mozzafiato e viste paradisiache. Nel secondo caso si è registrata una massiccia presenza in Sicilia oltre a chi ha preferito rimanere fedele alla terra d'origine come la Liguria o il litorale laziale, senza disdegnare una puntata in Sardegna. Non è mancata anche la tappa d'arte e gusto tra Napoli, Capri, la Costiera Amalfitana e quella sorrentina, pochi giorni sufficienti per godere di immense bellezze naturali come capitato a Matilde Risso prima di far ritorno in Romania insieme alle fide Chiara Tabani, Gaia Lanzoni e Giulia Viacava. Ovunque siano state, il comun denominatore resta sempre uno: l'elemento vitale chiamato acqua.

ANIMAZIONE, QUANDO IL GRUPPO FA LA DIFFERENZA: A differenza dell'estate del 2020, negli alberghi e nei villaggi visto l'allentamento delle restrizioni, hanno potuto nuovamente esibirsi dopo aver superato le difficoltà legate ai corsi di formazione a distanza e seppur in forma limitata, gli artisti della stagione, gli animatori in grado di dare quel quid in più al relax o al divertimento di giovani e meno giovani. A tal proposito abbiamo raccolto il parere di Gianmaria Santapaola, giovane catanese di scena con un super team targato Jolly Animation sull'Isola di Albarella: "Ho iniziato a fare animazione 4 anni fa grazie ad un consiglio di un mio caro amico il quale aveva già provato quest'avventura prima di me - il suo preambolo storico - La mia prima esperienza è stata a Bibione, una cittadina in provincia di Venezia, in un hotel 5 stelle come tecnico audio-luci e dj, molto stressante a livello mentale ma anche molto educativa e formativa. L'anno successivo la stessa agenzia mi contattò per un'altra struttura sempre a Bibione, ma stavolta in un villaggio internazionale con molte più persone soprattutto straniere e il mio ruolo restava sempre il dj ma con l'esperienza fatta l'anno precedente ho potuto dare un contributo anche a livello tecnico. I lavori come animazione ovviamente sono sempre stagioni a tempo determinato per cui decisi durante i periodi invernali di partire per Londra per seguire un'altra mia passione che è la carriera del Bartender ed approfondire l'inglese per poter lavorare al meglio in qualsiasi luogo. Quest'anno nonostante il Covid e le difficoltà avendo saputo della mia carriera da pallanuotista sono stato contattato per lavorare come responsabile sportivo all'Isola di Albarella, un isoletta artificiale situata in Veneto dove i controlli per il Covid (vaccino, tamponi e così via) erano all'ordine del giorno. La mia esperienza nel campo dell'animazione e sviluppatasi anche in altri campi mi ha permesso di entrare tranquillamente in quella che era l'intera sfera riservata all'animazione. Le giornate per me erano un susseguirsi di attività sportive. Mattina e pomeriggio con anche ritagli di tempo per l'organizzazione di tornei di molti sport da me stesso praticati come Beach Volley, Pallanuoto, Beach Soccer e molti altri. Durante quella che era la nostra pausa pranzo preferivo allenarmi in palestra con dei ragazzi del cast artistico che mi seguivano e allenavo personalmente, avendo avuto qualche esperienza come personal trainer. Nonostante il Covid, rispetto agli altri anni per me è stata un bell'esperienza perché facevo quello che più mi piaceva soprattutto la sera perché lì in Isola la sera organizzavamo anche molti spettacoli con ballerini, cantanti e performer dove io mi occupavo del settori luci, ovviamente sempre per il pubblico c'era l'ingresso in teatro rispettando le norme vigenti come il Green Pass o il tampone. Sperando che questa storia del Covid finisca al più presto se l'anno prossimo mi garantissero una bella stagione come quella passata, non nascondo l'idea di poter valutare seriamente l'offerta.. Anche perché a livello di staff potrebbe esserci un ingrandimento e se mi dovessi ritrovare uno staff meraviglioso come quello di quest'anno con cui ho passato momenti indimenticabili le probabilità di una mia conferma si alzerebbero di certo. A questo punto colgo l'occasione per ringraziare le sorelle Contesi (Katya e Giusy), coreografe d'eccezione e mie grandi amiche, Domenico Visone, il capo villaggio dell'Isola che mi ha supportato e sopportato e tutto lo staff dell'animazione e del cast artistico con cui ho condiviso tutti i momenti e le esperienze belle o brutte che siano!".

