Un anno senza movida, le testimonianze di tre Princigirls tra realismo e nuove sfide
Salerno News
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ilano. Se non ci fosse stato di mezzo il Coronavirus, a quest'ora si fremerebbe per il week-end di Pasqua, gite fuori porta o programmare ferie in attesa di poter finalmente spiccare il volo, biglietto alla mano, per le vacanze estive. Ma la pandemia globale ha fermato il mondo e rivoluzionato in piccola o grande parte le abitudini di ogni persona. In particolar modo di quella generazione che si trova ormai da tempo in quella via di passaggio senza una reale e concreta percezione della destinazione finale. E soprattutto un mondo intero, quello della notte e della movida. E' passato ormai un anno, i locali restano chiusi e gli attori principali di questo variegato settore fermi al palo, dagli imprenditori ai barman passando alle ballerine e ragazze immagine. Gente che grazie a questi lavori riesce a portare avanti gli studi o i propri piccoli, grandi, sogni della propria vita. A 12 mesi di distanza, abbiamo raccolto le testimonianze di tre Princigirls, icone del sano divertimento mondano catalizzato dalla presenza accentratrice del Principe di Formentera. Tra coscienza delle problematiche e voglia di reinventarsi per non rimanere mai ferme e proiettarsi con ottimismo al futuro.
 
"Sono sempre stata una ragazza estroversa che ama circondarsi di allegria e che amava gli ambienti top, a diciannove anni ho iniziato a lavorare come ragazza immagine e modella presso le discoteche milanesi per potermi mantenere e togliermi gli sfizi che una ragazza di 20 anni può avere: shopping, buon vino e viaggi anche perché volendo fare la scrittrice avevo bisogno di tempo per scrivere ma anche di un lavoro che mi permettesse di mantenermi - racconta partendo dagli albori Lucrezia Gatti, 23enne milanese - Con il tempo mi son avvicinata sempre di più all'ambiente food e wine. Il Covid e il lockdown inizialmente mi hanno presa alla sprovvista, mi sono trovata senza lavoro e mi sono ingegnata, ho sfruttato al massimo le mie capacità e ho deciso di rendere il mio profilo Instagram una fonte di guadagno. Piano piano sono cresciuti i follower e le collaborazioni. Ora collaboro con Luxury Bureau, ci occupiamo di riportare su Instagram esperienze culinarie. Mai avrei pensato di fare questo, e sono fiera di me perché in fin dei conti la situazione Covid ha cambiato in meglio la mia vita facendomi capire su cosa focalizzarmi. Certo mi manca andare fuori a cena con amici ma per contenere la diffusione del virus la cosa giusta è rispettare le regole e portare pazienza". All'estero il mondo dello spettacolo prova a ripartire con i primi concerti all'aperto con mascherine, tamponi e distanziamento: "Sicuramente l'esperimento svolto ad Amsterdam può avere un senso in un paese piccolo come l'Olanda, non penso che in Italia potrebbe funzionare e sarebbe difficile da realizzare - aggiunge Lucrezia che poi rivela come è entrata a far parte del mondo Princigirls - Sicuramente la prima cosa che farò appena si potrà, sarà andare a trovare il Principe che mi ha accolta l'anno scorso nel regno Princi. E da appassionata di champagne devo dire che il principe è come una bottiglia unica. Sorprendente quando la scopri, spumeggiante quando la bevi e parte di te quando la finisci ma ne vorresti ancora".
 
