Spettacoli, al Teatro San Demetrio la "Cantata dei giorni dispari"
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alerno. Continua con il sesto appuntamento in programma la settima Rassegna Teatrale "San Demetrio 2019", organizzata dalla Compagnia "Le Voci di dentro" della Parrocchia San Demetrio di Salerno, a sostegno delle opere caritative e missionarie della parrocchia stessa. Stasera, venerdì 12 aprile alle ore 20:30, sarà la Compagnia di casa "Le voci di dentro" a calcare le tavole del cine-teatro San Demetrio di Salerno portando in scena "Gli esami non finiscono mai" di Eduardo De Filippo, per la regia di Marco De Simone. Ben 27 attori interpreteranno i personaggi dell'ultima opera scritta nel 1973 da Eduardo De Filippo, contenuta nel gruppo di opere che l'autore ha chiamato "Cantata dei giorni dispari". Un racconto ironico, grottesco, lirico di un uomo qualunque. Una vita costantemente sotto esame, dove chi giudica è netto, deciso. Dove il Rosso, il Bianco e il Nero non danno adito a dubbi. Nemmeno nudo, da morto, sottoterra, ma vestito come un guitto da avanspettacolo, Guglielmo Speranza muore, ma non come idea. Guglielmo Speranza si presenta al pubblico sul palcoscenico raccontando la sua vita e segnandone le diverse età mettendosi tre barbe finte. Appena superato l'esame di laurea, Speranza dovrà superare quello dei futuri suoceri che gli consentiranno di sposare Gigliola solo se sarà in grado di fare una grande carriera nel suo lavoro. Guglielmo supera la prova: si sposerà, avrà due figli, un lavoro che gli assicura benessere e onori ma, nonostante il brillante esito di questi esami, la sua vita sarà infelice: avvelenata dall'invidia e dalla maldicenza del falso amico La Spina e dalla cattiveria della moglie che si è rivelata per quello che era, ovvero una donnetta viziata e infedele, che crede di più alle sue stupide, pettegole amiche piuttosto che al marito che ha sempre contrastato, ritenendolo un incapace e un sognatore, in questo sostenuta anche dai due figli, che la malignità popolare, riportata da La Spina, insinua non siano di Guglielmo. Non sorprende, quindi, che a un certo punto Guglielmo si rifugi nell'amore disinteressato e vero della giovane Bonaria, una donna di umili origini ma leale e genuina nei suoi sentimenti e valori, che sarà costretta dalla maldicenza e dalla cattiveria altrui a lasciare Guglielmo. Ormai vecchio, il protagonista si chiuderà sempre di più al mondo, fingendo di essere ammalato e di non poter più parlare. Arrivato il momento della morte, Guglielmo sarà ancora una volta ingannato dai suoi familiari: egli avrebbe voluto semplici funerali, chiedendo di essere seppellito nudo ed invece, abbigliato e truccato come un guitto di avanspettacolo, lascerà la commedia della vita salutando con gesti artefatti e leziosi gli spettatori. E' possibile acquistare ancora biglietti per lo spettacolo. Info, prevendita e prenotazioni presso l'Oratorio Parrocchiale San Demetrio.
 
   
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