LE TESTIMONIANZE: Il Covid ha rappresentato un duro ostacolo a chi il divertimento o la pausa estiva l'ha meritata dopo una stagione difficile tra studio e lavoro, tra Dad e smartworking. E aperto un dibattito sui vaccini e l'uso del Green Pass. Ma andiamo con ordine: "Con l'arrivo del Coronavirus studiare è stato davvero complicato! Mi sono, come tanti altri studenti, ritrovata rinchiusa in una stanza in cui svolgevo la maggior parte della mia vita quotidiana. - racconta Marta Novello, da Venezia - La concentrazione inizialmente era carente, anche se con l'arrivo della Dad devo dire è migliorata. Studio Scienze della Comunicazione e sono al terzo anno. La mia passione nei confronti dello studio è emersa solo negli ultimi anni di liceo ma da quel momento ho capito che nom volevo più fermarmi. Ho sviluppato una grande curiosità nei confronti di tutto ciò che si potesse imparare dai libri e tutt'ora sono soddisfatta della mia scelta. Da piccola la la mia aspirazione era quella di fare la pasticciera ma, per quanto io abbia portato avanti questa mia passione, ora mi ritrovo immersa in un ambito completamente diverso. Guardando avanti il mio sogno è quello di diventare organizzatrice di eventi, e spero che i sogni e la realtà possano combaciare, ovviamente aiutati da una buona dose di impegno! La prima estate dopo l'arrivo della pandemia ho evitato grandi spostamenti se non all'interno della mia regione e una piccola fuga in Sardegna a metà luglio. L'estate successiva invece ho optato per delle vacanze all in Emilia Romagna, restando comunque in Italia. Con il senno di poi sono contenta delle mie scelte avendo visto tanti dei miei coetanei tornare positivi al Covid dalle vacanze all'estero. Ho effettuato entrambe le dosi del vaccino nonostante ci siano ancora molto dubbi a riguardo. Credo che un po' di protezione in più non guasti. Onestamente parlando ho vissuto la movida sia in Veneto che in Emilia Romagna e devo dire che di controlli ce ne sono stati davvero pochi. Il Green Pass mi è stato chiesto solo all'ingresso di un concerto. Le discoteche erano ovviamente chiuse ma sono state ricreate situazioni molto simili nei locali all'aperto. Personalmente avrei sottoposto a maggiori controlli l'ingresso nei locali notturni, anche se all'aperto. Ho trovato ridicolo il fatto di abbassare la musica in certi locali solo per far sì che la gente tornasse ai propri tavoli, quando poi un paio di minuti dopo la musica tornava ad essere alta e la gente di nuovo in piedi. Amo viaggiare e quando c'era la possibilità di farlo in sicurezza ho girato quasi tutta l'Europa. Essendo una persona curiosa apprezzo sia viaggi di tipo istruttivo che viaggi relax. Credo che la combo perfetta sia quella che fa combaciare le due tipologie. Sono stata a Santo Domingo e oltre a rilassarmi nelle spiagge ho avuto modo di girare parte dell'isola attraverso varie escursioni. Credo che queste abbiano arricchito il mio viaggio perché oltre ad avermi mostrato dei posti incantevoli, mi hanno fatta stare a contatto con la gente locale e mi hanno aiutata a conoscere ancora meglio la loro lingua. Credo che un viaggio lo si costruisca in base alle proprie curiosità e alla propria voglia di mettersi in gioco! Negli ultimi due anni purtroppo non ho viaggiato fuori dall'Italia, ma il nostro è un paese così bello che vale la pena vedere in lungo e in largo! Detto ciò, - conclude - aspetto con ansia che la situazione sia più tranquilla e poi sicuramente ricomincerò a viaggiare!".

Viaggia con la mente e con il corpo Rebecca Filoramo, da Milano: "Sin dalle superiori sapevo che la mia passione per le lingue straniere sarebbe continuata nel tempo e avrebbe determinato il mio percorso di studi universitario. Ora sono una studentessa al terzo anno della facoltà di Mediazione Linguistica e Culturale all'Università Statale di Milano. Da piccola, essendo una grande amante della natura, come quasi tutti i bambini sognavo di lavorare con gli animali e di fare la veterinaria. Crescendo, però, mi sono resa conto che la mia vera passione è viaggiare, mettermi in gioco entrando in contatto con culture e lingue diverse dalla mia. Se parliamo di sogno inteso come un concetto puramente utopico e fantastico e di desiderio come un qualcosa di più concreto (una sorta di aspirazione), sono fermamente convinta che non esistano sogni irrealizzabili. C'è sempre un punto, un'idea iniziale da cui bisogna partire. Mi è sempre stato insegnato che ciò che conta è l'impegno e la passione che si mette in ciò che si fa, senza lasciarsi intimorire dagli ostacoli che inevitabilmente si incontrano". La giovane meneghina aggiunge: "Avevo appena iniziato il primo anno di università quando, dopo soli 4 mesi, tutti noi studenti abbiamo dovuto rinunciare a una delle parti fondamentali del percorso scolastico/universitario: il rapporto umano. Ognuno ha dovuto farsi forza e adattarsi a quel nuovo stile di vita con la speranza che fosse solo temporaneo. Non nego che ci siano stati anche dei lati positivi nel seguire le lezioni da casa (chi rinuncerebbe alla comodità di svegliarsi 15 minuti prima di una lezione rimanendo comodi in tuta ed evitando le corse per prendere la metropolitana?). Indubbiamente il tempo da dedicare allo studio era aumentato ma, a lungo andare, l'impossibilità di svagarsi e di prendersi una pausa tra un esame e l'altro mi hanno messa a dura prova, soprattutto dal punto di vista emotivo. Avendo sostenuto il mio ultimo esame della sessione estiva il 26 luglio, sentivo il bisogno di staccare dallo studio, di godermi l'estate e di rilassarmi. Non mi sono mai privata di nulla a causa del Coronavirus. Ho organizzato la mia estate tenendo conto delle varie restrizioni ma senza rinunciare a prendere un aereo/treno e a vivere nuove esperienze".