"Da piccola sognavo di fare la veterinaria - esordisce, invece, Jessica, originaria di Bassano del Grappa ma trapiantata a Cervia nel cuore della riviera romagnola (foto da Internet) - Penso sia uno dei tanti sogni classici dei bambini. Un domani mi piacerebbe avere un ruolo importante all'interno di una realtà lavorativa, chiaramente dopo aver fatto la dovuta "scalata" verso quel ruolo. Sogni e desideri dal mio punto di vista non possono corrispondere. Io vedo il sogno come un qualcosa di enorme, lontano e praticamente irraggiungibile. Vedo il desiderio come un qualcosa di impegnativo si, ma facilmente raggiungibile. Naturalmente dipende sempre dal tipo di sogni e desideri". La palla passa poi all'attualità: "Oggettivamente se parliamo di libertà, siamo sempre messi male, ma non come l'anno scorso con il lockdown vero e proprio. Oggi almeno si può uscire per una camminata. Per quanto riguarda il fattore economico e salutare credo sia cambiato gran poco. La situazione era tragica esattamente un anno fa, e lo è anche ora. Premetto di non essere mai stata una ragazza da troppa movida (soprattutto nel periodo invernale) sebbene vivo da un paio di anni in Romagna quindi per quanto mi riguarda questa astinenza la sto vivendo tutto sommato bene. Certo, ci sono momenti e serate in cui vorrei essere in un locale con le mie amiche e amici, ma non è attualmente una grossa mancanza per me! Se sfortunatamente per un qualsiasi motivo dovesse non esserci una nuova parentesi di pseudo libertà per l'estate che verrà come accaduto per la precedente, mi darebbe però molta noia e dispiacere". Ma come i locali e le varie città possono pensare di rivitalizzare l'apparato mondano? "Penso non ci siano grandi cose da fare, semplicemente ripartire - aggiunge Jessica - Sorprendere nel limite delle loro possibilità con qualche piccola novità e "spaccare, ognuno con le proprie modalità e tipologie". In conclusione, come è nato l'approdo nel team Princigirls? "Un commento simpatico su Instagram dal mitico Principe, poi la proposta di entrare in questo gruppo. Inizialmente non capivo molto il tutto, però devo dire che è troppo 'wow'. Oltre ad essere una fonte di svago, è un gruppo molto utile perchè spesso ci scambiamo lavori come hostess, ballerine, modelle, ragazze immagini e altre figure professionali. Il principe inoltre è così come lo si vede sui social e fuori. Una persona buona, divertente, brillante e davvero (concedetemi il termine) onnipotente: lui dall'altra parte dell'Italia o di dove si trova è capace di trovarti posto a sedere in un locale estremamente full. Può bastare?".
 
A chiudere il quadro la lucida e ficcante considerazione di Noemi Riccio, di nuovo dalla Lombardia: "La mia preparazione scolastica (smaccatamente di stampo letterario) rappresenta a mio parere un ironico contrasto con quello che attualmente è il mio lavoro: mi destreggio - o meglio, destreggiavo - tra nottate folli nei vari locali più in voga a Milano, ma non solo, in veste di ragazza immagine, nonché nel posare come fotomodella. La scelta di intraprendere un percorso scolastico che mi ha poi condotto verso la laurea in scienze giuridiche mi è sempre parsa quasi scontata, considerando le mie attitudini di studio volte quasi unicamente su un versante letterario-filosofico; ad oggi posso ben dire che mi sento realizzata e totalizzata nella duplicità degli aspetti lavorativi e professionali che compongono la mia persona e la mia vita, ossia un lato più "glamour" e mondano (da me anelato fin da piccola), unitamente ad un profilo più "cerebrale" e mentalmente impegnato. Indubbiamente la pandemia mondiale da Covid ha posto una seria battuta d'arresto all'interno di un mio contesto personale che, appunto, era finalizzato ed agiva prettamente in ambienti sociali di incontro tra persone (e la discoteca assolve questo compito per antonomasia). Inutile dire che il settore delle socialite di professione è stato quello più colpito e demonizzato: sul lungo periodo mi sono accorta che, mentre prima ero assolutamente convinta che tutto sarebbe tornato alla normalità entro lassi temporali di entità ragionevoli, ora invece sono sempre più portata a credere che il futuro vedrà riscrivere molti dei codici comportamentali ai quali siamo abituati. Per quanto possa influire la mia umile opinione, dubito fortemente che la discoteca tornerà a constare in toto di tutti quei suoi elementi caratteristici: al contrario, credo che ci stiamo sempre più avvicinando verso un profondissimo e radicale cambiamento di socializzazione tra le persone, e molti dei riferimenti del passato verranno stravolti; il Covid ha liquefatto la socialità, il suo brusco passaggio è destinato a sconvolgere per molto tempo a venire, in primis, i luoghi di ritrovo". Conclusione inevitabilmente dedicata all'orbita Princigirls: "Ho avuto l'onore di accostarmi a questo splendente mondo perché incontrai il Principe durante un mio soggiorno a Montecarlo, un rendez vous che ebbe molto da spartire con le atmosfere di un film della old Hollywood. Nella convivialità del nostro incontro mi fu chiara la natura deliziosamente sardonica del Principe: il dado ormai era tratto...".
 
   
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