"Il Coronavirus ha influito molto negativamente nell'organizzazione del mio studio, poiché paradossalmente mi sono accorta che più tempo avevo a disposizione e meno concentrazione e costanza avevo nello studiare. - esclama Rebecca Marinelli - Credo che la routine sia funzionale ad organizzare, anche solo mentalmente, le cose da fare. Sono una studentessa di Scienze della Comunicazione, mi laureerò il prossimo novembre. La scelta di questo percorso universitario è stata abbastanza casuale in quanto non era originariamente la mia prima scelta. Sono un'appassionata di cinema e teatro, ho studiato tre anni recitazione e il mio sogno fin da bambina è sempre stato quello di inseguire questa strada; per una serie di fattori, personali e non, ho deciso comunque di aprirmi una strada secondaria, un piano B. Ho scelto questa facoltà poiché mi permetteva di studiare a livello teorico sia il cinema che il teatro e allo stesso tempo poteva aprirmi uno sbocco lavorativo interessante e personalmente stimolante. Come detto il mio sogno fin da bambina è quello della recitazione; oltre ad aver già fatto, qualche anno fa, un provino per il Centro Sperimentale, dopo la laurea ho intenzione di trasferirmi a Roma per continuare il mio percorso universitario e cominciare più concretamente ad inseguire il mio sogno. Sì, il mio sogno è anche il mio desiderio più grande (e l'unico che esprimo sempre prima di spegnere le candeline, anche se non andrebbe rivelato)". Sulla stagione: "Ho deciso di trascorrere le mie vacanze in Italia, sia per una questione di prevenzione sanitaria sia per sostenere, ognuno nel nostro piccolo, il nostro paese. Sono da sempre favorevole al vaccino e appena ne ho avuto la possibilità l'ho fatto, credo che sia veramente l'unica strada percorribile per un ritorno graduale alla normalità".

Ricco di spunti anche il commento di Claudia La Firenze dalla Puglia: "Dopo un altro anno di lockdown e continue restrizioni, ho sperato in un'estate più libera e spensierata. Verso la fine di luglio io e la mia famiglia abbiamo visitato il Kenya. È stato un viaggio incredibilmente intenso, circondati da meravigliose spiagge di sabbia bianca, dalla natura, dalle molteplici specie di animali e dal mare cristallino. È un'esperienza che penso ripeterei altre mille volte, una realtà diversa e che consiglio a tutti di visitare. Questa vacanza mi è servita per staccare un po' dal mondo reale e dalla vita, sempre se così può essere ancora chiamata, di tutti i giorni, poiché credo che difficilmente torneremo alla normalità. "Scherzo...parlavo di 3 anni fa...e chi sta partendo più, solo nei sogni! Sicurezza? A mio parere, una parola un po' troppo esagerata. Non credo esisti più la sicurezza, anzi penso che da due anni a questa parte a causa del virus, sia diventato tutto un rischio. Rispetto all'estate scorsa, nella mia città sono cambiate molte cose, forse anche a causa del Green Pass, ormai necessario e con il quale è stato praticamente reso obbligatorio il vaccino. Io personalmente sono favorevole. I vaccini proteggono da Covid19 ed evitano lo sviluppo di forme gravi di malattia, salvando vite. Li ritengo uno strumento fondamentale a nostra disposizione nella lotta contro il virus". Sul suo pedigree artistico aggiunge: "Ho scelto la moda perché è una passione che avevo sin da piccola. Amavo le passerelle, i tacchi, i trucchi, i vestiti. Quando mi preparavo e mi specchiavo, sognavo di poter sfilare su quelle passerelle che amavo così tanto; e così quando ne ho avuto l'opportunità, ho colto al balzo l'occasione senza farmela scappare. Si dice "trova un lavoro che ami e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua". È da 15 anni a questa parte, infatti, che vinco concorsi, sfilo, partecipo a interviste e programmi televisivi. Da piccola sognavo di avere una attività tutta mia e finalmente quest'anno con la mia prontezza e vivacità, ne ho creata una partendo da zero e divenendo una piccola imprenditrice. Attualmente sono fiera di me e di ciò che ho realizzato". Tornando al tema portante: "Io amo viaggiare, è una passione che ho coltivato sin dalla mia tenera età, grazie anche al mondo della moda che mi ha portato a più esperienze e luoghi da visitare. Si può viaggiare per molti motivi, infiniti interessi, per ampliare la propria cultura, per ritrovare se stessi e per innumerevoli altri casi. Viaggiare in una meta che desidero davvero, significa per me iniziare a viaggiare mesi e mesi prima, anche con la fantasia. Per me non è importante nè la destinazione, nè la finalità con il quale si compie un viaggio, ma ciò che conta davvero nel viaggio è il viaggio stesso".

Sui controsensi e i paradossi della movida ai tempi del Covid si è espressa nella sua analisi Barbara Caiazzo: "Il Coronavirus ha sicuramente modificato le abitudini di tutti noi. Il punto principale che è stato intaccato è quello economico e di conseguenza, vi è stata una minor disponibilità di spesa da parte degli italiani. Per quanto tutti necessitino di vacanza, quest'anno ci siamo sicuramente limitati rispetto agli anni precedenti e le nostre ferie estive sono state più contenute. Personalmente - racconta - mi sono dovuta accontentare di qualche giorno di mare, un po' per paura, un po' per possibilità economiche ridotte. È stata un'estate diversa, più frenata, più controllata, più limitata. La disponibilità nei ristoranti e bar è sicuramente diminuita, i locali notturni all'aperto hanno cambiato il modo di vivere la discoteca e di conseguenza, tanti di noi hanno deciso di evitarli. Molte attività sono state frenate e molte altre hanno dovuto usufruire della cassa integrazione per non sopperire; il lavoratore pertanto si è trovato lo stipendio ridotto o nullo e ha dovuto confrontarsi con questa nuova realtà che probabilmente non aveva mai vissuto, come noi giovani lavoratori. Il vaccino è sicuramente il modo più sicuro ed efficace di affidarsi alla scienza, la mia posizione a riguardo è di fiducia e speranza che la collaborazione di tutti possa ridurre, se non rimuovere radicalmente, il virus. Sull'offerta ricreativa e la movida di Milano si potrebbe scrivere un libro. C'è chi ha effettivamente rispettato la capienza ridotta e chi ha fatto orecchie da mercante a riguardo. Sicuramente, passare in corso Como nelle sere d'estate, ha fatto fare un salto nel passato creando una parvenza di normalità, che a mio parere, spaventava. Era palese che il distanziamento sociale non venisse rispettato. Per quanto riguarda le discoteche, aperte solo quelle con spazio all'aperto, non è stato possibile ballare, ma ci si è limitato a pagare un tavolo bevendo stando seduti, di conseguenza è stato più facile preferire un semplice locale con meno gente. Durante i pochi giorni di vacanza ho preferito uscire a cena in tranquillità, piuttosto che pagare per entrare in una discoteca, quindi non posso giudicare l'offerta. Mi è capitato però di entrare in un ristorante al chiuso con richiesta di Green Pass all'ingresso ed effettivamente mi sono sentita più protetta, sapendo che tutte le persone intorno a me fossero vaccinate. Sicuramente i ristoratori hanno rispettato questa regola, ma ne sono stati sicuramente penalizzati quelli con pochi posti a sedere; dovrebbero avere tutti un dehor abbastanza grande e ben coperto, ora che arriva la stagione invernale, per permettere a tutti di sedersi. Per quanto riguarda i bar nei centri commerciali, che adottano una tipologia di "selezione" differente, trovo che sia assurdo permettere a chi non mostra Green Pass di consumare al bancone e per gli altri la possibilità di sedersi. Avrebbe più senso sicuramente allontanare chi non provvisto di certificato verde per salvaguardare il personale e le persone intorno in fila".

"Purtroppo vista la situazione non ho prenotato viaggi all’estero, ho fatto una settimana in Sardegna, che è stata la metà di molti italiani infatti era molto affollata e qualche weekend qua e là in Liguria - la considerazione della genovese Alina Cappiello, molto attiva in ambito sociale e con un gran numero di seguaci sui social - Non è stata l’estate migliore della mia vita ma siamo fortunati con i posti che abbiamo vicino quindi non ci possiamo lamentare. Ho lavorato molto sul social nonostante la pandemia anzi forse più di prima. Sono vaccinata, sicuramente le discoteche e ristoranti sono le attività che hanno risentito di più del Covid, molti posti non lo chiedevano perché altrimenti sarebbero stati vuoti e avrebbero fallito, comprensibile... altri invece erano molto ligi alle regole: ognuno ha fatto una scelta a sè".

"Nonostante la paura di questo virus, che mi caratterizza, questa estate sono riuscita a fare qualche giorno di vacanza, rispettando le restrizioni che non hanno impedito il mio divertimento. Sicuramente ho prediletto una vacanza più tranquilla e ho evitato di prendere aerei o traghetti o di andare all'estero. Avendo casa in Liguria, ho preferito andare lì, ho frequentato spiagge e ristoranti, sempre mantenendo le distanze e seguendo le regole. Ci si adatta a tutto, soprattutto per una questione così delicata. - il commento di Elisa Marchisoni - Per quanto riguarda la posizione sui vaccini, non mi sentirei di esprimere giudizi a livello generale, ma semplicemente, a livello personale, penso valga la pena fidarsi della scienza, in quanto nutro la speranza che possa aiutare a debellare completamente questo brutto mostro, che ha limitato e condizionato le nostre vite per due anni. Per quanto riguarda il lavoro: per fortuna lavoro per una grossa azienda che tratta servizi essenziali, quindi non ci siamo mai fermati. Non ho vissuto la situazione come tante persone, come il mio fidanzato, che hanno dovuto fermarsi, chiudere attività e così via. Il mio lavoro non è cambiato di molto, usiamo, come tutti, mascherine, gel e plexiglass, ma il resto è rimasto identico. Personalmente sono favorevole al Green Pass e limitazioni varie, in quanto speranzosa e fiduciosa che tutto stia per terminare e che l'economia possa riuscire a riprendersi più in fretta possibile, lasciando alla storia questo periodo terribile e aiutandoci a tornare alla vita normale. Per quanto riguarda le vacanze, il Green Pass non era ancora obbligatorio in tantissimi posti e, quindi, ho notato che in tanti locali, ma anche solo camminando nei centri storici delle varie città, poche volte le norme anti-Covid venivano rispettate. Tavoli attaccati ai ristoranti, gente ammassata. Sicuramente tante attività che si occupano di divertimento, come le discoteche, hanno risentito più di altre. Ho fatto la barista nei locali per tanti anni e so quante spese e quanti sacrifici ci siano dietro attività come queste. Mi aspettavo, da parte dello Stato, un aiuto in più. Non sono ancora andata in discoteca dopo la recente riapertura, ma personalmente non mi sento ancora pronta di assumermi il rischio di stare in un ambiente chiuso insieme e vicina a tante persone. Nonostante io abbia nostalgia delle passate serate. È una situazione complicata e trovo che la coperta sia troppo corta per far contenti tutti. È giusto che ognuno agisca secondo il proprio pensiero, sempre rispettando gli altri".

"Purtroppo il Coronavirus ha influito nell'organizzazione della mia vita in generale, per quanto il mio lavoro, lavorando in una palestra purtroppo siamo stati i primi a chiudere e gli ultimi a riaprire, ma da quando abbiamo riaperto fortunatamente stiamo lavorando tantissimo", spiega Viviana. "Per quanto riguarda le vacanze, sono solita andare all'estero ma negli ultimi 2 anni sono stata costretta a rimanere qui in Italia, felice ugualmente perché il nostro paese ha tanti bellissimi posti da visitare. Sul vaccino e l'uso del Green Pass sono favorevole, purtroppo potrebbe essere l'unica soluzione per evitare altre chiusure e diminuzione dei contagi, non abbiamo altre scelte quindi penso sia giusto farlo e di conseguenza sono favorevole al certificato rafforzato. Infine penso che le attività che ne hanno risentito di più sono i ristoranti, soprattutto quelli che non hanno lo spazio per farsi un dehor esterno".

"Ho avuto un grave incidente stradale anni fa, avendo problemi al ginocchio non ho ancora trovato un lavoro e sicuramente il Covid ha inciso molto perché non si può girare più come prima, portare i curriculum, magari farsi conoscere, ormai é tutto online. - racconta Lisa Succi Leonelli - Per le vacanze, causa Covid sono stata in zona e fatto pochi giorni a Salerno e Costiera Amalfitana. Per il vaccino, per ora non l'ho ancora fatto, se riesco andrò avanti a tamponi, per varie anche testimonianze negative e articoli che ho letto. Quest'estate non facevano molti controlli. O se li facevano, li facevano quando e come volevano. Ma diciamo che ho visto cose che comunque non hanno molto senso. Organizzativamente parlando sicuramente quelli che ne hanno risentito di più sono i ristoratori e le piccole imprese locali".

"Nell'incertezza generale riscontrata tra Aprile e Maggio, quest'estate ho deciso di impegnarmi in un'esperienza lavorativa stagionale per ampliare il mio CV. A seguito di questa, sono stata in vacanza la prima settimana di Settembre, in una località che garantiva un grande patrimonio culturale e che mi permettesse di godermi comunque le vacanze evitando però assembramenti - evidenzia Aurelia Bocchetta dall'Umbria -. Penso che la pandemia abbia messo a dura prova la vita di tutti, e credo che l'unico modo per riuscire a raggiungere una futura normalità sia quello di vaccinarsi. Fortunatamente mi sono già state somministrate entrambe le dosi del vaccino, ma credo che ancora oggi ci sia molta disinformazione ed ignoranza. Nei luoghi da me frequentati nel periodo estivo la movida era tutta all'aperto, credo che sia nella coscienza personale di ognuno di noi decidere se andare in mezzo alla folla, o se frequentare determinati ambienti però godendosi la serata mantenendo la distanza dalle altre persone. Penso che determinati luoghi possano anche aiutare noi giovani a riacquistare un po' di leggerezza che non abbiamo da tanto… A proposito dell'utilizzo del Green Pass sono favorevole, credo che possa essere un modo per incentivare la campagna vaccinale e tutelare le categorie più deboli. In conclusione credo che tutte le attività abbiano in qualche modo risentito della pandemia, sicuramente alcune più di altre. Comprendo che è difficile andare a reinventare luoghi dove magari lo scopo principale era proprio la socializzazione, però sicuramente qualcuno in Italia avrà delle idee che potrebbero essere abbracciate e messe in atto in sicurezza".

DALLA E NELLA CAPITALE: Nel tam tam estivo, inevitabile chi sceglie anche l'arte ed il fascino della Capitale e chi ci vive abitualmente scelga, invece, mete non troppo distanti. "Questa estate causa COVID abbiamo deciso insieme ad altre tre mie amiche (Marika, Valentina e Sara) di fare un viaggio in Italia, Ponza, posto meraviglioso. Abbiamo viaggiato decisamente con più libertà, poche restrizioni o almeno il giusto. - la considerazione della neo dottoressa Alessia Bevilacqua - Questo grazie anche al vaccino. La posizione che ho nei confronti del vaccino ad oggi (parlo da vaccinata) è in qualche modo positiva. Abbiamo ricominciato ad uscire, a lavorare a divertirci ma soprattutto a vivere. Questo grazie al vaccino? Non lo so, ma voglio pensare positivo, voglio pensare che questo vaccino ci stia salvando. Per quanto riguarda il Green Pass penso serva solo a far vaccinare la gente, la possibilità di essere limitate in alcune scelte non piace alla gente".

"Nell'organizzazione del mio studio il Covid non ha influito più di tanto, ha influito più sul metodo di studio perché essendo online cambia totalmente il modo di studiare ma l'organizzazione in realtà è rimasta la stessa. Anzi allenando a Pallavolo e Rugby ed essendo state bloccate queste attività ho avuto più tempo libero e mi sono riuscita ad organizzare meglio. - racconta l'emiliana Nicole Cavatorta - Per quanto riguarda l'estate invece ho dovuto prediligere mete italiane rispetto a quelle straniere e ovviamente con meno movida rispetto al solito. Penso sia importantissimo fare il vaccino quindi sono completamente favorevole non tanto per me ma soprattutto per i miei parenti più anziani. Penso che a Parma (dove vivo) rispetto ad altre città ci sia del controllo ma devo ammettere che a Roma (mia meta estiva) ho notato molto più controllo e molta più sicurezza. Mentre al mare, a Forte dei Marmi, non ne ho praticamente trovata. Sicuramente ne hanno risentito di più ristoranti, bar ma sono anche quelli che penso siano ripartiti meglio. In più penso che alcuni negozi (soprattutto quelli piccoli) dovranno reinventarsi e mantenere anche la vendita online perchè dopo il lockdown sempre meno persone vanno fuori a fare shopping prediligendo quello online".

La giovanissima Delia Valentini puntualizza: "Il Coronavirus ha influito decisivamente in negativo sulla mia estate. Sia per spostamenti vari sia per entrare nei locali, ristoranti, cinema è sempre stato un ostacolo molto grande. Per fortuna io ho il Green Pass ma per le persone che non lo hanno è molto più complicato. Non c'è stato tanto controllo e la gente non è stata tanto responsabile, hanno fatto qualche multa ma pochi giorni dopo è tornato tutto come prima. Le attività che ne hanno risentito di più sono sicuramente bar e ristoranti al chiuso che non potevano essere frequentati da chi non aveva il pass o foglio del tampone, e anche centri commerciali, cinema e tutte le strutture al chiuso".

NEL CUORE DELLA RIVIERA: Il Covid avrebbe potuto rappresentare un'autentica mazzata dopo la non facile resilienza delle ultime stagioni ma il cuore della Romagna si getta ancora una volta oltre l'ostacolo, riuscendo a fronteggiare a testa alta la crisi, rivalorizzando contesti storici ed iniziative parallele oltre a quelle mondane come testimoniato dalla buona affluenza a Cervia e alla riscoperta di Cesenatico. In sicurezza e qualche testa calda da riportare sulla retta via delle mascherine e dell'amuchina riprende a pieno vigore dai primi di luglio e fino a Ferragosto la Milano del mare. Certo troppo poco per i numerosi imprenditori turistici e non solo che si sono dovuti sobbarcare costi extra per adeguarsi alle normative vigenti e nonostante il buon afflusso di persone hanno comunque dovuto fare i conti in passivo rispetto alle previsioni di fine 2019, basti pensare all'annullamento della stagione nel giardino incantato di Villa Papeete. In ogni caso Milano Marittima si conferma centro di eleganza e comfort per tutti, dalle famiglie ai rampolli della borghesia lombarda passando per campeggiatori e nidiate di giovani, un mix che riesce a funzionare e ad integrarsi naturalmente grazie all'organizzazione e alla ricettività turistica tipica della zona grazie anche alla professionalità dello staff dei vari locali come il Papeete Beach, dalla sicurezza agli e alle addette al beveraggio. Discorso più o meno analogo per il Pineta che, provando a reinventarsi in svariati modi, non ha privato i suoi fedelissimi di serate all'insegna del sano divertimento e di musica, drink e sushi per tutti i gusti. Promosso a pieni voti tra le strutture più frequentate della zona il Bicio Papao, fonte di relax, buon cibo e note in sottofondo. Idem l'apprezzatissima Cala Zingaro ed altri nomi noti passando per Pinarella e Savio come Paparazzi, Vistamare, SetteNove Ristoro e così via. Si conferma nonostante le ovvie limitazioni la novità dello scorso anno Hierbas con un menù a tema tra musica e gastronomia che ha allietato tutti i week-end estivi. Ampi consensi anche e soprattutto per la gastronomia da quella più raffinata dei nuovi e storici locali del centro cittadino a quella take away dei vialoni costeggiati dalla pineta fino a Cervia che ha fatto da accompagnamento agli eventi della Milano sul mare con ridotte ma comunque presenti iniziative di spessore di ramo culturale e turistico. Medaglia d'oro per il Pousada che si è ulteriormente allargato proponendo un ricco menù di stampo brasiliano e non solo, resistendo alle difficoltà del periodo. E poi c'è la gente che quei posti li vive sempre, anche d'Inverno, dove ci abita e ci lavora. Ha costruito il suo piccolo impero il "conte" Viktor Ndoka, giovane imprenditore di origini albanesi che ha supportato i problemi tecnologici di clienti e turisti tutta l'estate con il suo "Mi.Ma ConTel", compresi numerosi vip in vacanza.

La palla passa poi a Jessica Zirondelli sempre dalla Lombardia: "Il Coronavirus quest'anno non ha influito particolarmente sulla mia estate, nel senso che sicuramente ho preferito fare vacanze in Italia piuttosto che all'estero, per una questione di sicurezza e vicinanza. Basta prestare più attenzione, tenersi controllati soprattutto. Appena mi è stato possibile ho fatto il vaccino, poiché penso sia l'unica arma che abbiamo, oltre adottare tutte le precauzioni del caso, per affrontare questa emergenza. Sono piuttosto positiva sulla situazione, riesco a vedere, finalmente, la luce in fondo al tunnel. Le vacanze sono trascorse in maniera piuttosto serena, grazie al Green Pass si riusciva a fare tutto abbastanza facilmente. Quest'estate l'ho passata principalmente tra Milano e Milano Marittima, meta in cui abbiamo la casa per la stagione estiva. L'offerta ricreativa era sicuramente minore rispetto al periodo pre Covid, essendo molte discoteche chiuse. Ho sicuramente notato - continua - il fatto che la movida sia cambiata, si preferiscono cene spettacolo nei bagni al mare, o comunque luoghi all'aperto. Sicuramente il Green Pass ha favorito il ritorno a una normalità che mancava da tempo. Io, prenotando in anticipo, sono riuscita a fare praticamente tutto con serenità. Sono favorevole al 'passaporto verde', non penso sia, come dicono in molti, un obbligo a vaccinarsi. O perlomeno non ancora. Le attività che ne hanno risentito di più sono sicuramente i ristoranti, i bar, e le discoteche, avendo a disposizione meno capacità. Molti però sono riusciti a reinventarsi. Ad esempio, qualche locale è riuscito ad aprire offrendo servizi diversi o complementari a quelli che offriva prima".

"Il Coronavirus ha influenzato moltissimo la mia vita, poiché sono una studentessa universitaria - spiega Elena Corsini dopo essersi goduta la riviera romagnola - Non ho potuto avere lezioni ed esami in presenza e mi ha stravolto la mia amata routine quotidiana. Durante l'estate non sono andata incontro a problemi per quanto riguarda il Green Pass, molti locali non lo richiedevano nemmeno. Scelgo le mete di viaggio in base a quello che mi piace fare e a quello che un posto ha da offrirmi in base ai miei gusti. Il futuro? Sogni e desideri posso corrispondere se ci credi davvero, se nella vita metti tutta la tua volontà, costanza e dedizione a ciò che fai e per ciò che vuoi".

Significativa l'esperienza di Benedetta Adornato: "La scorsa estate ho fatto l'educatrice al centro estivo quindi ho avuto accesso al vaccino prima dei miei coetanei e onde evitare problemi coi bambini mi sono vaccinata. Per le vacanze mi sono spostata spesso per dei weekend in riviera romagnola e agosto l'ho passato in Calabria in famiglia. Il Covid ha influito soprattutto nell'organizzazione della vacanza estiva all'estero: non l'ho organizzata per paura di dover cancellare tutto ed eventualmente perdere anche i biglietti. Comunque alla fine dopo essere tornata a casa in Emilia e aver passato una settimana a casa lontana da rischi di contagio, ho prenotato una vacanza last minute e sono andata ad Amsterdam. In tutta estate mi hanno chiesto il Green Pass solo per entrare al McDonald in Calabria... Per il resto gli eventi a cui ho partecipato, nonostante stessero in piedi grazie a cavilli delle disposizioni, si sono svolte all'aperto e non ho accusato una mancanza di sicurezza, però io sono abbastanza tranquilla in generale: spero di non prenderlo ma non sono così spaventata. In relazione al Green Pass non ho un'opinione definita, ad Amsterdam ho vissuto una settimana di vita pre-Covid, tranne che per la mascherina sui mezzi pubblici, è stato strano perché nessuno mi ha chiesto se fossi vaccinata o tamponata ed erano tutti tranquilli. Mi ha fatto un po' rabbia il fatto che noi fossimo così indietro nella situazione considerando anche la presenza quasi obbligata del pass, ma mi fa sicuramente sperare che anche in Italia si proceda in questa direzione per recuperare quelli che dicono essere gli anni migliori della nostra vita".

"Il Coronavirus ha influenzato al 100% la scelta della meta per le vacanze estive. Ad agosto infatti, non avendo ancora ottenuto il Green Pass, non mi sono fidata dell'opzione tampone, il timore di un esito positivo con la conseguente perdita dell'acconto per la struttura scelta hanno avuto la meglio. Ho quindi optato per una località vicina e facilmente raggiungibile in auto. Sono favorevole al vaccino semplicemente perché non vedo come si potrebbe uscire da una situazione simile diversamente. - il pensiero espresso da Elisa Cadeddu - Non credo inoltre sia utile vivere pensando di essere perennemente vittime di qualche subdolo complotto. Detto questo rispetto tutti i punti di vista e capisco chi avendo problemi di salute nutre timori per eventuali effetti collaterali a breve o lungo termine. Bisogna anche tener presente che nessuno di noi vaccinati ha fatto questa scelta a cuor leggero, semplicemente abbiamo pensato al bene della comunità nonché delle persone più fragili a noi vicine. L'offerta ricreativa durante il periodo estivo è stata pressoché invariata rispetto agli anni passati, non ho infatti notato particolari differenze se non per la chiusura delle discoteche o per l'assenza di concerti. Il Green Pass sarebbe uno strumento utile se venisse richiesto sui mezzi pubblici e venisse verificata l'identità di chi lo possiede, diversamente lascia il tempo che trova. Le attività che hanno subito danni sono state tantissime, ancor di più credo quelle facenti parte del settore terziario, conosco diverse persone che hanno evitato di andare in ferie per mancanza di disponibilità economica o per evitare problematiche legate a quarantene etc. Per contro ne hanno giovato senza dubbio gli e-commerce e tutto ciò che ha a che fare con la consegna a domicilio e, neanche a dirlo, ovviamente le farmacie".

"In vacanza (scelgo solitamente la meta in base al periodo dell'anno e alla comitiva) sono stata a Milano Marittima e sembrava che il Covid non ci fosse proprio per niente perchè ognuno faceva quello che voleva. - esclama Paola Porro - Ho ricevuto la prima dose di vaccino i primi di agosto, devo dire che non ero molto convinta di farlo sinceramente anche perchè forse in tv passano delle notizie non sempre corrette e questo incute timore nelle persone. Sicuramente per me non è una cosa giusta il fatto di aver imposto il Green Pass perchè, arrivati nel 2021, che una persona non possa fare più quello che vuole perchè una democrazia ha deciso che senza Green Pass non si può più far niente, è come dichiarare di essere una dittatura dove qualcuno comanda e il popolo non può far nient'altro che eseguire. Secondo me la situazione è stata gestita abbastanza male con il passare delle informazioni e il resto che ne è conseguito. Sicuramente tra le attività che più ne hanno risentito, le strutture riservate al turismo". Per quanto concerne l'ambito lavorativo: "Quello che sto facendo è nato dal nulla. Abitavo 4 anni fa a Desio (MB) ed ho conseguito gli studi di ragioneria poi ho deciso di trasferirmi a Reggio Emilia dove mi è stata offerta la possibilità di entrare nel mondo dei cantieri edili, e da lì è nata questa passione. Sognavo di diventare un amministratore delegato di un'azienda e penso che continuando a spingere nel lavoro che sto facendo non è detto che non ci possa arrivare: sogni e desideri potrebbero corrispondere ma non sempre vanno entrambi nella stessa direzione. L'impatto del Covid? In realtà con il lavoro che faccio sono stata ferma a casa in smartworking giusto i due mesi in cui c'è stato il lockdown totale".

"Il Coronavirus ha influito molto in modo negativo nella mia organizzazione della mia estate, soprattutto per la vacanza perché avevo tante aspirazioni a cui poi ho dovuto rinunciare in parte. - commenta Cristel Surina - Per quanto riguarda il lavoro ha influito negativamente anche in quel settore, un po' per la cassa integrazione e un po' perché abbiamo sempre delle mascherine in faccia. Io sono abbastanza fiduciosa del vaccino e spero tanto in qualche modo di uscirne pian piano e di tornare alle nostre vite. Sono felice che abbiano esteso il Green Pass per la movida in generale e anche per le mete delle ferie, per i mezzi e così via perché secondo me è giusto, in caso contrario non se ne esce. È giusto permettere più cose a chi ha il Green Pass rispetto a chi non lo ha perché delle differenze tra vaccinati e non ci devono pur essere, altrimenti non avrebbe senso fare il vaccino. Io sono favorevole al Green Pass e penso che sia anche un modo per metterci tutti in sicurezza e per uscirne un giorno. Sicuramente le attività che ne hanno risentito di più sono quelle della movida, soprattutto le discoteche ma sicuramente avranno modo di reinventarsi seguendo le normative relative al certificato verde e applicando le dovute restrizioni".

Nell'organizzazione delle vacanze estive di Alessandra Sula, "il Covid ha influito molto perché essendo stati chiusi per tempo in casa avrei voluto andarmene all'estero, purtroppo sono stata vincolata poiché il mio ragazzo avendo una attività non poteva rischiare, per via del eventuale contagio, di chiuderla. In ambito lavorativo ha influito si, ma in maniera eccessiva poiché il lavoro è aumentato, lavorando comunque in una grande distribuzione abbiamo vissuto in primis il terrore della gente ad aver paura di rimanere senza cibo. Essendo anche a corto di personale per le problematiche che questo Covid ha portato il lavoro si è triplicato. Per quanto riguarda la sicurezza della movida nella mia città e nelle mete estive direi che si può definire in qualsiasi modo tranne che sicurezza, in molti posti non chiedono nulla, ma fanno anche bene alla fine tutto questo terrore quando alla fine il Covid è una specie di raffreddore, con diversi sintomi ma come ogni virus ha i proprio sintomi. L'Italia a maggior ragione sembra che ci stia calcando su più del dovuto, chissà per quale scopo! Diamo tempo al tempo, tanto prima o poi uscirà fuori la verità di tutto questo allarmismo. L'uso del Green Pass serve veramente a poco se non a nulla anche perchè, prima delle misure di rafforzamento, non trovo il senso di chi si siede fuori non ne ha bisogno e chi sta dentro si, in molti posti per uscire fuori bisogno passare dalle sale all'interno del locale, non è un po' ridicolo? Come anche quando ti richiedono il certificato ma non controllano il documento, non so spiegarmi l'utilità di quest'ultimo. Davvero patetico senza senso. Io il vaccino non lo farò, nessuno può decidere la vita di nessuno, siamo contro la costituzione italiana! Ci stanno al momento obbligando in qualsiasi modo. Le attività che ne hanno risentito di più sicuramente le piccole imprese in primis, hanno demotivato i giovani ad aprirsi un attività, non c'è più uno stimolo per i giovani e poi ci chiediamo perché non hanno voglia di lavorare?", chiude andando in controtendenza con le altre testimonianze.

Cosa ne sarà del 2022 non è dato sapersi ma una cosa è certa: ogni luogo, con i suoi aficionados, non vede l'ora di sollevare un calice al calar del tramonto per il più classico o fantasioso che sia sogno di una notte di mezza estate. E la fine di un incubo chiamato Covid.
 
   
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